#OUTSIDER

Ore 20.30 calma piatta: la serenità dello juventino napoletano.

C’è qualcosa di nuovo nell’aria e non sono i profumi soavi della primavera che già ammicca dai mandorli in fiore. Di nuovo o, se volete, straordinario, c’è la calma olimpica del tifoso juventino nato in Campania che mai come quest’anno, alla vigilia della partita di domenica, conserva intatte unghie e coronarie che in altri tempi sarebbero già lungamente logorate dall’ansia dell’attesa. Sarà che questa sfida possiede, ai fini del campionato, la stessa importanza di uno scontro scapoli-ammogliati nel torneo dell’oratorio di quartiere, sarà che l’unica partita che conta è quella con l’Atletico del 12 marzo, ma volete mettere il piacere di trascorrere questi giorni crogiolandosi nel caldo abbraccio del non me ne passa manco per il cazzo? Volete mettere la serenità del guardare con il distacco di una divinità epicurea al rutilante mondo social che prova a scaldare i motori a colpi di polemiche stantie, accuse vecchie come il cucco, chiamate alle armi a difesa della città minacciata da manipoli di invasori bianconeri? Nessuna attesa dell’apocalisse, nessun timore escatologico, niente ansie millenaristiche da fine del mondo, niente di niente.

Immaginate. Siete nel vostro solito bar, vi fermate al mattino prima di andare al lavoro per un caffè e quattro chiacchiere. Il barista vi conosce, sa chi siete. In altri tempi, la vostra condizione di minoranza calcistica oppressa vi avrebbe impedito di andarci fino al giorno della partita e pure nei giorni a venire, strisciando lungo i muri come le zoccole per non farvi notare ed essere sottoposti allo snervante fuoco di fila della solita tiritera. Oggi no: siete i sereni adepti della setta religiosa “ma che cazzo me ne fotte”, sereni, ecumenici, atarassici. Spuntano, puntuali come un pacco emorroidario dopo un’indigestione di fritti e cibi piccanti, i soliti neoborbonici a tracciare, in mezzo alla piccola folla che nel frattempo si è radunata, il profilo dello juventino della Campania: apolide, provinciale (perché secondo la Vulgata, lo juventino campano è della provincia, in virtù di quell’antica contrapposizione tra urbs e rus che risale ai Romani e che ancora vive ai giorni nostri), un rinnegato traditore che tifa per una squadra che non si identifica in una città, con un’infanzia infelice alle spalle, insoddisfatto, complessato, ridotto a tifare per la Juventus, anzi Rubentus, che vince rubando per sentirsi migliore. La discussione si anima, qualcuno vi tira in mezzo perché sa che siete della Juve, vi dovete sorbire un pippone di mezz’ora in cui vi elenca tutti i vostri crimini, le vostre ruberie, l’addomesticamento del VAR, Orsato, lo scudetto perso in albergo, l’Exor, le plusvalenze, il fatturato, vi incolpa di tutti i mali del mondo compreso il furto della mela e l’assassinio di Kennedy, ma voi, nel frattempo, dopo il caffè vi state mangiando un cornetto, sbocconcellandolo pian piano, mentre il tizio continua con la sua arringa.

Dall’Empireo menefreghista in cui vi trovate, mentre le vostre papille gustative indugiano nell’estasi sensoriale, le sue parole vi giungono estranee: sono echi di un lontano passato che un tempo vi avrebbe visto combattere, discutere, difendere, giustificare, infervorarvi nella strenua quanto inutile difesa delle vostre ragioni. Avreste sostenuto la libertà del tifo contro il particolarismo campanilistico che vuol contenere la passione calcistica nei ristretti confini delle mura della città; avreste cercato di sfatare i luoghi comuni sui Savoia e i Borbone, sconsideratamente avventurandovi in una discussione sulla questione meridionale col neoborbonico semplicemente perché, dopo aver sentito parlare per l’ennesima volta del lager di Fenestrelle, vi siete cacati il cazzo. E invece sorridete, sorridete e mangiate, sorridete e bevete il caffè, sorridete e li guardate e sempre sorridendo salutate, pagate il conto e uscite. Da lontano vi giunge un ultimo #Juvemerda che si perde tra i rumori del traffico, le chiacchiere della gente e la musica che esce dalle finestre di una casa.

Fuori è magnifico: il cielo è azzurro e voi non siete mai stati così felici di essere la minoranza calcistica oppressa.

Scassandra75

Non perderti tutte le news e gli aggiornamenti sulla nostra Pagina Facebook clicca qui RadioBlack&White1897

E lasciaci un Like !!!

Siamo presenti anche su TwitterYoutube, Spotify e Spreaker-WebRadio... Clicca i link per venirci a trovare ! 

Per seguire quotidianamente tutte le nostre rubriche e attività nel gruppo Facebook clicca qui 

Black&White1897® 

e richiedi l’iscrizione …Vi aspettiamo!!!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...