Storia di un Grande Amore

Tra passato e presente: intervista a MORENO TORRICELLI

La settimana scorsa abbiamo realizzato un tributo video per Moreno Torricelli, fatto con il cuore e con tutta la riconoscenza possibile nei confronti di uno dei nostri idoli di gioventù.
Siamo riusciti a farglielo vedere e ne è rimasto sinceramente felice, colpito, oserei dire commosso.

Ha acconsentito dunque a rilasciarci un’intervista, con grande disponibilità e cortesia. Per noi è stata un’emozione inaspettata, abbiamo potuto vivere un’esperienza veramente stimolante.

Ringraziamo Franco Leonetti per aver reso possibile tutto questo, il suo interessamento è stato fondamentale.


Buon pomeriggio Sig. Torricelli e benvenuto nel mondo di Radio Black&White 1897.
Partiamo subito con una domanda sull’argomento che più di tutti scalda al momento il popolo juventino: si può ribaltare il KO di Madrid? Lei che l’ha vinta, pensa sia solo un problema di testa quello di questa squadra con la Champions o dipende anche da altri fattori?

Ciao a tutti.
Blocco mentale sicuramente no. Può capitare che ci siano delle partite che nascono male, storte, e purtroppo è capitato proprio con quella di Madrid. Si può ribaltare il risultato si, ma occorre una partita perfetta perché dopo il 2 a 0 dell’andata diciamo che siamo nel terreno da loro preferito, sono una squadra molto tosta, rognosa, che si chiude bene in difesa e riparte alla grande in contropiede. Serve insomma una partita magica per ribaltare il risultato. 3 a 0 non è mai semplice da ottenere per nessuno, ma la Juventus le potenzialità ce le ha, deve metterle tutte in campo quella serata. L’Atlético in questa stagione ha perso 4 a 0 a Dortmund nel girone se non sbaglio … quindi non si deve pensare sia impresa impossibile.


Passiamo ad altri temi. L’avversario più difficile che ha marcato in carriera?

Fortunatamente quando giocavo io tutti i più forti al mondo erano in Italia, per cui è difficile fare solo un nome. Ma forse l’avversario più forte che ho incontrato è stato Ronaldo.


Quale è stato il giocatore più sottovalutato dai media o dai tifosi con cui ha giocato assieme in maglia bianconera?

Sottovalutato non è forse il termine più giusto, però posso dire che ad esempio Jugovic era un giocatore molto concreto sul rettangolo di gioco ma vi posso assicurare che negli allenamenti aveva una tecnica veramente sopraffina, faceva dei numeri pazzeschi anche se in campo badava più al sodo non facendo vedere tutta la grande classe che aveva.


Restiamo su Vladimir allora. La prima cosa che ha pensato mentre Jugovic si apprestava a calciare quel famoso rigore finale…

In verità in quei momenti non riesci a pensare a nulla di preciso o definito. In quell’istante poi noi avevamo ben due gol di vantaggio e ci potevamo permettere per assurdo pure di sbagliarne uno. Però magari, prima di quei calci di rigore, pensavo che l’avremmo persa in quanto durante la partita avevamo avuto tante occasioni per poterla vincere, sia nei 90 minuti che nei supplementari, e di solito quando si sbaglia così tanto poi lo si paga a caro prezzo. Per cui il pensiero finiti i supplementari è stato quello di aver buttato delle buone possibilità per vincere la Champions. Il calcio generalmente non perdona, ma quella volta ha premiato la squadra che meritava di più.


Cosa pensa dei terzini attuali della Juve? Si rivede in qualcuno in particolare nel calcio di oggi?

Non mi piace mai fare paragoni perché credo che qualsiasi giocatore sia unico. Soprattutto ora che i terzini che ha la Juve hanno caratteristiche molto diverse dalle mie. Cancelo è davvero molto bravo, mi piace tanto, però è più attaccante che difensore. Un buonissimo giocatore ma senz’altro differente da me.


Cosa vorrebbe dire ai tifosi juventini in vista del return match con l’Atletico del 12 marzo? Avrà senz’altro saputo della querelle tra ultras e Società con relativo sciopero perdurante…

Chiaramente l’apporto dei tifosi è fondamentale, anche Allegri ha fatto più volte degli appelli in questo senso. Abbiamo bisogno di tutto il supporto possibile quella sera per cercare di fare l’impresa. Per cui spero proprio che si lascino da parte i vari problemi che ci possono essere e si pensi tutti insieme all’obiettivo finale e al bene della squadra.


Minuto 90, finale di Champions, 0-0 e punizione dal limite per la sua Juventus. Deve decidere lei a chi farla battere: Baggio, Del Piero o Zidane?

Guarda… Posso anche chiudere gli occhi e tentare la sorte che tanto con uno a caso di questi tre potrei stare tranquillo. Credo però che Baggio e Del Piero avessero qualcosa in più di Zidane su quel fondamentale.


Una parola o una frase che per lei possano racchiudere l’essenza della Juventus.

Immortale


Alla luce della sua esperienza e del suo vissuto di calciatore che ha sempre mostrato attaccamento alla maglia, alla società e rispetto dei ruoli, cosa ne pensa del caso del portiere del Chelsea che si è rifiutato di obbedire all’allenatore? Può essere considerato esempio di un cambio di mentalità, di poca educazione e di un atteggiamento sportivo errato nei giovani calciatori di oggi?

A me un episodio del genere in carriera non è mai capitato di vederlo. Opporsi in maniera così plateale ad una decisione del tecnico, che è un tuo superiore e prende le decisioni per il bene di tutti, é una mancanza di rispetto enorme. Nei confronti dell’allenatore ma non solo, anche del compagno di squadra che stava per entrare, della Società che ti paga e dei tuoi tifosi. Veramente vergognoso come episodio. Io non ho mai fatto polemiche sulle scelte tecniche, come è giusto che sia. Se sei un un grande club tutti i giocatori sono forti per cui manchi di rispetto al tecnico e al gruppo.


In un’epoca dove i calciatori sono sempre più considerati divi e irraggiungibili dai tifosi, com’è vivere in un piccolo comune? È l’idolo dei suoi compaesani?

Ho fatto questa scelta di vita per la compagna con cui sto, perché lei è di questo paese. Inoltre, sono un amante della montagna e della tranquillità, per cui credo questo per me sia il posto ideale nel quale trascorrere le mie giornate.


C’è una foto che la ritrae mentre ride e si diverte ad una qualche festa juventina per uno dei tanti traguardi raggiunti, assieme a Del Piero, Tacchinardi e ad un giovanissimo Andrea Agnelli. Lo avrebbe mai pensato che potesse diventare, tutto sommato in breve tempo, un Presidente e un manager così preparato, sapiente, illuminato, appassionato e vincente?

Essere il figlio di Umberto, un discendente degli Agnelli, inevitabilmente ti porta ad avere una certa cultura e una certa passione verso la squadra di Famiglia. Sicuramente per tutti, parlo anche di John e Lapo Elkann allora ragazzini, il futuro sarebbe stato quello di portare avanti non solo la Juventus ma un impero che muove mezza Italia. Sono “predestinati”. Ereditano un’eredità non semplice e si devono far trovare pronti ad assumersi grandi responsabilità. Andrea da quando è Presidente del Club sta facendo qualcosa di straordinario, non solo dal punto di vista dei risultati ma anche per tutto quello che ha fatto nascere e crescere per gli juventini intorno al Club: lo Stadium col museo, la Continassa, il J Medical, l’albergo… Qualcosa di pazzesco. Per diventare i numeri uno al mondo secondo me la strada giusta è proprio questa.


In questo momento, soprattutto sui social, si registrano tantissimi tifosi bianconeri che non riescono a godere appieno delle vittorie attuali. Ossessionati forse dall’obiettivo Champions League, danno probabilmente per scontato o comunque poco interessante tutto il resto, facendo piovere a mio avviso critiche troppo severe e ingenerose nei confronti di Massimiliano Allegri, ritenuto il responsabile principale delle loro delusioni. Cosa ne pensa lei?

Sai, i tifosi sono esigenti. Tantissimi guardano solo gli aspetti negativi e sono solo polemici e critici. Però insomma… Diventa realmente difficile sollevare delle feroci critiche nei confronti di un allenatore che in quattro stagioni ha vinto 4 Scudetti (quasi 5) e 4 Coppe Italia, facendo anche due finali Champions che, anche se perse, rimangono sempre dei traguardi veramente difficili da raggiungere. Insomma, mi sembra una polemica un po’ gratuita. Ricordiamoci poi che quest’anno la Juve è l’unica squadra dei cinque maggiori campionati – Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia – che è ancora imbattuta. E ha fatto più punti del Psg che anch’esso sta facendo un campionato a sé. È tantissima roba.
L’ambizione del Club è senza dubbio conquistare la Coppa. Quando vai a prendere il numero uno al mondo che è Cristiano Ronaldo e lo inserisci in un contesto già molto importante, va da sé che tutti pensino che si vinca facile, ma non è così scontato. Non è così matematico.


Siamo arrivati ai titoli di coda, è stato per noi un vero onore poterla ospitare nella nostra rubrica.

È stato un piacere per me, in bocca al lupo.

di Lorenzo Nicoletti

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