Nero Su BIanco

INSIEME NEL CIELO

Uno dei regali più belli, sorprendenti e inaspettati che abbia mai ricevuto per il mio compleanno me lo fece la Juventus.

Era il 4 aprile del 1996 e venni “premiato” per una poesia dedicata al dolcissimo Andrea Fortunato che scrissi l’estate prima e che poi dettai al telefono a “Pronto Juve”, per un concorso promosso dal mitico “Hurrà Juventus“.

Quando tornato da scuola mia mamma mi disse: “È arrivato per te un pacco da Torino, dalla Juve”, pensavo scherzasse e che avesse confuso il mio compleanno con il pesce del primo aprile.
Invece era vero.

Dentro c’erano un biglietto di congratulationi scritto a penna da Romy Gai e la maglietta autografata da Ciro Ferrara, per me che sognavo di diventare un difensore “vero” e che vedevo nel marcatore napoletano un esempio da seguire, il massimo.

Quel giorno rimarrà prezioso e indelebile dentro me per sempre.
“Sensazioni che nemmeno il tempo potrà portarmi via”.

Oggi, 23 anni dopo, grazie all’amore per la Juventus mi sento sempre giovane, il ragazzino sognante che ero allora, e il mio pensiero va a mio papà, interista, che contribuì in modo determinante a quel mio successo personale pagando una bolletta veramente faraonica a causa della mia lunga telefonata all’1.6.6. di Pronto Juve, e ad Andrea Fortunato, da allora sempre dentro i miei pensieri e nel cuore.

Tra 21 giorni sarà l’anniversario della sua ingiusta dipartita e, anche se con un po’ di anticipo, è sempre il momento giusto per ricordarlo e mandargli un caloroso saluto.

Ciao Andrea. Forza Juve.


INSIEME NEL CIELO

È già passato molto tempo, il dolore sopito, ma il ricordo è vivo e fervido dentro me. Il tempo è un nemico maledetto che tenta di sbiadire e offuscare i sentimenti umani, così resistono solo quelli radicati nel profondo dell’ animo. Il filo sottile che lega tutto noi alla vita, come marionette tra le mani del loro burattinaio che in qualunque momento può decidere di reciderlo, si è spezzato per te, caro Andrea. Ma ti sei adagiato, lentamente, nell’intimità mia più vera, come una foglia autunnale che si stacca dal ramo dell’ albero e volteggiando, sospinta da una lieve brezza, arriva in terra e si posa e incastra tra le radici della pianta. Non ho avuto la possibilità di conoscere di persona te, come non ho conosciuto Gaetano, Camin, nè tutti gli sventurati tifosi della tragica notte dell’ Heysel. Ma come non immaginarvi lassù, nell’immenso cielo variopinto, tra stelle ed angeli, tutti insieme a partecipare a l’ennesima partita. Te, Andrea, con i tuoi “belli capelli” che a tempo di corsa si alzano e ricadono dolcemente sulle spalle; Gaetano davanti alla difesa come una roccia di montagna su cui si abbattono pioggia ghiaccio e neve ma che non si scalfisce mai; Camin a creare un altro emozionante articolo con la sua inseparabile macchina da scrivere su quella che era la sua grande passione, il calcio; e infine i tifosi, in piedi in curva, desiderosi soltanto di incitare calorosamente e sportivamente la propria squadra del cuore, senza odio o violenza, sicuri di poter sognare.
Infine grazie Andrea per aver donato un sorriso e un’intima speranza a tutti quelli che come te hanno sofferto per un demone vigliacco che ti uccide dentro e che hanno pensato che la partita più importante, quella con la vita, ce l’ avessi fatta a vincerla.

Lorenzo Nicoletti, 15 anni, Terni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...