Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA: cosa non funziona e possibile svolta per il ritorno

La disfatta del Wanda Metropolitano, più specificamente il blackout ingiustificatabile e indegno che tutta la squadra nelle sue componenti ha avuto nella ripresa (in stile Cardiff), impone delle analisi, riflessioni e un ragionare su soluzioni ipotetiche.

Personalmente ritengo colpevoli quasi in egual misura calciatori e guida tecnica, i primi per non aver lottato al massimo delle possibilità come un contesto del genere avrebbe richiesto, il secondo perchè ammesso e non concesso avesse preparato bene la partita, è stato poi troppo passivo nel leggere le diverse pieghe che stava prendendo il match, non riuscendo a trovare contromisure adeguate e soccombendo anch’egli alla carica dirompente del cholismo.

Sono un sostenitore di Allegri, prima di tutto perchè mi piace come tecnico, ne apprezzo tanti aspetti, da quelli di natura strategica a quelli inerenti alla comunicazione, e poi perchè è l’allenatore della mia squadra e quindi il mio compito di tifoso è supportarlo e credere in lui.
Però gli errori dell’altra sera, la prestazione totalmente cannata e la pesante sconfitta lo rendono nella circostanza indifendibile.

Proviamo ad analizzare i fatti attenendoci esclusivamente alle prestazioni in Champions League di quest’anno, in campionato abbiamo totalmente un’altra dimensione, altre sicurezze e siamo troppo superiori nel complesso agli avversari per poterlo prendere in esame ai fini del ragionamento.

La stagione europea a livello di prestazioni e atteggiamento è come se fosse divisa da uno spartiacque.
Prima e dopo la gara casalinga con lo United.
Prima di quella partita, essa compresa, abbiamo proposto un calcio divertente, frizzante, dominante, propositivo, sfruttando al meglio le nostre caratteristiche e cercando di imporre una certa idea di gioco. La beffa degli ultimi minuti subìta dalla compagine di Mourinho è come se avesse rotto qualcosa, intaccato le sicurezze della squadra (peraltro sempre piuttosto flebili in Champions) e cambiato qualcosa nella testa dei giocatori, specie forse in quelle della vecchia guardia, e soprattutto in quella di Allegri.
Il mister lì a mio avviso si è incartato su sé stesso, schiacciato dai suoi vorrei ma non mi fido e dai potrei ma ma non voglio.
E la squadra ha subìto una involuzione piuttosto evidente, abbiamo cambiato a mano a mano atteggiamento, complici probabilmente anche alcuni infortuni (vedi Cancelo, Khedira, Cuadrado, tanto per fare degli esempi).

Faccio notare, perchè tornerà utile a breve, che nelle partite giocate molto molto bene nella fase a gironi, Mandzukic, Ronaldo e Dybala non hanno mai giocato assieme dall’inizio: nelle due sfide agli inglesi sono partiti titolari Ronaldo e Dybala, nella trasferta di Valencia Ronaldo e Mandzukic col supporto di Bernardeschi; i tre hanno invece giocato insieme solo nella sfida interna con gli spagnoli, tra l’altro forse la partita meno bella del lotto.

Ora, constatato questo cambio di rotta della squadra dopo Juventus vs Manchester United e preso atto della prestazione pessima di Madrid, ci si trova a mio avviso ad un bivio, una diramazione in cui il tecnico di Livorno si era già trovato nella sua esperienza bianconera.

Dobbiamo avere più coraggio e osare di più, è indubbio.
In Europa essere pavidi non paga, o per lo meno con noi non ha mai pagato.
Abbiamo avuto troppe delusioni e troppi rimorsi per non saperlo o averlo imparato.
Ma in questo Allegri è purtroppo recidivo. Quando due stagioni orsono (sembra un secolo fà ma sono passati soltanto due anni), svoltammo passando al famoso 4231 dopo la debacle di Firenze, lo facemmo per tre motivi principali:
1) Dare una scossa alla squadra;
2) Far giocare i più forti tutti insieme;
3) Last but not least, un centrocampo corto e non eccelso per proporlo a 3 uomini.

Esattamente le stesse condizioni di ora…

Iniziammo e procedemmo in modo sublime, per poi cambiare alla vista del tanto ambito traguardo finale mettendo Barzagli terzino destro al posto di Alves, avanzando quest’ultimo a centrocampo e togliendo Cuadrado dai titolari. Peccò di coraggio il mister.
Come è andata lo sappiamo bene tutti, aimé.
È quello che potrebbe essere successo quest’anno dopo il Manchester, Allegri ha forse guardato il risultato negativo e non la prestazione ottima e si è accartocciato sui sui stessi pensieri tattici e timori.

Viste le assenze di Alex Sandro e Khedira (probabilmente il centrocampista più completo, esperto e tatticamente intelligente che abbiamo quando in forma, cosa che capita purtroppo sempre più raramente e sulla quale la Società dovrà porsi delle domande riguardo la profondità della rosa nel reparto mediano) e la tipologia dell’avversario, io giocherei il ritorno con un 442 (ci ritornerò alla fine su questo aspetto), ma questa squadra al completo avrebbe ancora nelle corde la possibilità di schierarsi con un “cazzuto” 4231:

Szczesny

Cancelo Bonucci Chiellini Sandro

Pjanic Khedira

Costa Dybala Ronaldo

Mandzukic

Con coraggio, senza paura. Facendo venire preoccupazione agli altri.
Con Cancelo che fluidifichi da terzino destro. Nessuno che si sacrifichi come Mandzukic nel 2017 ma tutti che contribuiscano alle due fasi, sia in possesso che in non possesso, per dare equilibrio.
Ronaldo e Costa sulla fascia opposta al loro piede forte per poterne sfruttare anche la eccellente capacità di accentrarsi e andare al tiro. Insomma, che si preoccupino gli altri caspita.

Per me uno schieramento simile sarebbe la svolta stagionale, sperando non sia troppo tardi. E libererebbe forse Dybala da quella gabbia equivoca circa la sua posizione in campo. Che non sia infatti un tuttocampista / trequartista moderno alla De Bruyne per caratteristiche fisiche e mentali mi sembra lapalissiano.
Così facendo avremmo comunque cambi buoni in ogni ruolo per proporlo con continuità anche con un intelligente turnover.

Nello specifico della partita di ritorno con l’Atletico invece personalmente proporrei un 442 con questi uomini, imprevisti permettendo:

Szczesny

Caceres Bonucci Chiellini Spinazzola

Cancelo Pjanic Matuidi Costa

Ronaldo Mandzukic

Si potrebbe sull’esterno mettere anche Bernardeschi, ma non giocherei con due mancini su entrambe le corsie alte. Partirei dalle cose semplici. Un destro a destra, un sinistro a sinistra, puntare l’uomo e saltarlo per creare superiorità numerica, fare triangolazioni e andare sul fondo, in ogni caso mettere più palloni precisi possibili per Ronaldo e Mandzukic, magari variando le giocate tra traversoni alti e cross bassi.
Poi se il risultato non si sbloccasse o dovessimo recuperare ancora un gol, il tutto per tutto nel secondo tempo col piano B: fuori Spinazzola e Caceres che passa terzo centrale difensivo, due mediani (magari sostituire quello più stanco con Can fresco), dentro Bernardeschi o Dybala per una sorta di 343 molto offensivo.

Il mio intento non è naturalmente quello di difendere, ma voglio attaccare nel modo più intelligente e migliore possibile, utilizzando bene le fasce e lasciandomi la variante tattica di cui sopra a partita in corso. Ecco perchè metterei Caceres. E punterei sull’incoscienza, gli stimoli, la personalità, la voglia di sfruttare l’occasione della vita che potrebbe avere Spinazzola.

Non abbiamo nel centrocampo il reparto più forte e affidabile. Mi pare evidente. Quando la squadra è in forma psicofisica maschera questo bug che innegabilmente c’è nel nostro organico.
Però siamo fortissimi sulle fasce, sia con gli esterni alti che bassi.
Quindi svuoterei un po’ il centrocampo e punterei su un altro tipo di gioco, allargando le maglie dei madrileni. Farli preoccupare di chiudere le corsie laterali dove sfondiamo, potrebbe creare poi anche spazi impensabili centralmente, laddove Bonucci e Pjanic potrebbero innescare in profondità Ronaldo, sempre che il bosniaco si ricordi che oltre in orizzontale si può giocare anche in verticale.
E dovremo essere abilissimi a sfruttare al massimo le situazioni da palla inattiva, sia dirette che indirette. Lo abbiamo visto sulla nostra pelle all’andata (ma anche per tutto il resto di questa stagione) quanto sia importante questo aspetto.

Il tutto condito da cattiveria agonistica, concentrazione e attenzione altissime, brillantezza mentale e fisica, coraggio e il famoso sguardo della tigre di vialliana memoria.
Senza queste prerogative non vi è tattica che regga.
E con lo Stadium che faccia finalmente la sua parte. Che ogni componente dia il massimo del suo contributo, in campo, in panchina e sugli spalti.

Crediamoci. FINO ALLA FINE.

Di Lorenzo Nicoletti

1 pensiero su “LAVAGNA TATTICA: cosa non funziona e possibile svolta per il ritorno”

  1. Dunque, dici “Si potrebbe sull’esterno mettere anche Bernardeschi, ma non giocherei con due mancini su entrambe le corsie alte”. Ma secondo me Bernardeschi andrebbe a sinistra al posto di Costa, non al posto di Cancelo. Certo, è vero che ci serve Costa al ritorno, uno che salti uno o due uomini e se ne vada in velocità. Perché L’Atletico fa densità, e questa densità va sgretolata, non aggirata. E la sgretoli eliminando uomini, ovvero saltandoli e mettendo in allarme gli altri.
    Per il resto concordo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...