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Algoritmi apocalittici (e integrali): quando la matematica dice che non vincerai la Champions.

Corone d’aglio, sale, corni, ferri di cavallo: buttate tutto, amici juventini, e rinunciate a qualsivoglia rituale apotropaico di sorta. Se avete visto Juve-Atletico con le stesse mutande dell’andata e se vi apprestate a indossare sempre le stesse anche in occasione delle prossime due sfide con l’Ajax, levate mano, mettetele in una bacinella con molta candeggina perché tanto non serve a nulla.

Come riporta il sito FiveThirthyEight, favorito per la vittoria finale è il Manchester City, segue il Liverpool, quindi il Barcellona, mentre la Juventus sarebbe solo quarta con l’11% di probabilità di approdare in finale e solo il 4% di possibilità di vincerla. Meglio è messo il Napoli che in Europa League è quotato al secondo posto per la vittoria finale davanti al Chelsea dell’ex Sarri col 29% di possibilità di vincere.

Ora sappiamo benissimo che quando uno juventino sente la parola algoritmo il primo pensiero non va al procedimento sistematico di calcolo in virtù del quale Facebook manda ai maschietti over 50 le inserzioni sulle pillole per la prostata, no: per un riflesso pavloviano si pensa subito a Lui, l’algoritmo di Caressa, e ai momenti magici che ci ha regalato in questi anni già meravigliosi di per sé, consacrati dal plauso del giornalismo che conta

capace di seminare il panico tra gli studenti di ingegneria

ma soprattutto perché è riuscito a creare paradisi artificiali a buon mercato senza l’ingombro di sostanze stupefacenti

Certo, poi è arrivato l’arido vero a distruggere tutto, ma quanto è stato bello sognare quel podio in tre?

Stavolta però le cose stanno diversamente perché questo Soccer Power Index (SPI) pare sia una cosa dannatamente seria come spiegato qui .

Il sistema creato da tale Nate Silver, editor del sito di bookmakers 538, calcola gli indici statistici elaborando una caterva di dati e assegnando a ciascuna squadra un punteggio offensivo e uno difensivo calcolato sul numero di gol, quindi una squadra molto offensiva che segna un gran numero di gol è favorita rispetto a chi ne segna meno e subisce meno reti.

Stando così le cose, da qualunque parte la si guardi siamo fottuti in partenza e poco importa se le altre società di scommesse ci danno secondi: l’implacabile legge dei numeri non è dalla nostra parte e la statistica -quella scienza per la quale, se tu hai mangiato due polli e un altro zero, ne avete mangiati uno a testa- ha decretato che manco stavolta alzeremo la coppa dalle grandi orecchie.

Si potrebbe obiettare che a noi,che ci portiamo sul groppone il fardello di sette finali perse e la dannazione di un digiuno Champions lungo 23 anni, le previsioni di questo algoritmo fanno lo stesso effetto delle querele dell’avvocato Pisani, anche perché all’inizio dallo stesso algoritmo era dato come favorito il Real che poi è uscito, così come il PSG di Gigi e quindi anche questo severissimo sistema inglese di calcolo alla fine sarebbe come l’algoritmo di Caressa: una ciofeca inattendibile.

Nell’impossibilità di addivenire ad una soluzione non resta che una cosa da fare: riprendete le mutande della scaramanzia dal cesto della biancheria e conservatele come sacra reliquia per le prossime sfide di Champions poiché, di fronte ai dubbi e ai misteri insondabili della matematica e dell’universo, vale sempre il motto dei latini: “Grattatio pallarum omnia mala fugant!“.

Scassandra

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