Storia di un Grande Amore

STORIA DI UN GRANDE AMORE: Alessia di Siro

Per la rubrica #StoriaDiUnGrandeAmore oggi ci racconta la sua Alessia di Siro.
Parlare con Alessia è stata una piacevolissima sorpresa: abbiamo scoperto una ragazza che ama la Juve in modo passionale, che ne ha capito i valori e lo stile, che come noi è stata rapita per sempre dal fascino ammaliante della Vecchia Signora.
Un’intervista molto interessante dove conoscerete tanti aspetti del suo essere juventina e dove ci racconterà anche la sua esperienza drammatica vissuta a Piazza San Carlo.

Buona lettura!


Ciao Alessia e benvenuta nell’universo Radio Black&White1897.
Come nasce la tua passione per la Juventus e come potresti spiegarla?

Tifo Juventus da sempre, da quando sono nata e naturalmente tiferò Juventus fino all’ultimo dei miei giorni, non senza però aver tramandato questa passione ai miei nipoti (non avendo figli), perché è così, il tifo è l’unica vera eredità che si cerca di trasmettere a chi viene dopo di te.
E’ grazie a mio padre se il mio cuore è bianconero e ne sono felice, è solo grazie a lui che ho capito che se nasci juventino vivrai juventino e morirai juventino, perché si può cambiare il fidanzato, la macchina, la propria casa, ma la squadra del cuore… quella no! E’ come se non fossi tu a sceglierei lei, ma è proprio lei a scegliere te.


Quale è stato il giocatore bianconero che più hai amato? E quale quello che preferisci attualmente?

Non me ne vogliano Platini, Nedved, Trezeguet, Buffon, Baggio… ma il giocatore che ha occupato e che occupa tutt’ora il mio cuore è solo uno, perché di capitano c’è solo un Capitano : Alessandro Del Piero! Colui che ha rappresentato per quasi vent’anni la squadra bianconera e più in generale il calcio tricolore, una vera e propria leggenda.
Oggi ovviamente non posso non gioire ancora per quel sogno diventato realtà, Cristiano Ronaldo alla Juventus: come si può non amarlo!?
Cr7 è stato il colpo del secolo, che stia simpatico o meno è indubbiamente uno dei migliori calciatori della storia. Un mito.


Quando è stata la tua prima volta allo stadio?

Il sogno di ogni bambina di solito è quello di diventare una principessa e di trovare il principe azzurro, di avere la cameretta sommersa dalle Barbie o di avere tanti peluche in ogni angolo della casa… ecco con me è stato un po’ diverso, io ho sempre desiderato andare allo stadio, andare a vedere la mia Juventus.
Ero molto piccola ma mi ricordo ancora quell’adrenalina e quella gioia nel tenere stretta la mano di mio padre, ricordo le urla assordanti di mio zio ed il sorriso di mio fratello che si espandeva in tutto lo “Stadio delle Alpi”.
Bandiere, colori, scenografie, i calciatori in lontananza, ricordi indelebili, emozioni uniche… nessuna distinzione tra grandi e piccoli, tutti insieme come un’enorme famiglia per gli stessi colori.


Quale calciatore vorresti alla Juve in futuro? In che reparto pensi dovremmo intervenire maggiormente nel prossimo mercato?

Non seguo solo la mia squadra, amo tutto il calcio e devo dire che stimo molto il brasiliano Neymar, attaccante del PSG e della nazionale brasiliana, del quale ne è capitano.
Mi piacerebbe molto averlo alla Juventus, chissà che numeri, che spettacolo sarebbe vedere giocare lui e Ronaldo insieme! Però penso che ci sia bisogno di intervenire maggiormente sulla difesa, ci sono mancanze importanti soprattutto dopo la partenza di Benatia. Ecco, magari bisognerebbe anche rivedere l’allenatore… mi manca molto Antonio Conte!
Credo che comunque presto la Juventus agirà nel miglior dei modi , come ha sempre fatto.


Quale è il ricordo più bello legato alla Juve? E quale il più brutto?

Uno dei ricordi più belli risale al 22 maggio 1996, avevo 11 anni ma non posso dimenticare il rigore mancato di Silooy e quello decisivo di Jugovic che ha fatto esplodere lo stadio… quella Coppa tutt’oggi tanto desiderata. Speriamo sia l’ anno buono per rivedere alzare la Champions League!
Il ricordo più brutto sicuramente invece è quello di due anni fa, nella finale di Champions in P.zza San Carlo a Torino. Quel maledettissimo 3 giugno 2017 doveva essere una serata di gioia, ero partita da Milano con l’ansia a mille per la partita, ma mai avrei pensato di ritrovarmi con l’ansia di morire schiacciata.
La psicosi del terrorismo di noi tifosi ha portato a 1526 feriti e ad oggi 2 morti, sono ancora aperte le indagini per cosa sia successo realmente, per ora sotto accusa c’è “Torino Eventi” per la male organizzazione.
Ma i veri danni subiti sono quelli psicologici, almeno parlo per me, tralasciando ovviamente la povera ragazza Erika e l’anziana donna Marisa che ci hanno rimesso la vita.


Che ricordi hai di quella maledetta notte?

Ricordo quel boato, quell’ammasso di persone che indietreggiavano urlando impazzite, correndo da non si sa che cosa. Donne, uomini, anziani e bambini, persone senza scarpe, sangue, gente a terra, vetri rottipaura, ansia e terrore.
Sfortunatamente sono stata travolta e schiacciata sull’asfalto nel centro della piazza, sono svenuta, e mentre perdevo i sensi sentivo nelle orecchie il frastuono dei cocci di vetro rotti da chi correva con il desiderio di salvarsi da quel che pareva essere in quel momento l’inferno!
Le grida strazianti le sentivo sempre più lontane fino a chiudere gli occhi e lasciarmi andare, come se per me non ci fosse più alcuna speranza… Fortunatamente mi hanno soccorsa una volta che la piazza si era svuotata e il caos si era fermato, ero lì ferma, sdraiata da sola e senza una scarpa. Prima sono intevenuti due carabinieri e poi l’ambulanza che mi ha portata al pronto soccorso. Sono stata rilasciata il giorno dopo con due costole rotte ed un braccio slogato, ma finalmente potevo tornare a casa lasciando alle spalle quella serata di orrore.


Hai mai avuto la possibilità di parlare con qualcuno degli altri ragazzi che come te hanno subito gravi ferite?

Nei giorni successivi ho potuto solo vedere le immagini e le testimonianze trasmesse sui giornali ed in televisione, vedermi su più quotidiani in prima pagina è stato come rivivere quella sera. Anche quando mi hanno intervistato a “Le Iene” non è stato facile, mi sono anche commossa nel raccontare l’accaduto. Non ho però avuto modo di parlare con altre persone che hanno subito gravi ferite quella sera, tranne che con i miei amici che erano li con me.
Anche loro, non per i danni fisici ma per quelli psicologici, hanno patito tanto, per noi i primi mesi successivi sono stati uno strazio, attacchi di panico e ansia, una tragedia che non dimenticherò mai.


Sperando tu non sia scaramantica… Questa volta in caso di ipotetica finale torneresti di nuovo in piazza? Oppure la guarderesti alla tv o andresti direttamente al Wanda Metropolitano?

Tante volte penso e ripenso “E se quest’anno la Juve dovesse ritrovarsi in finale???”
Vorrei tanto dire che dopo quello che mi è successo, la partita la seguirei senza alcun dubbio tranquillamente da casa, ma mi conosco, sono testarda, troppo, e penso “a Torino ovviamente non andrei, ma perché non andare direttamente al Wanda Metropolitano?” Alla fine è la finale di Champions, quello che mi è successo non risuccederebbe anche a Madrid!
Ogni giorno altrimenti saremmo a rischio per qualsiasi cosa ma non possiamo neanche vivere con l’ansia in tutto e per tutto. C’è chi mi dirà che sono un’irresponsabile, sicuro la mia mamma sarà una di queste, ma chi è tifoso come me mi capirà sicuramente, la Juve è la Juve! E la Champions è la Champions! O no!?


Torniamo a tematiche più “leggere”. Hai fatto mai qualcosa di particolare o di folle per la Juventus?

Forse l’ unica cosa folle o particolare, essendo una ragazza, che poi io non ci vedo nulla di strano, anzi, è quella di essermi tatuata sulla gamba lo stemma storico con la scritta “FIERI DI ESSERE ODIATI”, la “J” dentro la bocca ed il nuovo logo sul braccio destro.
E’ vero che un tatuaggio è per sempre lo so benissimo, ma come so benissimo che il mio amore bianconero sarà eterno! Qui non si tratta di un fidanzato.
La maggior parte delle volte le persone rimangono incredule ed esterefatte per questa mia forte passione , come se una donna non potesse amare così tanto il calcio, ma perché !? Chi l’ ha detto!? Io ne sono felice e ne vado fiera , non è da tutte e quindi mi fa sentire speciale.


Sei una ragazza molto “social”, presente su Facebook e soprattutto su Instagram. Che rapporto hai con i tifosi avversari? C’è un sano e reciproco sfottò oppure troppo spesso si sfocia nella trivialità?

Sia sui social che nella vita reale c’è sempre questo sfottersi, prendersi in giro con i tifosi avversari, soprattutto con gli interisti ed i napoletani, alcune volte si finisce anche sul pesante e stupidamente si litiga davvero. Sarà magari la gelosia nel vederci sempre vincere.
Io mi reputo un maschiaccio da questo punto di vista, anch’io quando c’è l’ occasione punzecchio molto volentieri, mettendo sempre sul piedistallo la mia Vecchia Signora, ma porto comunqe rispetto alle persone e non tollero frasi come “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere”, ecc ecc. O chi tira fuori tragedie della storia del calcio, come ad esempio la nostra del 29 maggio 1985 a Bruxelles.
Il calcio non deve mai far cadere così in basso le persone, mai!


Anticipazioni e voci di corridoio piuttosto attendibili danno la prima maglia della stagione 2019/2020 senza le classiche strisce verticali ma bensì con il fronte diviso in due metà. L’hai vista? Ti piace?

Cosa dire della nuova maglia del 2019/2020… no, non è da Juve!
Rivoglio le nostre strisce verticali e sinceramente quella riga rosa al centro non mi piace per niente. Magari volevano richiamare il colore rosa della prima maglia che ha indossato la squadra, ma davvero mi sembra la maglia del palio di Siena!
Eppure so, che nonostante tutto, alla fine comprerò anche quella… come sempre.


Quale è per te l’aspetto più caratterizzante nella storia della Juve e al quale non dovremo rinunciare mai?

La Juventus è la squadra più dominante da sempre nella storia del calcio italiano, è una leggenda che ha tanti nomi, volti, voci, tanti padri…
Il continuo dominio in serie A non è un semplice primato, è una dimostrazione di forza, è una costanza nel lavorare dal primo fino all’ ultimo giorno meglio di tutti, è andare oltre i sacrifici, un investire meglio, un essere una squadra compatta.
L’avere la tenacia nel risollevarsi anche dopo essere stati in serie B ha dimostrato cosa significhi il crederci fino alla fine!
I guerrieri bianconeri non dovranno mai rinunciare a tutto questo per andare avanti, per continuare a scrivere la storia.
E noi saremo sempre qui a sostenerli!


Grazie Alessia, è stato un piacere averti avuto con noi.
Speriamo tu ti sia trovata a tuo agio.
Buona fortuna e seguici sui nostri canali.

Il piacere e stato mio, grazie a voi.


Lorenzo Nicoletti

PS per chi volesse seguire Alessia sulla sua pagina Instagram il contatto è ale_disi13

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