#Ex, Asso di Coppe

Il Pitbull, Zlatan, saponetta Var der Sar e un paio di grandi flop che hanno vestito le maglie di Ajax e Juventus

Eravamo ancora negli anni d’oro del calcio italiano, la Juventus aveva appena concluso un ciclo pazzesco di vittorie in Italia e in Europa che ci portò a disputare 5 finali continentali in 4 anni, i calciatori stranieri più talentuosi erano attratti dalle sirene, dallo spettacolo e dai miliardi del calcio Made in Italy.

Nella stagione 1999/2000 erano presenti, nella rosa  che vinse la Coppa Intertoto allenata da Carletto Ancelotti, tre ex calciatori che avevano vestito la casacca dell’ Ajax. Nella sessione del mercato estivo arrivarono direttamente dalla società di Amsterdam il portiere Edwin Van der Sar ed il centrocampista nigeriano Sunday Oliseh: il numero 1 della nazionale olandese difese  la nostra porta per due stagioni, tante erano le aspettative e le speranze che i tifosi bianconeri nutrivano in lui e soprattutto sull’acquisto del possente centrocampista di colore pagato circa venti miliardi delle vecchie lire, aspettative che non furono ripagate, solo 8 le presenze in campionato, una ventina contando anche le Coppe, l’ex numero 5 zebrato fece i bagagli a fine annata e si accasò al Borussia Dortmund.

Il terzo ex Ajax presente in rosa era il pitbull Edgard Davids, arrivato dal Milan nel Gennaio del ’97 durante il mercato di riparazione ed etichettato come “mela marcia” dai senatori dello spogliatoio rossonero, impiegò poco tempo per entrare nel cuore dei tifosi gobbi: grande velocità e straordinaria dinamicità, un moto perpetuo accompagnato da una tecnica eccellente, il pitbull vinse 3 campionati indossando la nostra maglia mentre gli unici successi europei li conseguì solamente ad Amsterdam laddove sollevò al cielo Champions League, Coppa Uefa e la Coppa Intercontinentale con la maglia dei lancieri, vittorie internazionali che condivise con il suo compagno di Club e nazionale Van Der Sar, l’estremo portiere ex Manchester United è stato l’unico numero 1 che è riuscito nell’impresa di vincere  la coppa con le grandi orecchie con 2 maglie diverse.

Un record poco invidiabile che detiene Davids è quello di essere il calciatore che ha rimediato più cartellini rossi nella massima competizione europea per club, primato che il pitbull condivide con un altro ex lanciere ed ex bianconero, Zlatan Ibrahimovic.

L’attaccante svedese arrivò a Torino l’ultimo giorno del mercato estivo del 2004, quando ormai nessuno si aspettava più il colpo a sorpresa. Luciano Moggi fu l’artefice dell’acquisto del bomber , operazione che regaló un grande giocatore a Fabio Capello. Il mister friulano è stato molto importante per la crescita di Ibra. Il talento nativo di Malmoe si era messo precedentemente in luce sia in Eredivisie che in un Milan-Ajax giocato a San Siro nel Novembre del 2003. Zlatan fu subito decisivo in maglia bianconera: esordio con gol in campionato a Brescia ed un discreto bottino di reti che contribuì a riportare il tricolore a Torino.

Il campione svedese è sempre risultato poco decisivo in Champions League, addirittura mai decisivo in una semifinale o finale, però è stato sempre campione nazionale, tranne il secondo anno giocato a Milano (dove la Juve di Conte gli impose il secondo posto) e i due anni giocati a Manchester. Talento indiscutibile, grandissimo leader anche con la maglia della nazionale svedese, ma che ha mal gestito la pressione nei match di Coppa.

Gli ultimi due giocatori che hanno vestito sia la maglia a strisce bianconere che quella biancorossa dei lancieri sono Christian Poulsen e Zdenek Grygera, entrambi presenti in rosa e a disposizione di Mister Zaccheroni nella stagione 2009/2010, annata poco dolce e avara di soddisfazioni per i nostri colori. In quella stagione eliminammo gli olandesi di Amsterdam ai sedicesimi di Europa Leugue, solo il laterale ceco venne utilizzato per questo doppio confronto, giocò il ritorno a Torino nel match terminato 0-0, risultato che consenti’ alla truppa del mister di Cesenatico di passare il turno grazie alla doppietta segnata da Amauri all’Amsterdam Arena.

Lorenzo Grottoli

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