Da un'altra angolazione

TOTOALLENATORE: il gioco del momento – di Enrico Tordini

La domanda che vola di bocca in bocca è sempre quella: ma chi vorresti alla guida della Juventus, il prossimo anno? Tema affascinante, da sviscerare e da non liquidare con un nome secco.

Personalmente vorrei ci fosse ancora Allegri, non perché abbia una particolare simpatia per il livornese ma solo perché una sua eventuale riconferma significherebbe l’avvenuta conquista della terza Champions. Ad oggi questa ipotesi pare abbastanza remota, perciò mi lancerò nel mio personalissimo totoallenatore, per coloro che avranno la pazienza di seguirmi.

Inizierei ad elencare chi non vorrei, giusto per dare una panoramica più ampia. Non rivorrei Antonio Conte, e non per il balzano teorema delle minestre riscaldate. Non lo rivorrei perché è un fideista, perché va avanti contro tutto e contro tutti, lasciando macerie alle sue spalle. E’ un sergente di ferro, non adatto a gestire un pollaio con tanti galli. Ci sono momenti in cui un uomo che era una risorsa diventa un problema, lo abbiamo già vissuto e non vorrei ripetere l’esperienza.

Un altro che non vorrei è Guardiola. Non lo vorrei perché nessuno, nella storia, dopo aver creato un miracolo è riuscito a ripetersi. Non ce l’hanno fatta Michels e Knobel con L’Ajax e la grande Olanda, non ce l’ha fatta il Sacchi post Milan, solo per citarne alcuni. Giocatori come Messi e Iniesta non li ritrovi facilmente, gli avversari ti conoscono, ti hanno preso le contromisure, un miracolo sportivo è la somma di ingredienti ed eventi che non possono ripetersi. Pep sta facendo bene al City, non ha entusiasmato al Bayern, ma tenendo presente costi e benefici non mi pare l’uomo adatto.

Di Mourinho inutile parlarne, vale per lui quanto detto per Guardiola e moltiplicato per dieci. Klopp è bravo e intelligente, oltretutto è un habituè delle finali perse, da noi si ambienterebbe subito, ma gli allenatori che fanno spesa in Premier League difficilmente accettano ingaggi e campagne acquisti meno che faraoniche.

Eviterei allo stesso modo gli allenatori italiani, Inzaghi & c, gente non abituata a vivere e gestire la pressione degli incontri internazionali, da Lotito al Bernabeu il salto è troppo grande. Simeone è bravissimo, ma non mi pare l’uomo adatto per motivi che è inutile stare a specificare.

Il mio nome, almeno che non ci sia già un accordo in essere con Zidane, è Paulo Sosa, e vi garantisco che non ho picchiato la testa.

Prima cosa parla bene il portoghese e questo è un aspetto che potrebbe essere molto apprezzato, nella Juve di oggi; oltre alla sua lingua madre parla anche italiano, spagnolo, tedesco e inglese, aspetto spesso sottovalutato nella gestione di uno spogliatoio che nel calcio moderno pare la Torre di Babele. Sa come si vince una Champions, lo abbiamo visto sia quando militava tra le nostre fila che quando era andato altrove.

E’ stato uno dei giocatori più intelligenti che abbia mai visto, e ha trasferito questa sua peculiarità nel suo nuovo ruolo. A Firenze, mi faceva notare un amico, è passato dal 4-4-2 al 4-3-3 fino al 4-3-2-1 senza problemi, è un tecnico che privilegia la tattica adattandola agli uomini di cui dispone. E’ una persona colta, oltre ad essere intelligente, e le persone colte ed intelligenti, in media, gestiscono i problemi meglio degli altri.

Ha allenato in Svizzera, in Israele, in Inghilterra ed adesso in Cina, è un tecnico di respiro internazionale, ha 48 anni, l’esperienza giusta e la Juventus per lui sarebbe l’occasione, forse l’ultima, per spiccare il volo. Inoltre non presenterebbe problemi per l’ingaggio e la lista della spesa.

Aggiungiamo che conosce Torino ed è apprezzato dalla tifoseria… per me il profilo giusto è lui!

Di Enrico Tordini

2 pensieri su “TOTOALLENATORE: il gioco del momento – di Enrico Tordini”

  1. Sostanzialmente d’accordo. Esclusi tutti quelli che escludi tu, mi resta un romantico ritorno di Zidane nella nuova veste (ma non mi convince del tutto) e Paulo Sousa. Nemmeno io cambierei mai Allegri con nessuno, anche se a volte vorrei vedere più “champagne” in campo, ma siamo italiani e ci piace il vino: corposo, pratico, forte personalità e di sicuro successo.

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  2. Enrico Tordini come Lee Van Cleef nel capolavoro del grande leone: una sentenza.
    Argomenti interessanti e supportati da un ragionamento più che competente.
    Perché non c’è lui in TV al posto di tanti giornalai resta un mistero.
    Se ho ben inteso la tua classifica sarebbe:
    Allegri se 🤐🤐🤐🤐🤐🤐🤐
    Zidane o in caso Sousa
    Ma se restasse Allegri non scenderesti con il forcone in piazza giusto?
    Al netto del contratto Simeone no perché?

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