Da un'altra angolazione

VADE RETRO, GASP – Di Enrico Tordini

Qualcuno, in privato , mi ha chiesto cosa pensi di Gasperini. Qualcun altro mi ha inviato un faldone per spiegarmi, dettagliatamente, perché sarebbe il giusto profilo per la Juventus. A volte non riesco a rispondere a tutti, a costo di sembrare maleducato, inoltre non possiedo virtù divinatorie, quindi approfitto dello spazio concessomi per offrire qualche spunto di riflessione.

A chi chiede certezze offro dubbi e perplessità, di gente che sa tutto e ha capito tutto ne trovate a bizzeffe sul web.
Rompiamo gli argini: riterrei Gasperini alla Juve una sciagura biblica, al pari dell’invasione delle cavallette.
Su Guardiola ho qualche tentennamento, che la sua filosofia calcistica mal si sposa col detto “vincere è l’unica cosa che conta”, ma riconosco che il suo ingaggio sarebbe propedeutico a un progetto di respiro internazionale, affascinante, con tutte le remore del caso, prima di tutte la scarsa attitudine della proprietà a cooptare dei santoni carismatici ed in seconda analisi l’immaturità e la schizofrenia di gran parte dei tifosi.
Gasperini è bravo, ma nel contesto in cui opera. Gasperini allena ragazzi di 20 anni, desiderosi di sfondare e disposti a seguirlo in capo al mondo. Lavora in un ambiente sereno, che non pretende tutto e subito ed è disposto ad accettare qualche annata con risultati inferiori alle attese. A luglio inizia la preparazione, con calma e senza pressione porta la squadra a regime.
Alla Juve no. Alla Juve si deve vincere, alla Juve si vuole vincere, alla Juve ci si raduna e il giorno dopo si comincia ad andare in giro per il mondo a giocare amichevoli. Lo prevede il contratto e lo pretendono gli sponsor, come per tutti i top club.


Gasperini basa il suo dogma sul collettivo, quasi la terza via del socialismo applicata al calcio, tutti sono uguali e tutti debbono dare il loro contributo, compresi Papu Gomez, Zapata e Ilicic, i calciatori di maggior talento. Io, come ho già scritto in passato, dubito che CR7 accetterebbe di tornare nella sua metà campo a pressare il suo difensore centrale.
Una Juve provinciale, oppure stile Movimento 5 Stelle, dato che mi sono concesso già una disgressione politica, dove uno vale uno, dove Cristiano Ronaldo conta quanto Pinsoglio.
E’ quello che volete?
Non sarebbe una novità: negli anni ’60 la Juventus ingaggiò un allenatore paraguaiano, tale Heriberto Herrera, che teorizzava il “movimiento”; era, a suo modo, quasi un antesignano del calcio olandese e, come prima cosa, impose la cessione di Omar Sivori. La Juve vinse uno scudetto, poi scoppiò e lasciò il campo libero alle milanesi per diversi anni.
La storia si ripete, pur in epoche e contesti diversi.


Recentemente Ancelotti, qualcuno forse lo avrà sentito, ha detto che allenerà per altri cinque anni, poi si ritirerà. A 65 anni si comincia ad essere bolliti per il calcio di alto livello, ha concluso Carletto. Ecco, a coloro, e sono tanti, che vorrebbero Gasperini per “aprire un nuovo ciclo”, farei notare che il soggetto ha già 61 anni. Chiaro che Carletto ha solo espresso una sua opinione, ma per ripartire preferirei un 40-45enne, detto tra noi.
Che altro dire?
A me Gasp pare semplicemente uno Zeman meno integralista, che cura anche la parte difensiva. Non a caso, come il boemo, ha fallito quando ha preso in mano un club con delle ambizioni. So che l’Inter è un caso a parte, ma conta pure qualcosa.
Me lo immagino uno come lui, così attento ai dettagli, sempre pronto a criticare la sua squadra quando prende un gol, di fronte alle amnesie difensive di un Cancelo, o alle dormite di Pjanic che si fa soffiare il pallone. O di fronte a un Douglas Costa che non torna a fare la diagonale.

A proposito di Cancelo, concedetemi una nuova disgressione, spero che le voci relative a una sua cessione siano infondate, se cerchiamo ricorsi storici vedo materializzarsi lo spettro di Roberto Carlos qua.


Alla Juve, secondo me, c’è bisogno di un buon gestore, non di un profeta di provincia. Uno, per citare le parole del nostro allenatore, che non faccia danni. Allegri è un buon gestore, e infatti ha vinto molto. Zidane è un altro grande gestore, e infatti in campo internazionale ha vinto molto più di Allegri, potendo contare su una rosa più competitiva. Ce ne sono diversi in giro, basta saperli scegliere.
Se poi, oltre a gestire, il tecnico riesce anche a dare una fisionomia alla squadra, meglio…

Enrico Tordini

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