Compleanni da Ricordare, Leggende Bianconere

Anvedi come segna(va) Nando!

Lo chiamavano il Re Leone, è salito sul tetto del mondo e d’Europa con la sua nazionale, per due stagioni alla Juve ha anche segnato gol importanti e fatto parte della storia della società. Fernando #Llorente nasce il 26 febbraio 1985 a Pamplona, città nota per le corride, anche se lui, navarro dop, è poi cresciuto a Rincòn De Soto, paesello della provincia di Rioja, per poi trasferirsi da piccolo a Bilbao, nella Biscaglia, dove sceglie poi di vivere, e dove il 20 giugno 2015 si sposa con la compagna Maria.

Belloccio, faccia da attore di soap opera (ricorda vagamente anche il cantante Alvaro Soler), il suo metro e 95 di altezza lo elegge anche un ottimo stoccatore di testa. A Bilbao passa la sua giovinezza, nell’Athletic resta una mezza vita, dal 2005 al 2013, con 85 reti in 262 presenze. La svolta appunto nell’estate 2013, quando, dopo essere stato riserva per tutta la stagione di Aduriz, lascia il suo storico club approdando alla Juventus a parametro zero, firmando un contratto di quattro anni. Llorente all’inizio fatica, già parlano di malumori, ed assiste da spettatore alla vittoriosa Supercoppa Italiana contro la Lazio. Debutta in serie A il 24 agosto alla prima di campionato, subentrando a Vucinic nei minuti finali. “Ho dovuto imparare tante cose, ero abituato a giocare in un altro modo dopo tanti anni nella stessa squadra. Prima di tutto è stato complicato assimilare il gioco di Conte, poi entrare in sintonia con compagni nuovi […] Mi ero allenato molto prima di arrivare per non farmi trovare impreparato. Nonostante tutto, come si è visto, ho avuto problemi all’inizio», dichiarerà ad HJ Magazine. Il 22 settembre trova il primo gol in serie A contro il Verona allo Stadium, andando a segno di testa su assist di Arturo Vidal. Debutta anche in Champions il 2 ottobre col Galatasaray, ed il 23 dello stesso mese segna al Bernabeu contro il Real un gol inutile, perchè la Juve perde per 2-1. Llorente viene preso sempre più in considerazione da Conte ed inizia ad essere impiegato con più regolarità, tanto da scalzare Vucinic ed aggiudicarsi il posto da titolare accanto a Tevez: il 12 gennaio 2014 segna una doppietta a Cagliari, debutta anche in Europa League, dove però non segnerà alcun gol. Segna un’altra doppietta al Livorno il 7 aprile, e finisce la stagione con lo scudetto dei 102 punti e con 16 gol in campionato e 2 in Champions.

Più travagliata l’annata 2014/15, con l’arrivo di Allegri in panchina, anche a causa dei nuovi schemi del tecnico livornese, con punte più larghe , non consoni alle caratteristiche dello splungone basco. Si sblocca solo il 26 ottobre col Palermo, dopo un avvio difficile, poi si diverte anche nel 7-0 al Parma con un’altra doppietta. Nel ritorno viene sopravanzato dal connazionale Morata,e spesso finisce in panchina: finisce la stagione con 7 gol, uno in Champions ed uno in Coppa Italia, perdendo la Champions in finale col Barcellona.

Sembra restare alla Juve anche per la stagione 2015/2016, dopo il precampionato in maglia bianconera ed il debutto in campionato nella sconfitta casalinga con l’Udinese, tuttavia, il 27 agosto 2015 ottiene la risoluzione del contratto con la Juve, facilitando così il suo approdo al Siviglia: ai bianconeri gioca uno scherzetto l’8 dicembre, segnando il gol vittoria nell’ultima gara del girone, che consente agli andalusi il ripescaggio in Europa League, e che fa perdere alla Juve il primo posto del girone a scapito del Manchester City. Vince l’Europa League col Siviglia, poi passa nella Premier League allo Swansea, dove mette a segno 15 gol in campionato. Nel 2017 passa al Tottenhamm, club in cui milita attualmente, pur giocando molto poco: in sue stagioni ha segnato solo 2 gol in 26 presenze. Con la sua Nazionale, vinti i titoli di campione del Mondo nel 2010 e d’Europa nel 2012, ha giocato nel 2009 la Confederation’s Cup ed ha giocato l’ultima partita nel novembre 2013, collezionando 24 presenze e 7 gol, tra cui spicca una doppietta alla Lituania a Salamanca l’8 ottobre 2010.

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