J - Pensieri Sparsi

La Juve merita di più dello sfottò ai perdenti. E dei perdenti

Una settimana da quella sera che TUTTI i tifosi juventini non avrebbero voluto. Qualche giorno trascorso dalla matematica di un titolo vinto quasi senza neppure sporcarsi i pantaloncini. Ho letto e sto ancora leggendo di tutto e di più. Ogni tifoso ha i suoi umori, i suoi punti di vista, le proprie impressioni, i propri sentimenti. Molti di questi sembrano però convergere in un’unica direzione. Che è la seguente.

Non si può definire soddisfacente una stagione in cui prendi CR7 non certo per vincere solo l’ennesimo scudetto. Vincere non è facile, Allegri ha seguito un percorso di crescita col Club, ma un’altra stagione così non è tollerabile , con infortuni record, giocatori fuori ruolo ed involuzione nel gioco e nella continuità che chiaramente impediscono un salto di qualità definitivo.

Il pensiero generale è affiorato nel paragrafo sopra, poi esistono gli “aficionados” di Allegri, quelli che si vorrebbero legati a vita al mister toscano; altri ancora che vorrebbero svoltare per riavere una squadra che esprima gioco e spettacolo, senza incappare in tutti quei contrattempi che hanno caratterizzato fin troppo le ultime annate.

Resto convinto che lo scudetto abbia tutto degli incipit motivazionali sul perché vada festeggiato ma è innegabile che siano valide attenuanti per chi invece è stato più “freddo” nei confronti di questo ennesimo tricolore: sì, è bello l’ottavo di fila, nessuno come noi, e vorremmo continuare il dominio per altri anni, ma festeggiarlo nel completo deserto di un campionato mai messo in discussione, in cui la prima sta a 20 punti dalla seconda e la lotta dal terzo al settimo posto è tutta in alto mare, mentre a cinque turni dal termine due retrocesse su tre sono praticamente fatte, è veramente così appagante? E poi… Vuoi mettere quanta sarebbe stata alta la motivazione nello scendere in piazza a festeggiare con le semifinali di Champions col Tottenhamm da disputare, e quindi nella testa una potenziale finale?

Resta un mese di maggio con test, seppur con squadre in corsa per l’Europa, da affrontare in tono minore, quest’anno non ci sarà neppure la Coppa Italia a trastullarci, per provare a conquistare il quinto double di fila, che non sarebbe stato come arrivare in fondo alla Champions, ma avrebbe dato comunque la soddisfazione che due trofei su tre a durata stagionale (sì la Supercoppa italiana è un trofeo, ok, bello festeggiarlo, ma frutto di una sola partita) li avremmo portati a casa, assaporando quel senso di maggiore completezza.

Va da sé che tutto sarebbe stato diverso con un campionato vinto in rimonta o con un testa a testa fino all’ultimo turno: una rimonta in stile 5 maggio, oppure tipo la stagione 2016 con le incredibili 15 vittorie di fila e primato conquistato partendo dal 12mo posto, forse in quel modo si sarebbe in parte compensata l’uscita prematura dalla Champions. Vero che nè Allegri nè nessun’altro ti può garantire la vittoria della Champions, ma un conto è uscire col Bayern a causa di una distrazione al 93′ o col Real spaventandolo dopo uno 0-3, un altro uscire con una banda di ragazzotti olandesi dopo essere stati in vantaggio sia all’andata che nel ritorno: questo può non permetterti di godere appieno di un scudetto stradominato.

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Sfottò sullo scudetto? V bene, ma dobbiamo anche crescere noi. Non accontentarci

Diciamocelo, il destino della Juve non dev’essere solo lo sfottò all’avversario. Ci può e ci deve stare, ma si deve dimostrare anche altro. Lo so che in Italia stiamo davanti a tutti e da 8 anni gli altri non vedono che le briciole, è bello ricordarlo, ma sfottere chi non ha un presente e forse neppure un futuro  e vive solo di ricordi sta diventando una cosa troppo pesante, al pari di chi ci sfotte e cerca motivi di giustificazione alle loro sconfitte minimizzando od inquinando le nostre vittorie.

Il tifoso Juve non può ridursi in una stagione a sbeffeggiare solo il napoletano, l’interista o il milanista, o in generale le squadre italiane perchè devono inseguire in campionato e in Europa fanno peggio di noi. Per loro, la Juve è diventata l’unico bersaglio, lasciamoli fare con indifferenza. Guardiamo in casa nostra e pensiamo a noi stessi, in quanto la nostra storia ci insegna che dovremmo puntare sempre al massimo. Noi siamo la JUVE e dobbiamo pensare a migliorare noi stessi, non a curarci degli avversari e vedere come si comportano. Non dobbiamo ridurci come i napoletani che sparano fuochi d’artificio per insuccessi altrui e che usano stemmi di altre squadre, o come gli interisti che vendono fuori dal loro stadio magliette e sciarpe di altri giocatori e di altre squadre. Dobbiamo essere superiori: io sto davanti non solo perchè tu sei scarso, ma perchè sono forte e in Europa sono qualcuno, gli avversari mi rispettano. Nel 2015 e nel 2017 lo avevamo dimostrato, peccato poi per la sindrome da finale. Ora, neppure quella. Bastano l’Ajax e l’Atalanta nei quarti di due competizioni e la stagione prende un sapore agrodolce.

Da tifoso, vorrei altri venti-trenta scudetti di fila per i prossimi anni. Lo smacco del 2006 è ancora troppo forte e devono capire chi comanda, anche a costo di un campionato noioso e che gridi allo scandalo. Ma non ti puoi fermare in caso di insuccesso europeo a dire “io comunque ho vinto qualcosa, tu nemmeno quella”. Devi provare a migliorare, a stare stabilmente a livello dei top club europei, a restare competitivo e a provare ad imporre il tuo gioco anche in Europa, a non giocare per lo 0-0. Perchè se un giorno tornasse un Milan europeo od un Inter in grado di portare via la Champions mentre tu continueresti a crogiolarti nel tuo italico “io sono davanti a te, tu chi sei”, allora anche il fatto dello sfottò a chi sta dietro non reggerebbe più. Vi ricordate il poco ortodosso “lo scudetto mettitelo nel..” di Ambrosini agli interisti dall’alto della loro Champions di fronte ad un titolo italiano vinto nel deserto? O quando Sheva&Co. ci fecero la festa a Manchester, rendendo piccolo lo scudetto di quell’anno? Immaginate se succedesse ora, che al decimo scudetto di fila arrivasse un’italiana a prendersi la Champions e noi uscissimo ai quarti? Tragedia!

Finchè le altre non varcano il traforo del San Bernardo possiamo usare l’arma del dominio italiano, ma ve lo immaginate le reazioni nel caso un’italiana al primo colpo arrivasse dove noi tentiamo da anni? Vi ricordate la Roma solo l’anno scorso? Pensiamoci e proviamoci, siamo ancora in tempo.

Diego Valceschini

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