Visti da Fuori

Allegri-Juve, tanti errori che possono essere l’inizio di una nuova entusiasmante avventura

“Tutti bravi quando lasciano questo mondo” scriveva qualcuno che di calcio sapeva poco ma che sicuramente aveva l’esperienza di vita per pensare ciò.
Allegri se ne va e tutti applaudono l’uomo e il mister. Anche chi lo ha sempre criticato.
Come ho già scritto, Allegri è un bravo allenatore ma non un campione. E in cinque anni tutti, tifosi e non, dirigenza e calciatori, lo hanno capito.
I suoi limiti si sono palesati in poco tempo e, nonostante ottimi risultati, quando si è posto l’obiettivo di vincere qualcosa di più, tra competizioni europee e italiane, il mister ha fallito. Qualcuno negli anni voleva fare il “triplete” e ha dovuto, dopo poco tempo, ridimensionarsi. Non tanto per una società che ha costruito molto e bene, guardando comunque al portafoglio, ma proprio per colpa di un mister che “più di quello non è”.


Il gioco e la forma fisica sono dei punti deboli per uno come Allegri, abituato a parlare più di qualità individuali dei giocatori che di tattica e lavoro atletico, punti, invece, di forza della mentalità calcistica italiana, passata e presente.
Allegri di errori ne ha fatti tanti. E’ inutile lasciare in un cassetto della memoria quanti e quali ha fatto.
Ricordo un pari contro l’Atalanta di Gasperini, pochi anni fa, mancavano 2 minuti al termine e la Juventus si è fatta recuperare, avendo avuto un atteggiamento ben poco vincente in campo. Andando più indietro, mi ricordo di un inizio di stagione con una media da retrocessione per poi recuperare tutto e tutti a suon di gol di un Dybala ai primi ardori e idolo dei tifosi. Basta anche guardare al passato recentissimo, analizzando le partite contro il Genoa, contro il Parma in casa, oppure, andando sul facile, analizzando quelle in Champions contro Altletico Madrid in casa degli spagnoli, oppure contro l’Ayax al ritorno. Sì, perché più di tutto, più del lavoro atletico inadeguato per una squadra che deve vincere, non solo il campionato, a parte la tattica, a parte gli errori sui singoli (vedi il ruolo erroneo dato a Emre Chan davanti alla difesa), è mancata la mentalità. Questo mister, bravo certo, ma nulla di più, si è confermato tale proprio non riuscendo a dare alla squadra quella mentalità che uccide sul campo tutti e tutto. La mentalità dei vincenti.


Quindi, scusate, ma io, da amante del calcio, non glorifico un mister così carente, nemmeno quando chiude un ciclo di 5 anni con la regina del campionato di serie A. Un ciclo che doveva essere chiuso tempo fa, dopo la sconfitta in finale in terra d’Oltre Manica. Lì, subito dopo Cardiff, è mancato il coraggio della società e, diciamola tutta, Nedved era ancora poco potente all’interno della Juventus e poco nelle grazie di Agnelli.
Nel 2017 si poteva rifondare squadra e mentalità, prendere un top manager senza spendere le cifre di oggi e puntare su un altro modo di intendere il calcio.


Ed è proprio questo il paradosso: la Juve si è rinnovata in tutto, dallo stemma, che è anni luce avanti nella comunicazione media di qualsiasi club europeo, alla nascita della Under 23, dalla squadra femminile (e che squadra femminile!) all’innovazione e ricerca nel marketing e nelle strategie societarie, oltre ad avere un settore giovanile serio e con un futuro (ad oggi non si vedono grandi risultati, tra 10 anni, dalle giovanili zebrate nasceranno i prossimi campioni della nazionale, ndr).
E invece nella prima squadra? Tecnico non al passo con i tempi, staff allo stesso modo carente, strategie sbagliate (basti pensare all’altalena tra primo portiere e secondo!) ecc ecc.


Spero quindi per voi che stavolta la Juve capisca l’errore fatto con Allegri e faccia un contratto duraturo a chi si merita di condurre una squadra già competitiva, così com’è, in Europa. Non serve cambiare tanti giocatori, rivoluzionare la squadra, se non hai la conduzione adeguata. Se penso a un allenatore di Cristiano Ronaldo, mi viene in mente Ferguson, Ancelotti e Zidane. Allegri è allo stesso livello di capacità ed esperienza? No.
Alla Juventus serve un tecnico di esperienza (soprattutto in Champios) ma non troppo in là con gli anni. Serve un uomo di carisma e di mentalità, un brillante, uno spirito forte e che possa alzare i toni tanto quanto camminare in equilibrio tra le polemiche.
Serve un uomo attento ai giovani e serve chi può emozionare prima la squadra e poi i tifosi.
Prima di un allenatore che sappia mettere in campo l’undici e adattarsi alle caratteristiche dei suoi giocatori e di un allenatore che faccia sedute stressanti di forza fisica, serve un uomo che sappia condurre un bolide con il giusto stile. Lo stile della Juventus per un manico da campione.


Sarà questa la sfida più difficile in questo finale di stagione: probabilmente nemmeno l’ultimo episodio del Trono di Spade è paragonabile a quanto andrete incontro. Vi auguro di viverlo al meglio. Di emozionarvi all’annuncio del nuovo tecnico. Così fin da subito Allegri e tutti i discorsi su di lui saranno ricordi. E tornerete a godervi il presente.

Tommaso Taddei

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...