Compleanni da Ricordare, Leggende Bianconere

#compleannidaricordare – Ciro Ferrara, difensore leggendario e tecnico sfortunato

Una leggenda del calcio italiano, uno che in carriera ha vestito solo tre maglie: Napoli, Juventus e Nazionale, amandole tutte e tre nello stesso modo. Tecnico in un periodo storico sfortunato. Ciro #Ferrara nasce nella sua Napoli l’11 febbraio 1967 ed è nel Napoli che si afferma. Dopo un periodo in carrozzella, colpito da una malattia pre adolescenziale, che gli impedì di camminare, la sindrome di Osgood-Schlatter, quando guarì potè tornare a giocare a calcio. proprio la Juve è nel suo destino, visto che debutta contro i bianconeri il 5 maggio 1985. Col Napoli vive tutta l’epopea del ciclo di Maradona, vincendo due scudetti, coppa Italia, Coppa Uefa e supercoppa italiana, vivendo anche la parabola discendente dell’asso argentino e la consacrazione di Gianfranco Zola.

JUVE, E’ NUOVA VITA – Nell’estate del 1993 a Napoli arriva Marcello Lippi il Napoli a fine stagione strappa un posto in Coppa Uefa ed al termine si trasferisce alla Juve: Ciroferrara (ormai il suo nome è tutto attaccato come un hastag) lo segue, mollando la “sua” Napoli. La Juve lo paga 9 miliardi e 400 milioni e con i bianconeri vivrà altre grandi stagioni, per quella che è la sua seconda grande carriera calcistica: vince altri cinque scudetti, compreso quello revocato del 2005, una Coppa Italia, la Champions, la Supercoppa Europea, l’Intercontinentale, quattro supercoppe italiane e l’Intertoto,  patisce un grave infortunio nel gennaio 1998 che gli farà perdere il Mondiale 1998, e troverà compagni di reparto eccezionali, da >Paulo Sousa a Pessotto, a Iuliano, ma soprattutto Paolo Montero. Si ritira dal calcio giocato nel maggio 2005: il 15 contro il Parma gioca la sua ultima partita, la numero 500 in serie A. Per quello che sarà solo un arrivederci al club.

RITORNO DA ALLENATORE-  La sua carriera da allenatore è legata a marcello Lippi almeno agli esordi: è nello staff del tecnico viareggino che vince i mondiali 2006, poi torna alla Juve da responsabile del settore giovanile, tornando a fianco di Lippi quando questi nel 2008 torna in Nazionale. Nel maggio del 2009, dopo l’esonero di Ranieri, con la Juve scivolata al terzo posto, viene chiamato alla conduzione della prima squadra: il 18 maggio viene assunto e con i bianconeri vince le ultime sue gare del campionato, strappando in extremis il secondo posto che vale l’accesso diretto alla Champions League 2009/2010.

Stagione che addirittura parte in modo trionfale: Ferrara vince le prime quattro gare, e la Juve sembra finalmente tornata nell’èlite del calcio italiano. Ma la fortuna gira le spalle a Ciro, da lì comincia a perdere terreno, nei mesi successivi le vittorie sono poche, l’unico vero acuto è un successo sull’Inter ad inizio dicembre. L’uscita dalla Champions arriva in modo disastroso. La squadra cola a picco, ed a fine gennaio 2010, dopo l’uscita dalla Coppa italia, viene sollevato dal suo incarico e sostituito da Alberto Zaccheroni.

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Ciro Ferrara con Del Piero: prima compagno di squadra, poi “allievo”.

CIRO DOPO – Ciro torna così nell’ambiente azzurro, ed ad ottobre diventa tecnico dell’Under 21, dove in un biennio non riesce però a portare grandi risultati, lasciando nel giugno 2012. A luglio 2012 torna ad allenare un club di serie A, accordandosi con la Sampdoria neopromossa. Il debutto è scoppiettante, espugnando il campo del Milan, ma poi in autunno cade in una serie di sette sconfitte di fila, che fa precipitare la squadra all’ultimo posto. Il successo nel derby gli salva la panchina, ma viene comunque esonerato a dicembre, dopo altre due sconfitte.

Resta fermo per più di tre anni, poi il 5 luglio 2016 torna ad allenare firmando per il Wuhan Zall, club della seconda divisione cinese. Subentra con la squadra al tredicesimo posto nella classifica, portandola alla sesta piazza finale. La stagione seguente, causa un avvio stentato (un punto nelle prime due giornate), viene esonerato.

NAZIONALE-  In azzurro gioca 49 gare senza segnare: debutta il 10 giugno 1987 a Zurigo in un’amichevole con l’Argentina del suo compagno di squadra Maradona, vinta per 3-1. Gioca la finale per il terzo posto nel suo unico mondiale disputato, quello del 1990. L’ultima sua gara disputata risale al 19 giugno 2000, contro la Svezia ad Euro 2000.

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