"Il Fazioso"

Caro Allegri, ti scrivo (lettera di critica e ringraziamento al mister)

Caro Massimiliano Allegri, ti scrivo, così mi distraggo un po’ da questo maggio piovoso, freddo e denso di incertezze per il futuro della Juventus.

Ti scrivo per ringraziarti, perché a me hanno insegnato che alla Juventus vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta, e tu hai vinto tutto quel che si poteva, e doveva, vincere. Hai lasciato per strada solo un paio di supercoppe italiane e una coppa Italia. Mi rifiuto, ovviamente, di rispondere a chi, leggendo ora questo post, pensa: “eh, ma la Champions?”. La Juve non poteva vincere la Champions e non l’ha vinta.

Ma ti scrivo anche per criticarti: quando si ricopre un ruolo manageriale di altissimo profilo in una grande azienda non si può pretendere solo attestati di stima, specie quando non tutto va per il verso giusto.

Non mi è piaciuto il modo in cui sono state gestite le ultime due stagioni. Quella precedente, con la vittoria di uno scudetto che era già cucito sulle magliette del Napoli, che poi si è suicidato in hotel, e quella ancora in corso, dove la superiorità in campionato era talmente prevedibile da averci legittimamente portato ad auspicare un atteggiamento diverso in campo. No, non parlo del bel giuoco. Il bel gioco conta solo se poi vinci e io sono un cultore del risultato, non dell’estetica.

Ma è parso evidente anche a te, caro Mister, come fosse necessario un cambio di passo rispetto al passato in termini di atteggiamento tattico, specie in europa. E, invece, questa squadra arricchita da un vincente come Ronaldo, ha passeggiato in campionato e avuto sempre difficoltà in Champions. Dopo le prime ottime gare, si è tornati al passato: gioco passivo, atteggiamento troppo prudente e un sottile filo di paura in ogni partita europea. Per una volta, la remuntada è riuscita ma ci ha solo illusi. Ed è un peccato, perché quest’anno, per come si erano messe le cose, l’epilogo poteva essere diverso…

Senza considerare il discorso infortuni. Le mie scarse competenze non mi consentono di attribuire in modo univoco le colpe, ma che l’area tecnica sia responsabile, almeno in parte, della condizione sempre precaria dei giocatori e degli innumerevoli infortuni, mi sembra piuttosto evidente.

Durante le semifinali della Champions mi sono chiesto come avremmo potuto giocarcela col Tottenham, avendo mezza squadra infortunata e l’altra mezza che si trascina per il campo, al cospetto di squadre che corrono per 90′ come delle furie. Ripeto: è un mio limite, ma proprio non capisco come ciò possa accadere solo a noi…

Un ciclo si è chiuso, Mister, ed è merito di chi ha preso la decisione finale di sancire la separazione, di averne preso atto. Nonostante la stima nei tuoi confronti, avevo la sensazione che un’altra stagione come questa avrebbe portato a danni forse irreparabili.

Ma non posso chiudere questa lettera senza i doverosi ringraziamenti nei tuoi confronti.

Ci hai salvato da una situazione paradossale, quella in cui un ex giocatore, ex capitano, e allenatore della Juventus abbandona il ritiro della squadra dopo due giorni con in tasca un ricco contratto con la Nazionale. E invece, per nostra fortuna, ma anche per tua fortuna, eri libero e una dirigenza coraggiosa ti ha ingaggiato nonostante fossi stato esonerato dal Milan dopo le feroci critiche di tutto l’ambiente.

Ci hai riportato a recitare un ruolo da protagonisti in Europa, e questo non può essere dimenticato. Un giorno hai detto: “quando si gioca in coppa questa squadra ha paura, e questa cosa non ha senso“. Ed è quel che io dico da anni. Quando hai parlato, recentemente e forse a sproposito, di DNA, in realtà hai detto una cosa sacrosanta: le squadre hanno un DNA e mutarlo è difficile. Nella Juve i leoni in campionato diventano agnellini in coppa. E pure peggio accade nelle finali. Lo dico da anni, ma capisco che sia difficile, per noi, accettarlo.

Sei riuscito a colmare le lacune della rosa senza mai lamentarti, trovando soluzioni talvolta geniali, come il 4-2-4 di un paio di stagioni fa, quando la società ti lasciò senza Pogba, Vidal e con un Marchisio ormai irrecuperabile. In silenzio, anziché lamentarti, hai cercato soluzioni e le hai trovate. Ti sei ritrovato una rosa sempre più forte nel suo complesso ma SEMPRE con dei punti deboli, a cominciare dal centrocampo. Sarebbe bello capire quanto tu abbia potuto mettere becco nel mercato della Juve di questi anni, ma la Juve è la Juve e certe cose non le sapremo mai.

Sei stato l’allenatore più aziendalista che ci fosse, nonostante, ne sono certo, i problemi ci sono stati e non sempre sei stato ascoltato alla Continassa o in Corso Galileo Ferraris. Con stile, hai sempre risposto a tono davanti alle telecamere, tradendo nervosismo solo negli ultimi mesi, e ora sappiamo anche il perché.

Sei stato accolto tra calci e sputi e te ne vai con mezza tifoseria che festeggia, nonostante le vittorie, lo stile e i trofei in bacheca. E questo mi fa vergognare dei miei “fratelli” di tifo. Se si ama la Juve non si accoglie nessun tesserato con gli sputi. Questa è una cosa che fa schifo. Se si ama la Juve non si insulta a livello personale un allenatore che ci ha fatto vincere quel che si poteva vincere.

Io sono stato allegriano per anni ma ritengo che avresti dovuto accettare la proposta del Real Madrid alla fine della scorsa stagione. Capisco la scelta, però: arriva Ronaldo e anche tu hai accarezzato l’idea di poter passare alla storia come l’allenatore che riporta la Coppa dalle grandi orecchie a Torino. E’ stato un errore, ora lo sappiamo tutti. Quindi, ora sono contento che le nostre strade si siano separate. Ma non mancherò mai di ringraziarti per quel che hai fatto per noi e ti ricorderò sempre per le vittorie e per il tuo stile.

Spero tu possa raccogliere altrove i successi e la riconoscenza che meriti. In bocca al lupo, Max, perché anche nell’addio ci va stile (diteglielo a quello che un giorno di luglio fuggì…).

Emiliano Faziosi @emilianofaziosi

Un pensiero riguardo “Caro Allegri, ti scrivo (lettera di critica e ringraziamento al mister)”

  1. Grazie per averle scritto questa bellissima lettera a Max sono pienamente d’accordo chissà che non ritorni alla Juve per me le porte sono sempre aperte saluti e grazie

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