Nero Su BIanco

Allegri, Adani e Fazio … ‘oltranzismi’ e “schemifici”.

Nutro una vera passione per Max Allegri.

Per il personaggio che è e per lo stile che incarna … stile in senso lato, anzi larghissimo.

Resterà comunque un ricordo meraviglioso del suo quinquennio o quel che sarà il suo periodo totale alla Juventus.

Ci sa fare il ragazzo, e lo ha dimostrato molte volte sul campo e fuori.

Errori ?

Chi non ne fa.

Eccesso nella reazione confrontandosi con Adani ?

Senza alcun dubbio, a prescindere dal merito.

Sul merito peró non posso che essere d’accordo. Vado a memoria, ma non credo di ricordar male il periodo, una quindicina d’anni ormai quelli passati dai giorni in cui dopo anni di pausa si è ricominciato a presentare le squadre e le partite attraverso la disposizione iniziale ( e molto teorica) degli uomini in campo, di quelli che una volta erano i (due) moduli:

ora 442, 433, 352, 4231, 343 e 4321.

Questi numeri che spaventano colleghi e familiari durante la pausa pranzo sotto l’ufficio o la cena di Natale mentre pensano di esser capitati a Coverciano, altro non sono che l’ennesima ‘trappola per sciocchi‘ ed ancor più linfa vitale e produttiva per giornalistucoli privi di qualsivoglia conoscenza carnale col calcio.

Pochi istanti dal fischio d’inizio e la giostra si mette irrimediabilmente in moto: basta la prima sovrapposizione degli avversari o degli ‘alleati’ ed i numerini saltano risistemandosi poi (e nemmeno sempre) all’inizio di una nuova azione. In quello spazio temporale, più o meno lungo, si svolge la partita reale, quella che porta poi al doverosamente poco trascurabile risultato finale.

La maggior parte dei goal, quelli che servono a vincere, si realizzano proprio nei frangenti in cui qualche sovrapposizione, raddoppio, inserimento, creazione di superiorità numerica si manifesta. Ed ancor più sui calci piazzati, dove gli stessi schemini sono ovviamente non proponibili.

Non scherziamo, il calcio è fatto di tecnica, in particolare quella individuale, preparazione atletica, movimenti con e soprattutto senza palla, energia e fisicità, resistenza e capacità di recupero, senso tattico, capacità balistiche ed ancor più di concentrazione.

Corsa, cuore, palle, classe, cattiveria, astuzia, esperienza, sfrontatezza, coraggio … insomma, un’infinità di aspetti sui quali si applicano studio, esperienza, intuizione ed ormai anche scienza.

Non basta solo una parte del grappolo, è comunque sbagliato puntare prevalentemente ad un aspetto.

Schemi ed azioni, preparate e ripetute all’infinito per aumentarne rapidità esecutiva ed efficacia possono essere importanti, ma non basteranno se l’avversario che affronti è il doppio di te o va al triplo della velocità o ha esperienza ed intuitività che seppelliranno ogni tuo tentativo.

Filosofia di giocoIdea di gioco, aggressività. Tutto altrettanto importante, ma nessuno ti toglie dalla testa se hai giocato, giochi o solo segui con intelligenza il calcio che l’idea di gioco non sarà mai una sola e non ce n’é una migliore delle altre !

Chi non è rimasto incantato ad ammirare il Barcellona di Guardiola ? Forse un pazzo !

Ma Guardiola, è davvero il più grande allenatore di ogni tempo (?), avrebbe vinto lo stesso in un’altra squadra, senza quei giocatori ed in quel preciso periodo ?

Beh, alla luce dei fatti, e dei risultati ottenuti fuori dalle mura amiche, al momento si direbbe proprio di no.

Eppure ha avuto ed ha in mano squadre stratosferiche come Bayern Monaco e Manchester City. Statisticamente quindi, non riesce più ad andare oltre i quarti di finale di Champions.

E andando indietro nel tempo ma non troppo, Arrigo Sacchi cos’ha combinato con la sua Nazionale ? Problemi “solo “ di risultato oppure c’era dell’altro ?

Possibile che il fatto di fare il selezionatore anziché l’allenatore possa esser davvero una motivazione plausibile ? Alla fine, ‘rose e vittorie alla mano’ è stato più bravo lui o magari Fabio Capello che non aveva Van Basten ed ha rivinto con la Juventus e persino con la Roma dando l’idea di esser davvero ad un passo dall’invincibilità ?

E quanto è importante il clima, la pressione, il peso della Società, l’atteggiamento dei tifosi, degli organi d’informazione, degli astri … direbbe nientemeno che Nils Liedholm ?

È uno stratega Max Allegri, uno dei più bravi, ma non deve neppure correre il rischio di diventare un ‘oltranzista reverse’, un santone del calcio semplice ad ogni costo. Ascoltarlo è un vero piacere.

Semplice, rilassato e di norma umile e disponibile.

Continua così se resterai alla Juve Max.

Ma continua così anche quando te ne andrai.

Quel che è certo è che non sei Guardiola ma neppure Liedholm.

Non sei Conte né Trapattoni.

Non sei Lippi né Sacchi.

Tantomeno Capello.

Sono curioso, assai curioso di vedere che succederà a fine stagione e che succederà alla fine della prossima.

Si, perché io sono un tifoso della Juve, ed ho un’arma in più per vivere di una certa tranquillità gli eventi.

Ho una Società unica, determinata e fortissima, che sa programmare il futuro, non farsi trascinare dall’emotività e … ecco, una cosa ti chiedo per il momento, ti prego, non cascarci piú !

di Paolo Carraro.

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