#NonSoloJuve

CHI AMA LO SPORT… L’ITALIA CHIAMÓ

L’urlo di Tardelli, l’esultanza di Grosso e i Campioni del Mondo del 1982 e del 2006.
I lampi esplosivi tra i paletti e le discese di Alberto Tomba, Gustav Thoni e Peter Runggaldier.
La grazia senza tempo di Carolina Kostner.
La strapotenza fisica e mentale di Federica Pellegrini.
L’Italvolley da sogno degli anni ’90 dei fenomeni Giani, Zorzi, Tofoli, Lucchetta, Cantagalli, Bernardi, Bracci, Gardini, Papi, Gravina, Bovolenta, Vullo, Sartoretti, Meoni.
Le mazze chirurgiche di Costantino Rocca, Francesco Molinari e Matteo Manassero.
Il cuore immenso dei fratelli Abbagnale.
Il tennis commovente di Pietrangeli, Barazzutti, Bertolucci, Panatta, Canè, Fognini, della Schiavone, della Vinci, della Errani, della Pennetta.
La classe infinita e l’elasticità funambolica di Yuri Chechi e di Igor Cassina.
Le gambe e i polmoni di Coppi & Bartali, di Cipollini, Pantani, Casartelli, Nibali, Gimondi, Bugno, Moser.
Le palle quadrate e mai dome della Trillini, della Bianchedi, della Di Francisca, della Vezzali, della Granbassi, della Di Centa, della Compagnoni, della Idem, della Musumeci, della Goggia.
I passi infuocati di Pietro Mennea, Livio Berruti e Sara Simeoni.
La fantasia dei 10: Rivera, Antognoni, Giannini, Mancini, Baggio, Zola, Totti, Del Piero.
Il mito immortale e universale della Scuderia Ferrari.
La pallavolo martellante di Zaytsev e Mastrangelo e quella elegante della Cacciatori, della Piccinini, della Lo Bianco.
Il Grande Torino, che ha segnato un’epoca ed è e sarà per sempre leggenda.
I centauri più cazzuti, estroversi e coraggiosi: Liberati, Agostini, Capirossi, Biaggi, Rossi, Simoncelli.
I pugni poderosi di Carnera, Damiani, Benvenuti, Oliva, Russo, Cammarelle, Rosi.
La tavola e la vela leggiadre di Alessandra Sensini.
Alex Zanardi, da bravo pilota ad eroe assoluto di forza di volontà e amore per la vita.
Le nuove stelle del basket: Gallinari, Belinelli, Bargnani, Datome, Gentile…e quelle storiche: Riva, i Meneghin padre e figlio, Pozzecco, Bulleri, Myers, Recalcati, Gentile, Galanda, Pittis, Mordente.
La longevità cannibalistica di Armin Zoggeler.
La tenacia impavida di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè.
La potenza straripante delle bracciate di Rosolino, Fioravanti, Magnini, Campagna, della Filippi e di Paltrinieri.
La grinta possente del Settebello e del Setterosa.
Lo spirito indomabile di Lo Cicero, di Castrogiovanni, di Bergamasco.
L’eterno ruggito sciovinista della Ducati.
La dolcezza felina di Fiona May.
I muscoli di acciaio di Baldini, della Sidoti, di Antibo, di Damilano, di Panetta, di Bordin.
La scherma spaziale di Cassará, Montano, Occhiuzzi, Sanzo, Tarantino, Foconi.
La forza dirompente di Rossi & Scarpa.
Le scintille ghiacciate di Enrico Fabris.
I salti pazzeschi di Gianmarco Tamberi e la velocità bionica di Filippo Tortu.
La mira precisa e il sangue freddo di Marco Galiazzo.
La capacità di sopportare sforzi e fatica di Pietro Piller Cottrer, Fulvio Valbusa e Giorgio Di Centa.
La rabbia guerriera di Maurizio Felugo e Carlo Silipo.
E quante altre storie si potrebbero narrare…..

Uomini, donne, campioni.
Nomi, volti, occhi e sguardi che ci hanno fatto esultare e sognare, emozionare e piangere, abbracciarci e gridare. Ma soprattutto ci hanno reso orgogliosi e fieri di essere italiani, di appartenere ad una nazione che seppur modesta geograficamente rispetto a tanti altri colossi, riesce a sfornare tanta gente tosta e formidabile che si impegna, si esercita con costanza e dedizione, suda, soffre e si impone.
Lo sport ci unisce.
Lo sport ci insegna che anche se siamo piccoli, il talento che da sempre ci scorre nelle vene può trasformarci in giganti e portarci in vetta al mondo.
Nell’olimpo della gloria.

I nostri atleti in maglietta e pantaloncini ci dimostrano con il loro esempio che ce la possiamo fare, che si può raggiungere l’eccellenza ed ottenere il rispetto di tutti: basta impegnarsi, applicarsi, crederci e non sentirsi mai arrivati.

Poi ci sono loro, quelli in giacca e cravatta, quelli che dovrebbero essere preparati culturalmente e tecnicamente per ricoprire il ruolo che hanno e che invece non sanno nulla e non fanno nulla, quelli che dovrebbero amare per primi questa nazione e invece la stuprano e coprono di ridicolo ogni giorno, quelli che ci fanno vergognare di essere italiani e ci spingono a pensare che magari in un altro posto, perchè no, potremmo stare meglio, quelli che ci stanno rovinando il presente ma soprattutto cancellando un futuro, quelli che fanno della corruzione e del tornaconto personale il proprio credo religioso, quelli che dovrebbero essere un esempio di moralità e virtù e invece sono i peggiori esemplari di animali possibili.

Se gli occhi da pecora dei nostri politici vili, pavidi e vigliacchi potessero solo per un attimo leggere in quelli degli sportivi e specchiarsi nel sacro furore e nella passione che gli bruciano dentro, forse potrebbero capire che questa Italia merita molto di più e può ambire al meglio…. perché noi il meglio da sempre ce lo abbiamo dentro, dalle radici viene pompato nel sangue, nel corpo e nella testa. Solo che ormai ce lo siamo dimenticati.

Non è mai troppo tardi per lottare, non è finita finché nutri amore e speranza.
Sarà sempre il momento giusto per sentire risuonare quell’inno e vedere la nostra bandiera sventolare in alto, col petto che scoppia di felicità e lo sguardo che trasuda dignità.

Fino alla fine, Italia

Lorenzo Nicoletti

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