Da un'altra angolazione

DA UN’ALTRA ANGOLAZIONE – di Enrico Tordini

Un amico ti chiede di tenere una rubrica, tu accetti, attendi la partita in Champions, sperando di poter scrivere un inno alla gioia, e ti ritrovi a bestemmiare in turco, con il gatto che ti guarda come fossi un extraterrestre. Sinceramente non me la sento di infilarmi in analisi tecnico tattiche, le lascio a chi è più competente di me, l’unica cosa che mi sento di dire è che in Champions la prudenza non paga.

Quelle due volte che abbiamo vinto, con Trapattoni e Lippi, potevamo contare su squadre che scendevano in campo per imporre il proprio gioco. L’unica che è riuscita a vincere difendendo, e sappiamo come, è l’innominabile, ma sei errori arbitrali consecutivi a favore non ricapiteranno facilmente. Il problema è di testa e di mentalità, prima ancora che di schemi, quando vedi giocatori che hanno vinto fior di mondiali e di Champions scendere in campo intimoriti e con la paura di sbagliare la tattica va a farsi benedire.

Salvarne qualcuno stasera, sinceramenre, è impresa al di fuori delle mie capacità: dall’allenatore che ha effettuato i cambi a partita oramai compromessa, da chi ha fallito l’ennesimo esame di maturità, chi caracollava in campo senza costrutto e tutto il resto di quel museo degli orrori di cui siamo stati inconsapevoli visitatori. L’Atletico ha meritato, correva il doppio di noi, non ha fuoriclasse di valore assoluto, con l’eccezione di Griezmann, ma sono tutti ottimi giocatori che in campo danno l’anima. Lo si sapeva, e questa è un’aggravante.

Abbiamo una chance a Torino, giochiamocela e poi tireremo le somme, è difficile fare previsioni, anche se l’impresa è ardua, le squadre di Simeone sono bravissime a rompere il gioco avversario. E qui veniamo a Diego Simeone, appunto. Ha effettuato tre cambi in cinque minuti, ha rimescolato le carte sul tavolo e Max ha impiegato dieci minuti per prendere le contromisure, peccato che in quel lasso di tempo ci abbiano infilato due reti.

Sui gestacci preferisco sorvolare, sinceramente le polemiche non mi interessano. I cambi di Max hanno aggiunto un briciolo di vivacità, casomai la prossima volta sarebbe opportuno non aspettare che il risultato sia compromesso. Sei gol su calcio piazzato, su sette subiti, fanno pensare, e non sono pensieri fluidi.

A questo punto, lo ripeto, non rimane che leccarsi le ferite e pensare al match di ritorno, bisognerà giocare una grande partita, per noi stessi prima ancora che per la qualificazione, c’è una maglia da onorare, a prescindere. Poi tireremo le somme, inutile sprecar fiato adesso.

E un grazie, sincero, a Giorgio Chiellini: non è stato impeccabile, anzi, ma almeno ha sputato l’anima, come sempre…

Di Enrico Tordini

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