#Ex, Asso di Coppe

#Ex – Alvaro Morata

Morata è arrivato a Torino 4 giorni dopo l’improvviso addio di Conte.

Il 15 luglio l’abbronzato tecnico leccese comunica con aria dimessa il suo addio alla panchina della Juventus, con un’intervista rilasciata a Juventus TV. Il giorno dopo “svanisce ” Iturbe che si accorda con la Roma, mentre viene accolto tra i fischi e gli insulti di sparuti tifosi Massimiliano Allegri.

Il 19 Luglio il giovane attaccante spagnolo firma per la Juventus, 20 mln alle merengues, che avrebbero però potuto esercitare la clausola di recompera dopo due stagioni riportandolo nel club nella cui cantera era cresciuto insieme ai suoi coetanei Thiago Alcantara, Isco, Koke, Carvajal, De Gea e con i quali ha conquistato nel 2013 l’Europeo under 21, impartendo una vera lezione di calcio in finale agli azzurrini guidati in attacco da Immobile. Proprio l’attuale centravanti laziale aveva ridato speranze alla nostra nazionale segnando il gol dell’ 1-1 con un bel pallonetto, ma non aveva fatto i conti con un Thiago Alcantara in giornata di grazia, autore di una tripletta, che con la compartecipazione di un gol di Isco, regala il successo alle furie rosse.

I primi mesi a Torino è il suo connazionale Fernando Llorente a fargli da chioccia e a facilitarne l’inserimento nel nostro gruppo già vincente in Italia ma che doveva ancora spiccare il volo nelle competizioni europee. Ed e’ proprio El rey Leon che viene scavalcato da Morata nelle gerarchie che riguardano il nostro attacco, inizialmente Alvaro resta fermo ai box per un infortunio rimediato in allenamento, poi si prende un rosso, esagerato, dopo un faccia a faccia con Manolas al termine di un Juve Roma terminato 3-2 tra infinite polemiche che sarebbero proseguite per tutta la settimana successiva al match, sui giornali e in tutte le tv locali e nazionali (mitica a riguardo la risposta del nostro guerriero Nedved al capitano giallorosso che si sentiva vittima der sistema).

ll bomber nato a Madrid trova il primo gol in campionato a Bergamo, ma è soprattutto in Coppa che prende per mano la squadra andando in rete contro il Borussia Dortmund, sia allo Juventus Stadium che al Westfalenstadion, segnando il provvisorio gol dello 0-2 proprio sotto il muro giallo. Metterà a segno il classico gol dell’ ex contro il suo Real, prima a Torino, nel match d’andata terminato 2-1, poi pareggiando il rigore di Cristiano Ronaldo, siuuuuu, al Santiago Bernabeu, scaraventando in rete una sponda di testa di Pogba.

Nella finale di Berlino, dove alcuni dei nostri campioni o presunti tali ci hanno purtroppo abbandonato, come spesso è capitato nelle finali di Champions, Morata ha risposto presente, ribadendo in rete una corta respinta di Ter Stegen che si era faticosamente opposto ad una conclusione di Tevez dopo una bella azione partita da un colpo di tacco del Principino e rifinita dal trenino svizzero per l’Apache.

Nella sua prima stagione a Torino si porta a casa il suo primo scudetto in bianconero e una Coppa Italia. La stagione successiva partono da Torino sia Llorente che Tevez, mentre arrivano a Vinovo il giovane fantasista argentino Paolo Dybala, Simone Zaza dal Sassuolo e dall’Atletico Madrid l’ex campione d’Europa e attaccante croato Mario Mandzukic. Sarà l’anno della rimonta sul Napoli di Sarri, con sorpasso effettuato proprio contro i partenopei la notte prima di San Valentino grazie ad un gol del suo grande amico basilicano Zaza, ma è ancora in Europa che Morata continua a fare la differenza, andando in rete contro il Siviglia e segnando il gol della vittoria in rimonta a Manchester sponda City con un bel mancino a giro sul secondo palo.

Giocherà una delle partite più belle in maglia bianconera a Monaco di Baviera, match dove sfodera una grande prestazione, devastante è la sua progressione palla al piede che spacca in due la difesa bavarese per il gol del 2-0 di Cuadrado. Un vero peccato non aver coronato quella grande prestazione con un gol, rete che in realtà Morata aveva segnato e sarebbe stato il gol del provvisorio 2-0, ma il guardalinee aveva rivelato una posizione di fuorigioco inesistente al momento che Khedira, intercettando un errato passaggio di Neur, aveva mandato in rete Alvaro. Morata e Sami lasciarono il campo sul 2-0…tutti ricordiamo come finì quella partita!

Si toglie la soddisfazione di segnare una doppietta nel derby in casa dei granata e di regalare la seconda Coppa Italia consecutiva alla nostra società, capitalizzando al meglio un bell’assist di Cuadrado, assist-man e autore del gol entrambi partiti dalla panchina e subentrati nei supplementari del match giocato all’olimpico di Roma contro il Milan allenato da Brocchi.

Nella stessa estate Morata lascia la Juventus e ritorna a Madrid , 30 milioni entrano nelle casse bianconere che saranno utilizzati in parte per coprire l’arrivo di Gonzalo Higuain. Alvaro viene preferito a Diego Costa dall’ex Ct delle Furie Rosse Vicente del Bosque e gioca da titolare l’Europeo in terra francese, i gol di Chiellini e Pellè lo rispedisco però a casa ai quarti di finale.

Con le merengues segna 15 gol in 25 partite in Liga e vince la sua seconda Champions proprio contro di noi nella notte di Cardiff. Dopo Zidane e Paulo Sousa è il terzo giocatore che vince la Champions l’anno successivo dopo il suo addio alla Vecchia Signora. L’ estate del 2017 lascia Madrid ed approda a Londra , fortemente voluto da Conte che per portarlo a Stanford Bridge sborsa circa 80mln di sterline, l’ex allenatore juventino silura Diego Costa (l’attaccante brasiliano che con i suoi gol gli aveva fatto vincere pochi mesi prima la Premier) con un sms e affida il suo attacco a un Morata che mai convincerà nè lui nè Sarri. Altri 2 centravanti arriveranno a Londra, il campione del mondo Giroud nel mercato di riparazione del gennaio 2018, mentre nel mercato di Gennaio di quest’anno arriva a londra Higuain, il tutto poche settimane dopo che Gianfranco Zola, secondo di Sarri, l’aveva invitato pubblicamente ad assumersi le sue responsabilità, ” il Chelsea non è il Southampton , Morata deve dimostrare che può giocare in una grande squadra”.

Negli ultimi anni, oltre a Diego Costa e Morata, hanno vestito e poi svestito la maglia dei blues anche Kevin DE Bruyne, Salah, Cuadrado, Matic e Lukaku, forse sarebbe meglio che anche in Inghilterra gli allenatori pensassero esclusivamente ad allenare la rosa che i DS gli mettono a disposizione. Con l’arrivo del Pipita, Morata fa le valigie e ritorna a Madrid, dove neanche a farlo apposta si ritrova in competizione per la maglia di centravanti con Diego Costa, vestendo nuovamente la maglia dell’Atletico Madrid, squadra in cui aveva iniziato a giocare da bambino.

Il popolo bianconero sara’ sempre grato all’attaccante iberico, in tanti si sono sempre chiesti se Morata rendesse al meglio da prima, da seconda punta o se potesse giocare attaccate esterno, l’unica certezza è che lo spagnolo è mancato caratterialmente e da quando è andato via da Torino la sua crescita si è arrestata, mi aspettavo e ci aspettavamo molto di più da lui.

Di Lorenzo Grottoli

 

 

 

 

 

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