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Da “SarriBall” a “SarriBawl”: i perché del fallimento

14 luglio 2018.

Dopo un’estate turbolenta a causa del rapporto Conte-Abramovic, lo stesso patron del Chelsea ha deciso che sarà Maurizio Sarri a ricoprire il ruolo di tecnico dei Blues.

L’ex allenatore di Empoli e Napoli firma un contratto di 3 anni da 6,4 milioni di euro lordi l’anno e si appresta a vivere l’esperienza più importante della sua carriera.

E’ il cosiddetto “Sarrismo”, poco più avanti il “SarriBall”, a far innamorare la dirigenza del quartiere più inn della King’s Road.

Come se stesse per scrivere un importante tema argomentativo, Sarri capisce che ha bisogno della sua tesi da sostenere: questa la trova in Jorginho, faro del suo meraviglioso 4-3-3 che sotto la guida del tecnico di Arezzo, Sorrento and many mores, negli ultimi 3 anni, ha incantato la dea Partenopea.

Oltre al vertice basso italiano, Sarri spende ben 80 milioni di euro per strappare il portiere Kepa, giovane promessa dell’Atletic Bilbao.

Fin dai primi momenti quindi è possibile vedere lo stesso lavoro eseguito a Napoli da parte del tecnico italiano: acquisti ridotti ed immediata valorizzazione ai giocatori già presenti in squadra.

A novembre Sarri sembra già aver educato l’organico dei Blues alle sue idee. Il Chelsea è la seconda squadra della Premier per possesso di palla medio (62,7%) e per tempo di gioco nella metà campo avversaria, mentre è al primo posto nella classifica dei passaggi corti (670 ogni 90 minuti). Sarri è riuscito a completare la prima parte della sua missione, il progetto che la dirigenza dei Blues ha voluto affidare all’ex allenatore del Napoli sta già dando frutti importanti, riconoscibili, e proprio per questo ha ampi margini di crescita.

Dal punto di vista del gioco il Chelsea si presenta come una squadra asimmetrica, decisamente sbilanciata a sinistra. È una questione di caratteristiche tecniche poiché da quella parte Sarri schiera gli elementi di maggiore qualità a partire da Marcos Alonso che, per il tecnico toscano, è il “miglior tezino del mondo”. Dallo stesso lato vengono utilizzati Hazard ed un centrocampista associativo o comunque offensivo tra Kovacic e Barkley, a seconda del tipo di partita e di avversario. La catena di destra è invece occupata Azpilicueta, laterale più equilibrato rispetto ad Alonso. Davanti allo spagnolo ex Marsiglia agiscono l’intoccabile Kanté e uno tra Pedro e Willian, calciatori più portati ad una costruzione di gioco più istintiva che creativa. Quindi, una sorta di riedizione del trio Hysaj-Allan-Callejón, ovviamente con caratteristiche differenti nel suo nuovo Chelsea.

La seconda parte del Chelsea di Sarri coincide esattamente con le condizioni metereologiche del Molineux Stadium, casa del Wolverhampton.

Il Chelsea perde 2-1 fuori casa con le Wolves dopo essere andato avanti con Loftus-Cheek, talento di casa Blues.

Da questo momento le prestazioni della squadra caleranno drasticamente.

 Le altre squadre della Premier sembrano aver capito il “SarriBall” del tecnico toscano: Chelsea sempre più lungo in costruzione di gioco e sempre in ritardo sugli accorci di squadra e sulle seconde palle.

Infatti, otterrà soltanto 19 punti in 12 partite di campionato.

Inoltre il malumore dei giocatori di maggior livello, come Eden Hazard, iniziano a farsi sentire in maniera sempre più imponente.

Tutto questo fino ad arrivare alla sconfitta tennistica contro i Citizens di Guardiola: 6-0.

Ad Agosto, il giornalista Jonathan Wilson, sul sito di Sports Illustrated, scrisse di come l’ex partenopeo fosse destinato ad “ereditare il disordine che da tempo regna a Stamford Bridge”.

Chissà cosa ne pensa ora lo stesso giornalista britannico?

La panchina di Sarri traballa fortemente ed il tecnico toscano sembra rivivere gli stessi momenti vissuti nel suo ultimo anno a Napoli.

La ricerca continua del suo gioco lo ha portato ad estraniarsi da tutte le altre valutazioni che sono obbligatorie quando si affronta un campionato come la Premier League.

Quasi fosse un “poeta maledetto”, un Paul Verlaine, a rincorrere la poesia con tutti gli strumenti possibili a sua disposizione.

Prima “SarriBall”, ora “SarriBawl”.

Appunto, un “SarriSfinito”, come dirigenza e tifosi dei Blues nei suoi confronti.

 

di Mattia Testarella

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