I tre ruggiti del Leone

I 3 RUGGITI DEL LEONE – Risponde Franco Leonetti

Si cresce e si apprende più nella sconfitta che nel trionfo.
Quale è la lezione e l’ insegnamento che la doppia sfida ai lancieri ci lascia?


Credo che la Juventus di insegnamenti dalla Champions ne abbia introitati molti in questi anni e non ne avesse bisogno di altri. Certo questa eliminazione brucia particolarmente, perché la Juventus ha dimostrato di potersela giocare con tutti, vedasi Atletico di Madrid, e con l’Ajax, nonostante il gioco migliore e spumeggiante degli olandesi, aveva retto benissimo per tre tempi nelle due sfide. La Juve è mancata clamorosamente nel secondo tempo dello Stadium, quando è terminato il pressing, la squadra si è allungata, disunita, e far giocare i Lancieri in campo aperto è divenuto un vero suicidio. I giovani ragazzi dell’Ajax si sono dimostrati dominanti rispetto alla Vecchia Signora. L’insuccesso bianconero si scontra con la squadra di Ten Hag che, in questo momento, sciorina il calcio più divertente d’Europa, e annichilisce gli avversari, uno ad uno, però nel primo tempo la Juve aveva tenuto bene il campo e disputato 45 minuti migliori degli avversari, poi la sparizione dal terreno di gioco. E’ una vecchia regola dello sport, sempre moderna, contemporanea, chi merita prosegue la corsa, quindi solo applausi per un undici come quello olandese che sembra aver riscoperto e reinterpretato il gioco totale di Rinus Michela.

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Agnelli e Allegri promettono prolungamento del cammino insieme. Che ne pensi? Semplici frasi di circostanza per proteggere l’ambiente visto che mancano ancora tante settimane alla fine della stagione oppure reale comunione di intenti? Non credi che pur riconoscendo meriti e onori ad Allegri, ci sia bisogno dopo 5 anni di una scossa, di nuovo entusiasmo, di rinnovate mentalità e filosofia di gioco?


Quando il Presidente Andrea Agnelli si espone in maniera chiarissima in diretta tv, non si può pensare che siano frasi di circostanza o di prassi. Se avesse voluto fare l’attendista avrebbe potuto dire qualsiasi altra cosa ma non le parole che ha profferito, quell’intervista è un atto ufficiale, il progetto Juventus continua con Allegri in panchina, piaccia o meno. Dopo 5 anni di Allegri, serve un progetto tecnico rinnovato che passi dalla scelta di alcuni nuovi giocatori funzionali ai nuovi disegni tecnico-tattici, e capiremo di più sin dalla prossima campagna acquisti. Allegri in 5 anni di Juve ha riportato le maglie bianconere ad avere un pedigree europeo, con un salto epocale nel ranking Uefa, ora però manca l’affondo finale, la zampata giusta per sollevare la Coppa. E certamente qualche robusto ritocco nella filosofia di gioco.

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Abbiamo visto ieri sera nella partita di Manchester come neanche il tecnico più bravo e pagato del mondo sia garanzia di successo europeo, non sempre gli investimenti cospicui e faraonici portano a risultati sicuri.
Queste “vacanze” anticipate e inaspettate da qui a fine stagione con più nessun obiettivo per cui lottare, potrebbero essere sfruttate dal nucleo dirigenziale per muoversi ancor prima e pianificare il futuro? Tu cosa faresti per migliorare e ristimolare questa squadra? Dove andresti ad intervenire e chi eventualmente sacrificheresti per fare cassa?


La Champions non si può programmare come un campionato, ci sono troppe variabili, ma si può e si deve approntare una rosa valida al top, cosa che la Juve aveva già fatto quest’anno. Anche avere Guardiola non è sinonimo di certezza, non vince in Europa dal 2011, con il Barca, poi ci sono le variabili impazzite, nessuno aveva previsto la banda di ragazzotti terribili dell’Ajax come semifinalisti. Gli stimoli nuovi alla Juventus li ha anzitutto la società e lo stesso allenatore, che se li avesse smarriti sarebbe andato via. Cosa cambiare in seno a Madama per ripartire di slancio e ritentare l’assalto alla Champions il prossimo anno? Primo, profondo restyling di difesa e centrocampo sono atti indispensabili da parte della società, le basi ci sono, vanno implementate con gioventù e talento, secondo: arrivare nella fase topica della stagione, marzo-aprile, con la rosa al completo e in buona forma, per avere armi e soluzioni diverse in ogni match. Si sa che un pizzico di buona sorte non guasta in questo ambito, in questa stagione Allegri non ha praticamente mai avuto a disposizione in stagione Khedira e D. Costa, con Cuadrado ed Emre Can fuori per tanti mesi per malanni di grave entità, con Chiellini ai box per via dei suoi deboli polpacci. Insomma, alla Juve devono lavorare sul futuro e sulle scelte da operare, superata la delusione tangibile la società continuerà a programmare e a pianificare il futuro per raggiungere quella coppa che da troppi anni sfugge via dalle mani. Barzagli smetterà, vedo Khedira in partenza, ma non solo lui, Pjanic potrebbe avere un grande mercato e andranno fatte riflessioni importanti su Dybala.

Franco Leonetti

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