Senza categoria

Il Pagellone della Serie A – Promosse e Bocciate

Due mesi senza il tanto denigrato campionato sono davvero lunghi, ed in estate non ci saranno grandi manifestazioni pallonare come mondiali o europei, essendo un anno dispari. Le nostre attenzioni calcistiche potrebbero riversarsi sulle due sfide della Nazionale di Mancini contro la Grecia (6 giugno) e in casa con la Bosnia di Pjanic (11 giugno), o sulla Copa America, dal 14 giugno al 7 luglio in Brasile, o ancora al mondiale femminile, dal 7 giugno al 7 luglio,  oltre che ai soliti test internazionali che animeranno luglio ed agosto. In attesa di sapere la data e la sede della Supercoppa Italiana contro la Lazio, il campionato tornerà solo l’ultimo weekend di agosto, il 24 ed il 25.

Intanto, proviamo a stilare un pagellone delle 20 squadre che hanno dato vita al campionato che domenica sera ha chiuso i battenti, cercando di riassumere in poche righe la stagione di ognuna, in rigoroso ordine alfabetico.

ATALANTA 8,5– Quando si chiude col miglior risultato della storia, il voto non può che essere alto. Uscita dalla crisi autunnale dei primi 8 turni, a causa forse del contraccolpo psicologico per l’uscita dall’Europa, ha viaggiato a corrente alternata fino a fine febbraio, poi ha messo il turbo da marzo, ed ha chiuso con un risultato storico, il terzo posto e la prima qualificazione alla Champions League. Ne sa qualcosa anche la Juve, maltrattata in Coppa Italia. Miglior attacco, migliore squadra del girone di ritorno, ha stabilito pure il record di stranieri in rosa: spesso il Gasp schierava formazioni anche di 9/10 undicesimi non italiani. Zapata ha giustificato l’investimento su di lui, Ilicic il vero faro della squadra, Gomez ormai è il leder indiscusso… attenzione a non smontare il giocattolino per la Champions. Stupisce come atleticamente sia arrivata al top nel finale, avendo cominciato la stagione  a luglio con i preliminari di Europa League. 

BOLOGNA 8 – Il suo campionato è diviso in due parti: sofferto e limitato con Pippo Inzaghi in panchina, travolgente con Mihajlovic: il serbo ha preso in mano la squadra e dal terz’ultimo posto l’ha trascinata fino al decimo, avvalendosi di un Orsolini arrivato nel pieno della sua maturità e di rivelazioni come il paraguagio capellone Santander ed il cecchino cileno Pulgar. Non trascurabile l’apporto degli inserimenti invernali Sansone e Soriano, mentre Destro resta umile e duttile, tanto come lo stagionato Palacio

CAGLIARI  6 – Ha fatto il massimo che poteva fare e cioè salvarsi. Migliorandosi anche un pochino rispetto alla passata stagione, ma contando ancora un volta sui gol di Pavoletti e sulle invenzioni del talento di casa Barella. Decisivo come al solito Joao Pedro, rientrato a settembre dopo la squalifica per doping. Un flop l’ingaggio del nazionale estone Klavan e soprattutto quello di Thereau a gennaio in sostituzione di Farias, stroncato da filmati porno top secret resi pubblici  di tempi addietro. Doloroso l’ammaino della bandiera Sau, ceduto alla Samp a gennaio. 

CHIEVO 4,5 – La favola è finita dopo 11 anni, e non poteva essere altrimenti, visti i guai societari, il casino plusvalenze, la penalizzazione che sembrava non scontarsi mai e persino l’ingaggio flop dell’ex ct Ventura, con tanto di scoppola interna con l’Atalanta al debutto. Prima vittoria arrivata solo all’ultima di andata: resterà l’unica in casa. Retrocessione arrivata addirittura a sei turni dal termine: ha cercato di dare dignità al campionato pareggiando a Bergamo e vincendo in casa della Lazio. Tra le poche note liete, l’eterno Giaccherini ed il giovane Depaoli. Le rinunce invernali a Birsa e Cacciatore, finiti senza gloria a Cagliari, han fatto il resto. Il ritorno di Schelotto resta un mistero. E pensare che al debutto stava pure battendo la Juve di Ronaldo. Si riparte dalla B senza la bandiera Pellissier

EMPOLI  5,5 – Le lacrime di San Siro al fischio finale devono essere sommate ai flop stagionali, come la doppia sconfitta col Genoa, i tonfi con Spal e Bologna nella parte cruciale del torneo, i punti buttati con Chievo e Parma e l’esonero di Andreazzoli per Iachini, salvo dopo richiamarlo. I tanti infortuni possono essere un’attenuante, così come la cessione invernale di Zajc ed aver sostituito in estate Donnarumma, capocannoniere della B col Brescia, con La Gumina. Gli inserimenti invernali di Farias e Pajac hanno riacceso le speranze, soprattutto dopo i successi sul Napoli ed i tre consecutivi con Fiorentina, Sampdoria e Torino. Ottime scoperte Di Lorenzo, già al Napoli, e Traorè. Ma soprattutto il boom il portiere polacco Dragowski, prestato dalla Fiorentina. 

FIORENTINA 5  – La prima parte di stagione sicuramente è in linea con gli obiettivi stagionali: la squadra staziona nelle posizioni con vista all’Europa. A gennaio arriva pure Muriel che sembra riaccendere gli entusiasmi, testimoniato anche dal 7-1 alla Roma in Coppa Italia. Poi l’esonero di Pioli e l’arrivo di Montella che fa trascinare la squadra sempre più giù, fino a giocarsi la salvezza all’ultima giornata . Un girone di ritorno con appena 15 punti ed una caduta verticale, azzerando così quel che di buono aveva fatto con Chiesa, Simeone e Milenkovic. Tra i flop, Pjaca, abile ad affollare le infermerie, e Mirallas, al di sotto delle aspettative, ma anche Lafont in porta. Chiude il campionato senza vittorie da 14 turni, se fosse arrivata la B il giudizio sarebbe stato pure più basso.

FROSINONE  5 – Per tutta la stagione la serie A ed il Frosinone sono sembrate due entità troppo distanti tra di loro. Il flop è arrivato soprattutto allo Stirpe, dove la squadra ha vinto solo una volta, tra l’altro a tempo scaduto con un rigore discutibile. Nel ritorno si è presa la soddisfazione delle vittorie in casa di Sampdoria e Fiorentina. Poca roba, a dir la verità. Da salvare comunque bomber Ciano e la sorpresa Pinamonti, un flop il costaricense Campbell, sbolognato a gennaio, ma anche il suo sostituto Trotta. Sotto gli standard il croato Perica

GENOA 6 – La sufficienza stiracchiata se la prende per la salvezza raggiunta all’ultimo turno grazie… all’Inter. Come lo studentello che esegue il suo compitino, poi si rilassa talmente tanto da rischiare la bocciatura. Il colpo da 90 a  gennaio di Preziosi, che vende Piatek al Milan sostituendolo con Sanabria, non ha dato i suoi frutti, anzi, tanto che alla fine si è riesumato pure un Lapadula fuori dal giro. L’ingaggio di Prandelli non è stato un affare, alla lunga. Discreto l’apporto dell’eterno Pandev, in porta promosso il romeno Radu dopo il flop di Marchetti. Sturaro lo si è visto solo per il gol alla Juve.

INTER 6 – Anche quì sufficienza stiracchiata per aver centrato l’ obiettivo minimo stagionale, la qualificazione alla Champions, ancora all’ultimo turno. Fallita la campagna europea già nel girone dopo una buona partenza, in Europa League son mancate le motivazioni. Brutta gestione della faccenda Icardi, tra esclusioni ed intromissioni del vulcano Wanda, Nainngolan non sarà bello, ma terribilmente efficace, bene la crescita di Gagliardini e Politano. Spalletti sul piede d’addio, ora toccherà a Conte provare a portarla dove portò la Juve. 

JUVENTUS 6,5 – Nell’anno di Ronaldo, la priorità era la Champions, invece il fallimento è stato proprio in Europa, trascinati solo dalla notte di Ronaldo con l’Atletico ed eliminati da un squadra tecnicamente inferiore, per non parlare della Coppa Italia, persa malamente a Bergamo. Inevitabile la separazione da Allegri al quale sono imputate anche l’involuzione di Dybala e la gestione di Douglas Costa, senza contare i numerosi infortuni a catena attribuibili alla preparazione. CR7 ha comunque fatto il suo, Mandzukic devastante all’andata, un peso nel ritorno, Cancelo bene fino a febbraio, belle le scoperte di Kean in primavera e di Emre Can quando ha potuto esserci. E se Spinazzola ripetesse la notte del 12 marzo… “Solo” uno scudetto vinto già a febbraio, col record di 53 punti all’andata, perché la Supercoppa Italiana non può essere termine di giudizio. Paurosa la spina staccata dopo la vittoria tricolore. 

Cattura

LAZIO 5,5 – La vittoria della Coppa Italia regala ai biancocelesti un posticino in Europa che altrimenti non sarebbe arrivato sul campo, dopo l’ottavo posto finale, nonostante sia rimasta in lotta per la Champions per due terzi di stagione. Brutta Europa League, doppiata dalla prima nel girone e cacciata subito da un Siviglia non irresistibile. Le sconfitte casalinghe con Chievo ed Atalanta nella parte decisiva dell stagione han dato il colpo di grazia. 15 gol per Immobile, buona stagione per Caicedo e Correa, attaccanti non molto reclamizzati. Ora è attesa per il futuro di Simone Inzaghi. 

231610193-1b1d195a-6c86-484e-be53-06651c0e5117

MILAN  6 – Il miglioramento c’è stato, ma non sufficiente da riprendersi quella Champions che manca da 5 anni. Sarà Europa League per il terzo anno di fila (sentenza Uefa sul fairplay permettendo), sempre scalando un posto (sesta per due anni, ora quinta), ma dando sempre l’illusione di poter tornare grande. L’addio malinconico di Higuain a gennaio, rimpiazzato dalla sorpresa Piatek, l’ingaggio di Paquetà che si è poi infortunato, restano buone le prestazioni di Calhanoglou e di Kessie. Troppo stretto nella morsa il giovane Cutrone: riuscirà ad esplodere definitivamente? Triste il flop di Caldara: il ragazzo merita solo di tornare a giocare. L’addio di Gattuso chiude una pagina con un tecnico forse non fenomenale, ma con un vero signore. 

NAPOLI 6- – Secondo posto senza squilli particolari, fuori anzitempo dalle altre competizioni e Juve sempre troppo lontana in campionato, con la quale ha perso entrambi gli scontri diretti. Nulla a che fare con la squadra dei 91 punti, che pare resterà irraggiungibile. Note positive un Milik finalmente a pieno regime e Mertens, oltre che a sprazzi Fabian Ruiz, in involuzione Callejon. L’addio di Hamsik a febbraio non è stato colmato. Ci si aspettava di più da un totem come Ancelotti

PARMA 6,5 – Dopo il triplo salto serie D-serie A, è arrivata una salvezza tranquilla, dopo aver assaporato fino a Natale anche le posizione europee ed aver gestito nel girone di ritorno. La coppia Gervinho-Inglese è stata decisiva, anche aver riportato Kucka in Italia ha giovato, così come le punizioni di Bruno Alves. E’ stata l’unica neopromossa a salvarsi. Il 3-3 in casa Juve da incorniciare. 

ROMA 5,5 – L’involuzione è iniziata in estate con le cessioni di Nainngolan, Allison e Strootman, poi è continuata per tutta la stagione sfociando in un’ annata sofferta, sempre in zone europee, ma mai troppo in alto. La Champions, dopo le semifinali dell’anno scorso, è finita contro l’avversario più abbordabile, ora arriva solo l’Europa League, da conquistare con gli spareggi estivi. Dzeko è dato in partenza, triste l’epilogo della bandiera De Rossi, molte delusioni, da Olsen, a Kluivert, a Nzonzi. Neanche Pastore ha fatto una super stagione, nonostante qualche eurogol. Esonerato Di Francesco senza appello, Ranieri non ha portato miglioramenti. 

SAMPDORIA  6 – Ha replicato il nono posto dell’ultima stagione, l’Europa è svanita in primavera dopo averla sognata. Resta il top del capocannoniere Quagliarella e della stagione positiva di Defrel e Caprari. Da Gabbiadini ci si aspettava di più. L’avventura di Giampaolo potrebbe essere giunta al capolinea. Finale di stagione troppo compassato, ancora una volta.

SASSUOLO 6,5 – Dopo un buon inizio, ha ottenuto una salvezza comoda senza mai essere veramente coinvolta nella bagarre. L’annata tranquilla è certificata dallo stesso punteggio della passata stagione. Conferma per De Zerbi, dopo aver dato una dignità al Benevento. Tra i top, Babacar, Demiral e Duncan. Datelo voi un termine per definire il “tradimento” e la fuga di Boateng a gennaio. 

SPAL 6,5Seconda salvezza consecutiva, ancora una volta mostrando un buon gioco ed un grande collettivo. Grande inizio, con imbattibilità dell porta persa solo al terzo turno e tre vittorie nei primi quattro.  Petagna mai così prolifico, nel finale decisivo anche Floccari, mentre Paloschi è stato meno appariscente. Con Viviano a gennaio è tornato anche un buon portiere. Di conto, pochi flop, tra cui Djorou, partito a gennaio. Il top i successi su Juve e Lazio.

TORINO 7 – Un campionato straordinario, chiuso al settimo posto col record di punti, non è bastato per la qualificazione europea, anche se resta aperta la finestrella della possibile esclusione del Milan. Rivalutati giocatori come Ola Aina e Meitè, conferme per Belotti e Iago Falque. Peccato per lo “smarrimento” di Parigini

UDINESE 6 –  Praticamente la fotocopia della passata stagione: annata sempre sull’orlo del rischio, passata con tre allenatori: lo sconosciuto Velazquez, Nicola ed infine a centrare la salvezza ci ha pensato ancora Igor Tudor, soffrendo un po’ meno rispetto all’anno scorso. Tra le conferme di Lasagna e de Paul, è emerso il trequartista Pussetto e tutto sommato è stato positivo l’ingresso di Okaka. 

Diego Valceschini

Annunci
Contrassegnato da tag

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...