#Accadde Oggi

3 aprile 2018: la rovesciata che cambiò il mondo (bianconero)

 

“Questo è un giocatore che non si può contenere!”

Francesco Repice, radiocronaca di Juventus-Real Madrid, Radio Rai

Innamorarsi di un gesto atletico, della prova di un campione. Anche se è della squadra avversaria, anche se fa male, perchè è quello che in casa tua ti porta sullo 0-2 e vedi l’eliminazione da vicino. Però se quel campione si chiama Cristiano Ronaldo allora è concesso prendersi una pausa dal proprio tifo per applaudire il gesto tecnico dell’avversario.

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E’ martedì 3 aprile 2018, minuto numero 64 di una partita in cui la Juve sta sotto già dal terzo minuto, trafitta sempre da Ronaldo: la Juve ci ha provato ad avvicinarsi al pari, con Higuain, esaltando le doti di Keylor Navas, portiere costaricense dei Blancos, è con una punizione di Dybala, deviata dalla barriera in angolo con Navas stavolta battuto. Il Real invece con una traversa di Kroos aveva fatto ancora paura.

Siamo appunto al minuto 19 della ripresa e non si fa a tempo ad esaltare Buffon per un miracolo su Lucas Vazquez dopo svarione di Chiellini che la palla giunge a Carvajal sulla destra: cross al centro e Ronaldo con una rovesciata plastica mette alle spalle di Buffon, con De Sciglio vanamente proteso in salto. E’ gol, ma ciò che succede dopo è la vera svolta: il pubblico dell’Allianz Stadium scatta in piedi, tributando una standing ovation al campione portoghese che ringrazia e si mette la mano sul cuore in segno di approvazione. A fine gara, vinta dai blancos versione blu per 3-0, Ronaldo si dichiara colpito dal tributo d’affetto dello stadio bianconero.

Segna al 98′ della sfida di ritorno, otto giorni dopo, il rigore che manda a casa la Juve, dopo che gli uomini di Allegri erano riusciti clamorosamente ad impattare e nessuno sa in quel momento che quello resterà l’ultimo gol in Champions con la maglia del Real. Ronaldo non fa gol infatti nè nelle semifinali col Bayern nè in finale al Liverpool. Dove, dopo aver sollevato la sua quinta Champions, terza consecutiva, si lascia andare nel dopo gara ad una dichiarazione impietosa: “E’ stato bello giocare nel Madrid”

Dichiarazioni che fecero discutere, ma da lì nacquero i primi rumours, concretizzati poi nella prima decade di luglio con quell’annuncio ufficiale avvenuto alle 17,35 di un altro magico martedì, 10 luglio.

Perchè CR7 quella notte torinese stregata per noi, si portò a casa nettamente il risultato, ma lasciò lì un pezzo di cuore. Che venne poi a riprendersi qualche mese dopo, per tenerselo lì con tutta la sua classe ed il coraggio di una scelta che ci piace pensare gli sembrò facile già da quando toccò quel pallone e lo spinse alle spalle di Buffon.

Non tutti i gol vengono per nuocere.

 

Diego Valceschini

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