STORIE DI CALCIO

Remuntada Juve? Sembra impossibile per i numeri, proveremo a smentilrli

Rimontare un 2-0? Non è impresa da Juve, soprattutto con l’Atletico Madrid, la squadra difensivista per eccellenza. Lo dicono i numeri, lo dice la storia. Impietosa per la Juve, che dice che i bianconeri non hanno mai rimontato un ko per 2-0 per quanto concerne una competizione europea.

Purtroppo la realtà è questa: in passato ci siamo esaltati per rimonte epiche, ma sempre partendo da un ko con un gol di scarto, o l’1-0 od il meno difficile 2-1: ad esempio l’1-0 rimontato al Real nel 1996, trasformato in un netto 2-0 che ci spinse verso la finale dell’Olimpico, o quello del 2006 con Capello, ribaltato ai supplementari. O i due 1-0 rimontati alle due di Manchester nella vittoriosa Coppa UEFA del 1976/77. O il 2-1 al Benfica nella Coppa Uefa 1993, con un netto 3-0 che ci spinse alla semifinale col PSG, o quello storico al Real nella semifinale Champions del 2003, un 3-1 nella memoria dei tempi. Ma un 2-0, ed in generale, due gol di scarto, non sono impresa da Juve. Che il 2-0 al contrario se l’è fatto rimontare, quello sì, persino dal CSKA Sofia, nell’edizione della Coppa dei Campioni 1960/61, perdendo 4-1 nel ritorno. Ma anche nella Coppa UEFA 1988/89, quando fu il Napoli a ribaltare e vincere per 3-0 dopo i supplementari, L’unica volta che un ko per 2-0 fu ininfluente fu a Bordeaux, nel 1985 in Coppa dei Campioni, ma solo perchè avevamo vinto all’andata per 3-0, partita che poi ci proiettò nella drammatica finale dell’Heysel.

TUTTI GLI 0-2 – La Juve quindi ha ribaltato solo le sconfitte con un gol di scarto in Europa, mai quelle con due. Nè i 2-0, nè i 3-1. Sul 3-0 addirittura sfiorò l’impresa l’anno scorso a Madrid, ma quella è altra statistica. Restando ai soli 0-2 dopo l’andata, la prima volta fu nella semifinale di Coppa Campioni del 1968: la Juve sogna la prima finale del massimo torneo continentale ed ha già raggiunto il miglior risultato da quando partecipa. Ma il Benfica di Eusebio all’epoca era tanta roba, e la Juve nel ritorno perde anche in casa per 1-0, salutando la finale, persa poi dai lusitani contro il Milan. Seconda volta, nella Coppa dei Campioni 1973/74; subito all’esordio la Juve, reduce dalla prima delle sette finali perse, con l’Ajax, affronta la Dinamo Dresda, squadra tedesca orientale. All’andata perde 2-0, nel ritorno in casa. Nel ritorno si porta in vantaggio, prende il pari, ma alla fine del primo tempo riesce a portarsi sul 3-1. Rimonta più che fattibile, ma nella ripresa vanno a segno i tedeschi ed il 3-2 finale è inutile alla fine, con la Juve finalista che esce all’esordio. Altro caso, Coppa dei campioni 1975/76, altra tedesca: secondo turno contro il Borussia Moenchengladbach: la Juve, già costretta ad una rimonta all’esordio col CSKA Sofia (1-2, 2-0), si trova a rimontare uno 0-2 dai tedeschi, ma a Torino finisce solo 2-2, con grandi rimpianti, perchè la Juve all’ora di gioco stava sul 2-0 , prima di crollare. Si va poi all’edizione 2005/2006: la Juve di Capello, dominatrice in campionato, negli ottavi ha sofferto col Werder (2-3 fuori, 2-1 in casa) ed ora è abbinata all’Arsenal di Wenger: all’andata a Londra impietoso 2-0 dei Gunners, poi nel ritorno a Torino la Juve non va oltre lo 0-0 ed esce, esattamente come l’anno prima col Liverpool, allora però c’era “solo” un 2-1 da rimontare. E siamo all’edizione 2012/2013, con conte in panca: ai quarti c’è il Bayern, che vince 2-0 all’andata ed anche al ritorno. Non si è mai trovata invece a dover rimontare uno 0-2 casalingo.

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2 aprile 2013, Bayern-Juve: l’ultima volta che la Juve ha perso 2-0 l’andata esterna di una gara ad eliminazione diretta prima di mercoledì.

Restando sul suolo italiano, in Coppa Italia invece la Juve è riuscita per due volte a rimontare uno 0-2 all’andata: la prima fu nella semifinale dell’edizione 1964, e fu più bello in quanto l’avversario era il Torino, battuto per 4-1 al ritorno. L’altro precedente celebre è nella finale del 1983, al Verona, che fu sconfitto per 3-0 ai supplementari nella gara di ritorno, Nulla da fare invece nella finale 2004 con la Lazio (2-2 nel ritorno, dopo essersi portati sul 2-0) e nell’edizione successiva con l’Atalanta agli ottavi (3-3 nel ritorno, con i 5 gol di Lazzari…)

I KO PER 3-1. Non c’entra nulla, ma comunque la Juve nelle coppe europee non è mai riuscita a ribaltare neppure l’altro ko con due gol di scarto, ovvero l’1-3 (non ha mai perso per 4-2 all’andata), nonostante bastasse il 2-0. La prima volta fu nella Coppa Uefa 1974/75 col Twente: in semifinale l’avversario diventa insormontabile, tanto che dopo il successo in casa, gli olandesi vincono anche a Torino 1-0. Nell’edizione 1980/81 della Coppa Uefa, nel secondo turno trova i polacchi del Widziew Lodz: la Juve pareggia il 3-1 dell’andata, ma poi perde ai rigori ed esce. L’anno dopo in Coppa dei Campioni al secondo turno c’è l’Anderlecht, ma i belgi diventano il capolinea, non riuscendo ad andare oltre l’1-1 in casa. L’ultima volta è nella storica semifinale di Coppa delle Coppe 1990/91: la Juve,  dopo essere stata picchiata dai catalani all’andata, gioca una grande ritorno, ma riesce a vincere solo per 1-0 contro il Barcellona. Non basterà.

I 2-0 DELL’ATLETICO – I Colchoneros hanno sempre passato il turno dopo un successo casalingo per 2-0: la prima volta fu nella Coppa dei Campioni 1970/71, all’esordio contro l’Austria Vienna, battuto 2-0 in casa e 2-1 in Austria. Si va poi all’esordio della Coppa UEFA 1986/87 col Werder Brema: il 2-0 dell’andata viene pareggiato di tedeschi nel ritorno, ma nei supplementari l’Atletico trova il gol dell qualificazione. Beffardamente nel turno successivo i madrileni uscirono col Vitoria Guimaraes dopo aver perso per 2-0 fuori casa, vincendo solo 1-0 in casa. Si va poi all’Europa League 2011/2012: ancora  col Vitoria Guimaraes : nell’andata dei playoff è 2-0 in casa e 4-0 in Portogallo. E quindi per finire, l’anno scorso in Europa League: con lo Sporting Lisbona nell’andata dei quarti è 2-0, poi nel ritorno ininfluente sconfitta per 1-0.

SIMEONE: DIFFICILE BATTERLO DI GOLEADA – Nella sua storia l’Atletico ha comunque subìto debacle clamorose, come il 5-1 preso dal Tottenhamm nella finale di Coppa delle Coppe 1963, lo 0-4 col Bayern nel replay della finale di Coppa Campioni del 1974, o l’incredibile batosta ad Amburgo nella semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1977, quando perse per 3-0 dopo aver vinto 3-1 all’andata, o quando perse 4-1 in casa del Boavista all’esordio della Coppa Uefa 1981/82, ma nell’era Simeone queste batoste sono drasticamente calate: solo il Real ha dato qualche grattacapo, sconfiggendolo per 4-1 ai supplementari nella finale Champions 2014, o battendolo per 3-0 nella semifinale d’andata del 2017. Ma la sfida che fa sperare è il 4-0 che il Borussia Dortmund ha rifilato ai madrileni nella fase a gironi di questa edizione: ed è guardando a quella sfida del 24 ottobre scorso che spera in qualche miracolo la Juve: perchè quando hai tutto contro è difficile, quando non è mai successo di rimontare un 2-0 o di eliminare l’Atletico forte di questo risultato lo è ancor di più, ma potrebbe sempre arrivare una prima volta nello sport. Che sia quella del 12 marzo prossimo?

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C’è poco da fare: dobbiamo travestirci da Borussia Dortmund…

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