Nero Su BIanco

UN INDOVINO MI HA DETTO…Juve vs Atlético like a cat and a rusk

Come finirà la doppia sfida contro i colchoneros?
Chi passerà il turno tra “noi piemontesi tosti” e loro “materassai” rojiblancos?
Beh… difficile poterlo dire con certezza, da tifoso potrei più che altro avere una speranza con scaramanzia annessa che una convinzione vera e propria.

Gli spagnoli sono avversario tosto, tra i più ostici che potessimo incontrare avendo passato noi il girone al primo posto, ma anche a livello assoluto.
Squadra equilibrata in ogni reparto, abituata alle battaglie europee, con esperienza, in questo ultimo decennio sono riusciti a tenere testa nei confini nazionali a due colossi come Real Madrid e Barcellona.

Non potendo competere a livello economico e di appeal né con gli odiati concittadini né con i catalani, hanno saputo affinare determinate armi che li hanno resi veramente temibili e tremebondi. Specialmente in concomitanza con l’avvento in panchina del “Cholo” Simeone, dal 2011 quindi, hanno costruito sapientemente un’impalcatura di squadra di un certo tipo, andando ad innestare stagione dopo stagione tutti calciatori funzionali al collettivo e all’idea tattica del loro tecnico. Giocatori bravi, molto bravi e in alcuni casi anche ottimi, ma che proprio in quel contesto riescono a dare il meglio ed a esaltarsi, seguendo i dettami dell’allenatore argentino.

Forse non è più la squadra impressionante a livello di intensità dei primi anni questo Atlético attuale, ma rimane comunque una compagine spigolosa, sportivamente cattiva, con un atteggiamento aggressivo e al contempo attendista, che sa leggere i momenti della partita, fa molta densità a centrocampo, ti aggredisce quando può e ti sa indurre all’errore quando deve. Grinta e tecnica. Fisicità e classe. Un bel mix. Gli iberici sono famosi per proporre un calcio non spettacolare ma redditizio, per essere maestri nel portare gli avversari sul proprio terreno preferito e farli giocare male.

In tanti sostengono che siano molto simili a noi, per me è vero in parte. Anche noi siamo abili a leggere i momenti del match ed a adattarci ai rivali cambiando a nostro piacimento i ritmi della gara, però la Juventus di Allegri lo fa con meno intensità e grinta, ma con molta più maturità e testa. Forse anche con più qualità, e potrebbe essere proprio quest’ultima a far pendere infine l’ago della bilancia.

Saranno dunque sfide equilibrate, tra squadre consapevoli della propria forza e del valore dell’avversario, che potrebbero decidersi e prendere una strada piuttosto che l’altra per un dettaglio, una giocata, l’intervento VAR, una distrazione, una palla inattiva, un infortunio, una sostituzione azzeccata. L’Atlético ha lo stimolo in più della finale tra le mura amiche del Wanda Metropolitano, la Juve quello di disputare questa edizione con il più forte giocatore del mondo a guidarla.

Questo è quello che riguarda la sfera dell’analisi, di ciò che sappiamo di noi e di loro. Ma poi esiste un altro campo, quello dell’insondabile…

Ieri sera mi sono messo a guardare i vari percorsi europei delle due squadre, storici e recenti. E se è vero che in Champions viene un bel magone a ripercorrerli entrambi, specie quelli bianconeri, ci si accorge che comunque a livello europeo i due Club hanno saputo farsi valere mettendo in bacheca entrambi 1 Coppa delle COPPE e 3 Coppe UEFA (Europa League per i colchoneros), 3 Supercoppe gli spagnoli contro le nostre 2, 2 Champions League la Juve contro nessuna degli “indios”, 2 Intercontinentali la Vecchia Signora contro 1 biancorossa (disputata per altro senza aver vinto la Coppa Campioni bensì perchè il Bayern Monaco vincitore in carica aveva rinunciato). Quindi non male affatto.

Ma certo, leggendo poi il rapporto tra finali Champions giocate e vinte ho provato una sorta di inquietudine che mi ha accompagnato fino al letto.

3 finali giocate e 3 sconfitte per l’Atlético.
9 finali giocate e 7 sconfitte per la Juventus.

Nel sonno, abbastanza agitato, confuso e onirico, mi è apparso un indovino. Vestito con una tunica sacerdotale blu scuro e tempestata di stelle bianche formanti dei palloni, con una lontana musichetta in sottofondo che mi pareva di aver sentito fantasticando tante e tante volte, mi dice:

“Non ti posso dire chi vincerà delle due perché altrimenti te la giochi alla Snai e non sono qui per questo.
Ma in verità ti dico che la squadra che passerà il turno sarà quella che trionferà alla fine in questa edizione della Champions League a Madrid”.

Mi sono svegliato abbastanza scosso e perplesso. E non ho potuto non pensare subito ad una divertente pubblicità di una bevanda energetica. Facendo un parallelismo.

Un problema di elettricità da risolvere: da una parte un gatto, che cade sempre sulle zampe; dall’altra una fetta biscottata imburrata che cade sempre dalla parte del burro. Lego la fetta sul dorso del gatto lasciando a vista il lato imburrato, lascio cadere il gatto e…. uolà, si sprigiona un moto circolare perpetuo e continuo che genera energia per tutto il quartiere.

Un problema di qualificazione da risolvere: da una parte l’Atlético Madrid che le perde tutte le finali ; dall’altra la Juventus che le perde quasi tutte. L’indovino che vaticina che chi passa alza la Coppa. Faccio incontrare le due squadre e… uolà, rigori ad oltranza all’infinito, generando elettricità a profusione.

Tenetete quindi pure accesi tutti insieme forno, lavatrice, lavastoviglie, fono, condizionatorie… la corrente non salterà mai più.

Di Lorenzo Nicoletti

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