Voli Pindarici

Solo chi sogna, può volare!

“Forse tutti noi saremmo in grado di volare se fossimo assolutamente certi della nostra capacità di farlo come l’ebbe, quella sera, il coraggioso Peter.”

Peter pan è il mio cartone animato preferito.
Di lui non mi piace solo la paura di crescere e la voglia di restare sempre bambino, mi piace l’idea di staccarsi dalla realta, dalla vita terrena, la sua isola che non c’è ed i suoi pensieri felici che gli fanno prendere il volo.
Ecco, Peter è arrivato a Torino. La Champions è la nostra Isola che non c’è.
Ci siamo avvicinati spesso, abbiamo iniziato a volare e poi siamo precipitati giù, sconfitti, sfiniti, delusi.
Quella notte di febbraio, abbiamo assaporato tutta la tristezza e la rassegnazione che solo le cose terribilmente reali, terribilmente concrete ti fanno provare. Quei due gol erano veri. E stavano per spezzare il nostro sogno.

Ma in questi venti giorni, qualcosa è cambiato
Noi tifosi abbiamo dato di matto, un po’ come i genitori di Wendy, quando credevano di averla persa per sempre.
 Decretando la fine di un ciclo, l’incapacità di un allenatore, l’inesperienza di alcuni giocatori, lo spreco di avere un alieno in squadra.
Loro, invece, insieme a Peter, il nostro Cristiano Ronaldo, hanno messo insieme tanti pensieri felici, trascinati da quel bambino, che non cresce mai, da quella spensieratezza, leggerezza, forza.
Da quel coraggio che ha permesso a tutti di prendere il volo.
Un volo che è andato bel oltre ogni umana immaginazione,  regalandoci una delle sere più belle della nostra vita.
Queste sere, non si possono dimenticare e non si possono nemmeno descrivere.
Chi sul divano, chi allo Stadium, chi camminando per smaltire la tensione, tutti ci siamo sentiti invincibili e tutti abbiamo provato delle emozioni che sono, ormai, dentro ogni parte di noi.

Sarà difficile giungere sull’Isola che non c’è, ci vorranno altre notti così, ci vorranno tanti pensieri felici e tanta voglia di raggiungere l’obiettivo, bisogna tenere a mente, che siamo la Juventus con e senza Peter, ma quest’ultimo ci ha regalato la consapevolezza, che la corona, che tante volte abbiamo dimenticato di indossare, è nostra. Che siamo dove ci spetta.
E ci vogliono ben altri nemici terreni per spezzare i nostri sogni. Che anche le imprese più ardue, sono alla nostra portata.
Che non sappiamo solo giocare a calcio, ma che noi, di calcio, possiamo impartire una lezione perfetta.
Godetevi questi momenti. E quando proveranno a dirvi, per l’ennesima volta, che è solo un gioco.
Ricordatevi ogni secondo, ogni attimo, le lacrime e l’incredulità che avete provato e continuate a volare alto. Sopra tutto e sopra tutti.
Consapevoli di avere addosso, cuciti sulla pelle, i colori giusti.

Di Cinzia Perruccio

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