Nero Su BIanco

Dettar legge e non imparare mai la lezione

La fase del ‘lutto’ puó durare assai, ma il consiglio è quello di viverla insieme e di non smettere di parlarne, non cancellare nulla.
Non parlare di altro chiudendo una porta come fanno altri, come fan tutti, ma alzare il livello della discussione e progettare già il futuro.
Il tuo privato innanzi tutto, per capire come potrai investire questa improvvisa, inaspettata e soprattutto indesiderata sopravvenienza attiva che ti farà risparmiare parecchie centinaia di € e non pochi affanni per andarti poi a vedere l’ottava sconfitta in finale a Madrid.

La sfiga
La sfiga non esiste ragazzi, fidatevi. Nel calcio come nella vita siamo quasi esclusivamente noi a disegnare traiettorie, ad indirizzare palloni.
Se colpisci un palo hai sbagliato un goal, da questo approccio devi ripartire la volta successiva, se sarai stato ancora così bravo da procurarti un’altra occasione.
Se perdi quasi tutti i contrasti, o rimpalli che dir si voglia dipende da te. Chi gioca lo sa. Se Chiellini li vince quasi tutti e De Sciglio, il povero De Sciglio no, vuol dire qualcosa di molto preciso, non è il fato a benedire/maledire gli stinchi dei due, ma il lavoro che abbiamo fatto nei mesi, negli anni precedenti e la capacità di concentrazione e determinazione che riusciamo a raccogliere in quel preciso istante.
8 scudetti di fila sono qualcosa di fantastico e rappresentano una forza oggettiva ed indiscutibile. Beh, quest’anno finalmente il campionato lo vinci a Natale. Puoi programmare, cadenzare e differenziare presenze e preparazione, test e moduli.
Poi peró ti ritrovi con infortuni copiosi e qualitativamente pesanti proprio nei match clou della stagione, proprio col tuo ‘mental coach’ da tappeto verde. A cosa serve il riscaldamento prepartita ? Ad un’infinitá di cose, tra cui scongiurare infortuni muscolari nelle 2/3 ore successive, non a falcidiare ulteriormente una squadra all’ultimo secondo.

La paura.
Si, alcuni giocatori ieri, per l’ennesima volta, sono apparsi spaventati, timorosi, inadeguati, capitati lì quasi per caso e con una gran voglia di andar sotto la doccia. È inutile comprare un fenomeno, un trascinatore, se poi non cerchi di avvicinarti al suo livello, di capire COSA lo ha fatto diventare così … quasi fino a piegare la natura stessa al suo volere. E questo riguarda tutti.
Riguarda i tifosi che ancora una volta si sciolgono e ammosciano non solo fonicamente alla prima difficoltá.
Riguarda i giocatori come lo staff tecnico, a partire ovviamente dall’allenatore, che sembrano non attrezzati e timorosi nelle scelte.
Riguarda la Società, alla quale non possiamo che dire grazie per sempre, per ragioni oggettive che conosciamo bene tutti, ma che deve però trovare il modo di rimuovere questa ‘sindrome da Cardiff’, che in verità ci trasciniamo dietro da oltre quaranta anni.

Le scelte.
Ha lavorato bene dicevamo, benissimo la Società in questi anni, non c’è che dire.
Non sono d’accordo personalmente, ed è ben poca cosa, nell’andare ad inseguire “maghi” del calcio totale che alla fine, nella quasi totalità dei casi, neanche vincono granché se non dilapidando patrimoni che noi, pur cresciuti molto, ancora non possiamo permetterci.
Non smetterò mai di ringraziare Antonio Conte per l’incredibile, repentino ed inaspettato balzo che ci ha fatto compiere: mentalità, organizzazione, corsa, aggressività ed oggettivamente bel gioco.
Non smetterò mai di ringraziare Massimiliano Allegri per come ha saputo gestire, far crescere, governare la squadra, gli avversari e persino i media, con ‘dialogoi’ paradigmatici tra la saggezza e la presa per il culo.
Ora peró, e lo avrei detto molto volentieri anche a Champions vinta (molto più volentieri), credo che il ciclo, il lungo ciclo di cinque anni per il calcio attuale, sia terminato.
Occorrono nuovi giocatori (difesa ormai da riscrivere, centrocampo da far crescere ed equivoci da risolvere … Dybala che torni Dybala o arrivederci, Costa che non resti solo Costa con le sue incontenibili esplosioni di rarissima frequenza ed efficacia, scegliere chi dei due vada fuori per investire, o entrambi fuori per investire di più puntando su Kean ed un altro big), occorre cambiare a mio avviso anche una direzione tecnica di altissima qualità ormai sgonfia peró. Non mi addentro in scelte e nominations, ma penso che ci sia qualcosa di importante e possibile da proporre o riproporre nel panorama europeo.

Correre.
Le squadre italiane, un po’ tutte in realtà, corrono davvero poco rispetto alle avversarie continentali. E non parliamo di Barça, City, Real, o comunque le solite inglesi d’assalto no, proprio di tutti gli altri contesti europei. Non sarà la latitudine credo.
Noi ora abbiamo il tempo ed il dovere di riflettere e scegliere ed in questo caso senza correre troppo, anzi, esaltare quella capacità organizzativa che in questi anni è stato uno dei nostri punti di forza se non il principale.
Abbiamo davvero sempre bisogno di una partita orribile per ritrovare stimoli ? Potevamo uscire con l’Atletico, contro cui abbiamo disputato un ritorno fantastico ma fatto come sempre (e CR7 a parte) più di nervi che di altro. In quel caso avremmo perso una quindicina di milioni almeno.
Sfruttiamoli quei milioni, sfruttiamo quel che già abbiamo e la nostra capacità di migliorare, perché continuare a crescere, continuare a non smettere di “lavorare per”… più che “pensare a”… dovranno essere il nostro quotidiano mantra, senza incubi e ossessioni, ma continuare a DETTAR LEGGE in Italia non deve bastarci più, ed IMPARARE LA LEZIONE, senza ridursi ad improbabili quanto dispendiosi recuperi prima del gong, deve essere la nostra quotidianità, la nostra ‘normalità’.

Il futuro.
Abbiamo e possiamo avere dei giovani, un gruppo di giovani da far invidia persino all’Ajax che ieri, dopo il Real Madrid, ha strapazzato anche noi.
E dobbiamo spiegare ai giovani come Flavio (6 anni, nella foto di copertina, conosciuto ieri), che il futuro ce lo potremo costruire solo noi attraverso la capacità di progettare, crescere, vincere, perdere, lottare, gridare … ma senza perdere mai né la lucidità né la gioia e l’entusiasmo.
Quell’entusiasmo che abbiamo avuto con Valencia, Manchester e Atletico, quell’entusiasmo che abbiamo visto ieri da vicino nella pattuglia di ragazzi di stanza ad Amsterdam e nei loro tifosi.
Sorridi sempre Flavio, ti aspettano ancora tante delusioni ma, vedrai, anche tantissimi anni felici.

Paolo Carraro

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