Nero Su BIanco

TUTTI PAZZI PER MAURICIO.

L’altra sera abbiamo assistito ad un vero e proprio capolavoro tecnico-tattico di semifinale, ieri decisamente no.

Ma sempre di un ‘mezzo capolavoro’ si è trattato.

Emozionante certo, addirittura esaltante per i neofiti o i soliti “arrapati del taccuino” (autocit.), per chi vede la ‘bellezza del calcio’ nei gol o nelle giocate da circo, ma decisamente inferiore, per il resto, sotto ogni punto di vista.

Davvero emozionante ed altalenante, questo si.

Scrivevo l’altro ieri come Pochettino sia stato, a mio modesto avviso, la vera sorpresa (al momento) di questa Champions.

Con una squadra discreta e senza il suo top player nella fase finale, ha comunque portato a casa un risultato davvero impensabile e strameritato… ma parlavo già pensando all’uscita di scena ieri, in semifinale.

Questa sera ha letteralmente surclassato l’emergente ten Hag costringendolo ad una partita (udite udite) votata quasi esclusivamente al contropiede.

Si, non ad un gioco meno aggressivo, anche stasera i lancieri infatti (interessante la genesi di questo falso soprannome tutto italiano), i ‘Joden’ di Amsterdam insomma, hanno picchiato come sempre duro in particolare nel primo tempo, ma rinunciato decisamente a quelle fitte trame offensive ben conosciute in terra d’Olanda, lasciando Compagnoni e Marchegiani tristi e delusi.

In questi anni la comunque ottima Juventus di Champions ha sofferto con grandi squadre, perlomeno a fasi alterne, incluso l’Ajax del turno scorso, ma mai, ripeto mai l’ho vista soffrire come contro gli Spurs lo scorso anno, soprattutto nel 2 a 2 dell’andata.

E chissà se il Liverpool riuscirà a vincere una finale, teoricamente già assegnata.

Il “DERBY di ALBIONE” comunque sarà davvero emozionante e vedrà contro due allenatori davvero degni.

Preparati, intelligenti, flessibili e mai scioccamente oltranzisti e, attenzione, entrambi stranieri in UK.

Tornando all’Ajax, una considerazione a mio avviso molto importante: oltre a qualche errore di impostazione e nei cambi da parte del prode Erik, proprio l’atteggiamento che gli aveva consentito, con merito certo, ma anche con un’abbondante dose di fortuna soprattutto rispetto ad episodi e differenti condizioni atletiche di prevalere nel doppio confronto Amsterdam – Torino, quell’atteggiamento spavaldo che aveva fatto gridare al miracolo… stasera si è letteralmente sgretolato davanti al Tottenham di Mauricio Pochettino.

Lo prenderei subito De Ligt, di corsa, sembra già un predestinato assoluto, ma qualche piccolo limite difensivo dovuto ad una reattività nel breve non eccelsa, è emerso anche stasera, prima di venir quasi sbranato da un Llorente (lo conosciamo bene), non bello ma intelligentissimo e stasera, decisamente sontuoso ed ultradecisivo !

Ultima nota per due giocatori, il giovane e forte Van De Beek … 10/15 minuti al livello della stagione e poi letteralmente sparito dai radar, mancanza di personalità? E poi, ci mancherebbe, Lucas Moura, per qualcuno forse una scoperta, ma chi dimentica l’ex bomber del PSG che dopo aver fatto impazzire mezza Europa, si stava spegnendo pian piano fino ad essere svenduto agli Spurs ?

Beh, stasera, una tripletta in semifinale di Champions ai limiti dell’umano, incommentabile.

Che sport il calcio ragazzi, non smette mai di sorprendere. Nessuno ormai “inventa” più nulla, da tanto tempo, ma gli allenatori di questa finale, da stasera saranno quotati in Borsa a Wall Street.

Paolo Carraro.

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