J - Pensieri Sparsi

THE PINK SIDE OF THE STADIUM

Sulla scia del molto rumore che hanno fatto le parole di Fulvio Collovati (per le quali si è beccato una sospensione temporanea dalla Rai), e della polvere sollevata da altri interventi “illuminati” quali quelli di Dotto e Damascelli, vi riproponiamo un estratto di un nostro vecchio articolo, che torna prepotentemente di moda e fa capire come ci schieriamo noi riguardo questa antipatica vicenda.


Cresciuto da sempre a pane e Juve ho erroneamente creduto per molto tempo che il pallone, sia giocato che seguito, fosse un enclave per soli maschietti, un esclusivo club testosteronico del quale si aveva il privilegio di far parte solo se i natali ti avevano dato una naturale predisposizione a capire appieno il calcio.
Come se servisse altro, oltre la passione, per essere tifosi veri, sportivi e competenti.
Questa strampalata mia convinzione è stata suffragata negli anni dalla vicinanza con le prime due donne della mia vita: la mia mamma, incuriosita dalla Juventus più per amore verso me che altro, ma priva di qualsiasi concezione calcistica; e mia moglie, che ha vissuto sempre con distacco e infinita pazienza questa mia vocazione sanfedista a tinte bianconere e che soltanto con l’avvento dello Stadium ha mostrato un certo interesse.
Invece da un po’ di anni, soprattutto grazie all’ingresso in campo dei social, mi sono reso conto che esiste un vero e proprio macrocosmo: il calcio, e la Juventus in particolar modo, sono vissuti dal gentil sesso in maniera realmente sentita e appassionata, con capacità di analisi critica e preparazione, ma anche con quella leggerezza di non prendersi troppo sul serio. Attenzione però, questo non perché le donne credano in fondo sia solo un gioco sminuendo il tutto, assolutamente, bensì perché con una sensibilità diversa dalla nostra riescono a dare il giusto peso a parole e azioni, lasciando da parte ciò che è triviale e concentrandosi sul positivo, sul bello dello sport. Della Juventus molte di loro hanno assorbito profondamente lo spirito e i valori, cose che troppo spesso sfuggono a noi uomini o che tendiamo col tempo a dimenticare nel passaggio da bambini ad adulti.

Pensando anche alla squadra Women della Juventus, finalmente entrata nel nostro universo a dare maggiore forza e credibilità a tutto il movimento femminile, posso affermare che le seconde due donne della mia vita, le mie figlie, se vorranno avranno l’imbarazzo della scelta nell’intraprendere con dedizione ed entusiasmo la strada bianconera segnata dal papà.
D’altronde la Juventus un occhio al pubblico femminile lo ha sempre strizzato: una che si fa chiamare “La Vecchia Signora” e che ha cominciato vestita di rosa la sua gloriosa avventura, secondo me ha sempre avuto un’apertura convinta verso l’altra metà del cielo.

Di Lorenzo Nicoletti

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