#Accadde Oggi, STORIE DI CALCIO

9 aprile 1905 – La prima volta di molte altre sul tetto d’Italia

Questione di giorni per il titolo numero 37, almeno tra quelli festeggiati con regolare cerimonia, e sabato pomeriggio si potrà celebrare uno scudetto incredibile, vinto con largo anticipo. Oggi ricorre però l’anniversario numero 114 del primo scudo, il primo di una lunga serie. Era il 1905, quando il calcio era ancora in fase embrionale in Italia, col primo vero campionato organizzato solo 6 anni prima

LA PRIMA VOLTA CHE TI HO VISTA SAI… -Mi scusi l’interista Max Pezzali se ho usato una frase di una sua canzone, ma serviva per far rendere l’idea. Nel 1905 il calcio era dominato da una sola squadra, il Genoa, che aveva vinto ben 6 delle prime sette edizioni del campionato di calcio, allora chiamato “Prima Categoria”. Solo il Milan nel 1901 aveva rotto il monopolio, e la giovane Juventus, fondata nel 1987 e bianconera dal 1899, aveva sfiorato il titolo l’anno prima, nel 1904, perdendo la finalissima col solito Genoa. Fu un campionato di breve durata, giocato tutto , tra eliminatorie e fase finale, da febbraio ad aprile 1905 . Le squadre partecipanti erano solo 6: le torinesi Juventus ed FC Torinese, le liguri Genoa ed Andre Doria e la lombarde Milan ed US Milanese, quest’ultima debuttante in campionato, dopo la formula a 5 dell’edizione precedente, rappresentanti di sole tre città: Milano, Torino e Genova, dove stava il succo del calcio degli antipodi. Le tre regioni avevano ovviamente la loro fase eliminatoria: nella fase genovese la spuntò il Genoa grazie al successo esterno sull’Andrea Doria (una delle antenate della futura Sampdoria), in quella lombarda l’esordiente US Milanese ebbe la meglio sul Milan con due spettacolari sfide (3-3 in casa Milan, ed addirittura 7-6 in casa nel ritorno), mentre la Juve superò la fase piemontese con un doppio 2-0 all’FC Torinese il 19 e 26 febbraio 1905.  Le tre squadre si affrontarono nel girone finale (allora il Centro ed il Sud erano ancora troppo chiuse all’espansione del calcio e non avevano ancora squadre da far competere).

Si svolse tutto in tre giornate di andata e ritorno nel marzo 1905: il 5 marzo la Juve conquistò i primi due punti battendo 3-0 l’US Milanese, settimana dopo la Juve pareggiò 1-1 in casa del Genoa ed andò in testa, poi nell’ultima gara d’andata il Genoa vinse per 3-2 a Milano. L’andata si chiuse con Genoa e Juve a quota 3 e i milanesi a 0. Il 26 marzo iniziò il ritorno, col successo juventino a Milano per 4-1. Juve-Genoa il 2 aprile si concluse poi in parità, ancora 1-1, e così, mentre già si pregustava lo spareggio tra Genoa e Juve per l’assegnazione del titolo, il Genoa invece steccò in casa con l’US Milanese il 9 aprile, pareggiando per 2-2, e la Juve restò in vetta, chiudendo con 6 punti, contro i 5 del Genoa e l’unico conquistato dalla Milanese. Niente spareggio, a Juve si involò verso il suo primo titolo nazionale. Sarebbero poi passati altri 21 anni per il secondo titolo.

I PRIMI SCUDETTATI – Fa strano notare come il modulo fu piuttosto votato all’attacco: il 2-3-5 sicuramente badava poco alla fase difensiva, anche se allora gli schemi erano piuttosto speculari. Nel 1905 divenne presidente della società lo svizzero Alfred Dick, proprietario di un’industria tessile, che integrò la rosa inserendo alcuni suoi dipendenti, come gli svizzeri Frédéric Dick (suo figlio), Paul Arnold Walty e Ludwig Weber, gli scozzesi Jack Diment ed Helscot, nonché gli inglesi James Squire e Goodley. In quella stagione la società spostò la sua sede a Via Donati 1 e il presidente firmò un lungo contratto di affitto per l’utilizzo del Velodromo di Corso Re Umberto.

Gli undici juventini che vinsero il campionato italiano per la prima volta furono il pittore Domenico Durante, Gioacchino Armano e Oreste Mazzia (studenti al Politecnico), lo svizzero Paul Arnold Walty, Giovanni Goccione (capitano) e lo scozzese Jack Diment (tutti e tre impiegati), Alberto Barberis (studente in giurisprudenza), Carlo Vittorio Varetti (studente in ingegneria) e Luigi Forlano (geometra), l’inglese James Squair (impiegato) e Domenico Donna (uno studente in giurisprudenza), che fungeva da allenatore della squadra dal 1900.

In quell’anno la Juventus si aggiudicò anche il Torneo di Seconda Categoria, a cui partecipavano sia squadre riserve sia le prime squadre di club non iscritte alla Prima Categoria. La Juventus “B”, basata su un blocco di ventenni classe 1885, fu ammessa di diritto al girone finale, in quanto unica iscritta dell’eliminatoria piemontese, in compagnia di Genoa e Milan. I bianconeri vinsero per 1-0 contro il Milan in casa, per 2-0 a Genova, per 3-0 a Milano (con titolo matematico) e per 2-0 a tavolino con il Genoa per forfait. Gli artefici di questa vittoria furono Francesco Longo, Giuseppe Servetto, Lorenzo Barberis, Fernando Nizza, Ettore Corbelli, Alessandro Ajmone Marsan, Ugo Mario, Frédéric Dick, Heinrich Hess, Marcello Bertinetti e Riccardo Ajmone Marsan.

A coronamento della stagione c’è il successo per 2-1 sui titolari nella partitella in famiglia al termine del campionato.

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Diego Valceschini

(cit. finali da wikipedia)

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