J - Pensieri Sparsi

CHAMPIONS LEAGUE IS A STATE OF MIND !

Quante volte in questi mesi avete letto Marcelo vuole la Juventus?

Una miriade… 

Se mi avessero detto a settembre scambio Marcelo – Alex Sandro con conguaglio a nostro favore avrei detto NO. In fondo il bianconero è più giovane, è un ottimo terzino, non guadagna cifre monstre e ha davanti a se ancora parecchi anni di carriera.

Piuttosto avrei optato per l’inserimento del brasiliano in una ipotetica operazione di mercato in terra inglese, città Manchester, sponda rossa. Oggi la mia opinione è cambiata e anche di molto.

La Champions League è uno stato mentale. Ci sono milioni di fattori in gioco, le variabili sono numerose, un episodio può far pendere la bilancia da una parte piuttosto che dall’altra, ma…e dico ma!

In quei contesti il livello è talmente alto che i fattori davvero fondamentali si riducono a mio avviso a tre.

-Fortuna

Forma fisica

Stato mentale

Al giorno d’oggi la forma fisica è facilmente programmabile, esistono molti metodi di allenamento e preparazioni per farsi trovare al momento clou della stagione atleticamente all’altezza. Ovviamente da tutto ciò bisogna escludere i classici infortuni di tipi traumatico – accidentale e stop forzati  causati da patologie acutizzate improvvisamente, vedi Cuadrado, o in casistiche ancora più gravi come quelle di Emre Can e Khedira. 

Prendendo quindi atto che la forma fisica è facilmente programmabile non ci rimane che inserire i casi come quelli del colombiano e dei nazionali tedeschi nella sezione riguardante la dea bendata.

La fortuna… ecco proprio lei, un dato da non sottovalutare in una competizione di altissimo livello come la Champions League. Un fattore importante si, ma non fondamentale e se vogliamo anche un po influenzabile.

Analizziamo il concetto di influenzabile…

Purtroppo per le vicenda extra campo come può essere un’influenza, una patologia o un sorteggio storto, aimé, non esistono metodi per contrastare il fenomeno, ma al contrario per il fattore campo, resto fermo sull’idea che la fortuna aiuti sempre e comunque gli audaci, i forti e chi sa osare il giusto.

È normale e statistico che più tiri in porta, più minuti passi con la palla tra i piedi in zone pericolose del campo, maggiore sarà la probabilità di creare situazioni pericolose per l’avversario, di ottenere una punizione, un rigore, piuttosto che riuscire a segnare un gol.

Altrettanto facilmente intuibile è che le possibilità di ottenere un episodio fortunoso a favore, crescano esponenzialmente con un atteggiamento di squadra positivo e propositivo per ottener una vittoria.

Direte voi, bravo Alessio, hai scoperto l’acqua calda!

E invece no, ecco perché ho aperto l’articolo con Marcelo.

Lo stato mentale!

Giochiamo in Champions League sempre con il braccino, quando proviamo a proporre il nostro calcio, quando proviamo a sentirci campioni, puntualmente veniamo puniti e ci ritroviamo a fare 3 passi indietro perdendo il passettino in avanti fatto in precedenza, andando incontro a una involuzione che ci ha portato alla debacle del Wanda!

Ripercorriamo la storia Europea della Juventus dall’arrivo di Allegri ad oggi.

Come giustamente sottolineato dallo steso tecnico in conferenza stampa, quando arrivò a Torino, tutto l’ambiente si dimostrava titubante, insicuro e addirittura impaurito da una possibile sfida contro il Malmo.

Ci prese per mano e ci aiutò a crescere, e fornito di un centrocampo mostruoso e una BBBC in pieno vigore sfiorò l’impresa titanica del “triplete”.

Fu un sogno arrivare a Berlino, fu impresa già solo esserci, non ci fu contraccolpo psicologico , ma anzi…

Finalmente eravamo tornati competitivi in Europa e l’anno successivo ci arrendemmo solo a un super Bayern

Monaco dopo aver davvero rischiato l’impresa con un ottavo di Champions da cardiopalma!

Tutto l’ambiente dopo quella partita capì che davvero la Juventus c’era, arrivarono approvazioni anche da parte della critica giornalistica. La Juventus era uscita, è vero, ma a Monaco aveva fatto vedere i sorci verdi al Bayern e alla fine il messaggio che passò a tutti fu che i bianconeri uscirono per un cambio sbagliato di Allegri.  Togliendo Khedira concesse campo ai Bavaresi …e se Evra l’avesse spazzata…

Il tutto venne poi offuscato dalla rimonta trionfale ai danni del Napoli e un campionato vinto recuperando un girone di svantaggio.

Ci ritroviamo cosi alla stagione 16-17, la stagione del Pipita, preso per annientare il Napoli e cercare l’assalto alla maledetta. A braccetto arrivarono anche Dani Alves, Benatia e Pjanic, fu subito spettacolo!

Avvio roboante in tutte le competizioni, una brusca frenata, e la svolta tattica di Firenze… Una Juventus a trazione anteriore, un 4-2-3-1 che ci consentì di battere il Barcellona, il Porto e il Monaco. Approdammo in Finale sfidando i Blancos di Ronaldo con solo 2 reti subite!

Sembra davvero la volta buona, possiamo davvero farcela, i presupposti ci sono tutti…

cit. la maggior parte di noi

Il sogno dura 45 minuti, alla ripresa la Juventus entra in un tunnel da cui non uscirà più…

La sconfitta fu pesante, il calcio proposto in quella stagione non si vide più, piano piano il centrocampo venne sempre più smantellato, la stagione 2017-2018 fu una stagione molto nervosa e controversa, il tormentone è stato la contrapposizione dei due modi di intendere il calcio da parte dei due antagonisti .

Da una parte Sarri, il Napoli e il bel gioco, dall’altra Allegri, le vittorie e la praticità.

La spunta la Juventus con un finale di stagione per cuori forti, ma una sensazione che qualcosa fosse finito e che davvero ci si trovasse di fronte alla fine di un ciclo.

Serviva lo scossone, e scossone fu!

Compriamo Cristiano Ronaldo di Madeira, N°7 del Real Madrid,“Il Colpo Del Secolo”!

Nuova linfa e nuovo entusiasmo si ri-diffonde nell’ambiente bianconero, ora davvero abbiamo tutto per poter davvero farcela.

Inutile nascondersi, se prendi il migliore è perché vuoi diventare la migliore di tutte! Cristiano è lo step che tutti noi speravamo, la sua forza mentale oltre che tecnica ci darà davvero quel guizzo per colmare il gap mentale che ci separa dalle grandi spagnole!

E in effetti fu cosi, fino al 80’ minuto della sfida contro il Manchester United di Mourinho persa in extremis, dopo aver dominato gli inglesi sotto ogni aspetto.

Improvvisamente da li in poi, non saremo più quella squadra vista al Mestalla o a Manchester nel tempio del calcio. Allegri ricomincia con dichiarazioni ad effetto sull’importanza della fase difensiva e piano piano, complice anche il richiamo di preparazione fisica, la squadra entra in un limbo in cui macina risultati per manifesta superiorità tecnica, spinta da un inarrestabile Ronaldo.

Arriverà la vittoria in Supercoppa Italiana con un gol di Cristiano (strano?!?!), la prestazione oscena con la Lazio e l’eliminazione dalla Coppa Italia.

Sembriamo concentrati solo ed esclusivamente su quella maledetta, tra i tifosi iniziano le prime spaccature, Allegri mette le mani avanti e inizia dire che la Champions la vince solo una, che sarà difficile e che Cr7 non basta, che Cuadrado è morto, Khedira stava per morire e Pjanic ha l’influenza.

Sono le 21.00 del 20-2-2019 entriamo in campo per fare la partita, all’inizio giochiamo anche bene, facciamo il primo tempo che dobbiamo fare, controlliamo e conteniamo le loro folate in contropiede.

Al rientro dagli spogliatoi proviamo finalmente a proporre calcio, facciamo 5-7 minuti in cui riusciamo a verticalizzare, ma al primo contropiede biancorosso fortunatamente fallito (in maniera incredibile) da Diego Costa un brivido scorre nelle vene della squadra.

Da quel momento…

Il buio, il buio di Cardiff, una sensazione di impotenza, l’unico che ci prova sempre, anche da solo, è il solito Cristiano Ronaldo.

Il primo tempo dei 180 minuti totali se lo aggiudica l’Atletico Madrid, nulla è perduto è vero, ma non con questa testa, non con la testa messa in campo contro il Bologna

Se lo scudetto possiamo dire che forse bene o male è cosa fatta, (potete fare gli scongiuri), in Champions l’aspetto mentale è quello che fa, ha fatto e farà sempre la differenza!

La champions League è uno stato mentale, solo chi ha quella mentalità merita e riesce ad alzarla!

Marcelo ha quello stato mentale…

Rakitic ha quello stato mentale

Evra aveva quello stato mentale

Messi ha quello stato mentale

Dani Alves ha quello stato mentale 

Cristiano Ronaldo ha quello stato mentale

Khedira ha quello stato mentale 

Cancelo, Morata, Chiellini, Griezman sono giocatori in cui al loro interno arde il sacro fuoco dei grandi palcoscenici.

Mi dispiace essere duro, ma se davvero vogliamo fare quel benedetto salto, forse solo CR7 non basta , ma ne servono tanti come lui.

Alex Sandro, Pjanic, Dybala, De Sciglio , Rugani sono campioni, tecnicamente ma non mentalmente.

La differenza è solo qui, e non è un caso che negli ultimi 5 anni la coppa è sempre finita nelle mani o del Real o del Barca…

Loro sono forti, fortissimi, ma prima di esserlo davvero ne sono convinti.

Giocano da forti, provano la giocata, a volte sbagliando ma la provano,

Sono Campioni, che giocano da Campioni la coppa dei Campioni

The Champions League is a state of mind…

Non cerco di chi sia la colpa, non ho la presunzione di avere la verità in mano né tanto meno mi reputo un allenatore di calcio.

Non sono un Dirigente, né uomo di pallone, sono solo un tifoso, che vive la Juventus in maniera viscerale, che c’è sempre, ci sarà sempre e c’è sempre stato, da Manchester a Monaco a Rimini.

Ma… Mi auguro che il 12 anche i nostri campioni scendano in campo con la consapevolezza giusta, altrimenti sarà dura …

DURISSIMA !!!

di Alessio Nevini

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