STORIE DI CALCIO

Storie di Calcio – 2017/2018: #7 L’illusione di Madrid ed il double col fiatone

In estate, la giovane Germania si confermò regina anche della Confederation’s Cup, in un’edizione tecnicamente povera, mentre l’ItalVentura fallì clamorosamente a novembre, dopo spareggio con la Svezia, l’accesso al mondiale russo, restando a casa dopo 60 anni.

Il campionato effettuò una piccola rivoluzione nel calendario: per la prima volta si giocò nel periodo natalizio, fino all’Epifania, mentre la sosta invernale fu spostata a gennaio. Il girone di andata terminò proprio nell’ultima domenica dell’anno, il 30 dicembre 2017, mentre la sosta arrivò dopo il turno dell’Epifania, primo del girone di ritorno. Da questa stagione ufficiale anche l’introduzione del Var, l’occhio tecnologico che avrebbe dovuto aiutare gli arbitri nelle decisioni più spinose, senza per questo smorzare le polemiche.

In vista della nuova stagione di campionato, le società più attive sul mercato sono la Juventus di Allegri e il Milan di Montella: i bianconeri cedono a sorpresa Bonucci agli stessi rivali rossoneri che, dal canto loro, salutano De Sciglio il quale si accasa in bianconero. Alle file dei pluricampioni d’Italia si aggiungono anche Bernardeschi e Douglas Costa prelevati rispettivamente da Fiorentina e Bayern Monaco. Mercato di spessore anche per i rossoneri che, motivati dal ritorno in Europa e dalla nuova proprietà cinese disposta a investire, integrano nell’organico, oltre al già citato Bonucci, Kessié, Çalhanoğlu, Biglia, André Silva e Kalinić.Per quanto riguarda le altre squadre candidate alla qualificazione alla massima competizione continentale, il Napoli di Sarri sceglie di confermare la rosa dell’anno precedente mentre Inter e Roma ripartono da un nuovo progetto tecnico: sulla panchina dei nerazzurri arriva proprio l’ex allenatore dei giallorossi Spalletti,  mentre il club capitolino riparte da Di Francesco, reduce da ottime stagioni alla guida del Sassuolo. Entrambe le società si muovono per rinforzare la rosa a disposizione dei nuovi allenatori, così in nerazzurro arrivano Škriniar dalla Sampdoria e gli ex fiorentini Borja Valero e Vecino, mentre in giallorosso approdano Kolarov, Gonalons e Schick, a fronte tuttavia di alcune importanti partenze come Rüdiger, Paredes e Salah. La Lazio del confermato Inzaghi deve invece far fronte a cessioni di rilievo come quelle del già citato Biglia e di Keita, rimpiazzati da Lucas Leiva e Nani. L’Atalanta, reduce dal suo storico quarto posto, che affrontava dopo 26 anni l’avventura europea, riprese De Roon ed inserì Ilicicic e Cornelius, cedendo  il deludente Paloschi. La Fiorentina prese il Cholito Simeone dal Genoa, affiancandolo all’altro figlio d’arte Chiesa; la Sampdoria inserì Caprari e Duvan Zapata, ed in mezzo fece affidamento all’ex Udinese Bruno Fernandes. Il Bologna accolse l’ex interista Palacio, la SPAL, di ritorno in serie A dopo mezzo secolo, prese Borriello e Paloschi per il settore avanzato. L’esordiente Benevento prese prospetti italiani come Brignoli, Cataldi e D’Alessandro, puntando in attacco sul romeno Puscas. I maggiori esborsi arrivarono nella campagna invernale, prendendo anche l’ex nazionale francese Bacary Sagna.

La sessione invernale del calciomercato non fa registrare grosse operazioni: la Juventus sceglie di muoversi solo in uscita, cedendo Pjaca allo Schalke 04; altrettanto fa il Napoli, che lascia partire Maksimović e Giaccherini, rispettivamente in direzione Spartak Mosca e Chievo, ma non riesce a concludere l’acquisto di un altro attaccante da regalare al suo allenatore.  Tra le più attive si segnala l’Inter, che si rinforza con gli arrivi di Lisandro López dal Benfica e Rafinha dal Barcellona,  a fronte tuttavia delle cessioni di Nagatomo al Galatasaray e João Mário al West Ham Utd; al contrario il Milan non effettua alcun tipo di operazione di rilievo, sia in entrata che in uscita. La Roma cede Emerson al Chelsea (rimpiazzandolo con Jonathan Silva), ma soprattutto riesce a resistere alle lusinghe della stessa squadra londinese per il centravanti Džeko, mentre la Lazio acquista Cáceres dal Verona. Tra le altre, da segnalare il Sassuolo, che si rinforza con l’arrivo di Babacar dalla Fiorentina, in cambio di Falcinelli, che approda quindi in viola.

La nuova partenza anticipata (19 e 20 agosto 2017) aggiornò di un giorno il primato. Se il mese di agosto non manca di offrire conferme e sorprese, come le «tre grandi» (Inter, Milan e Juventus) in testa a punteggio pieno affiancate da Sampdoria e Napoli, e l’insolita situazione in coda dove all’esordiente Benevento tengono compagnia Fiorentina, Atalanta, Udinese e Cagliari (senza punti dopo due turni), ben più preciso è il quadro di settembre. Le sconfitte con Lazio, Sampdoria e Roma allontanano il Milan dalla vetta,occupata stabilmente da Napoli e Juventus, con l’Inter alle loro spalle. Alla settima giornata, approfittando del primo passaggio a vuoto dei campioni d’Italia (un pareggio contro l’Atalanta),  i partenopei scattano al comando in solitaria, restando da soli a punteggio pieno. I mesi di ottobre e novembre vedono il Napoli (al nuovo record societario di otto successi iniziali)ancora imbattuto confermare il suo primato; all’inseguimento degli azzurri ci sono l’Inter, la Juventus, la Lazio e la Roma, mentre il Milan di Vincenzo Montella (uscito sconfitto in tutti gli scontri diretti con le prime cinque) è sempre più attardato rispetto alle posizioni di vertice. In coda, si fa subito difficile la situazione del neopromosso Benevento, che stabilisce il record negativo di 14 sconfitte consecutive da inizio campionato. Nel mese di dicembre si verifica un doppio avvicendamento in testa alla classifica: il Napoli esce battuto per 1-0 nello scontro diretto in casa contro la Juventus, e viene superato dall’Inter, la quale è a sua volta sorpassata dai partenopei e dalla Juventus dopo due settimane a seguito della prima sconfitta stagionale con l’Udinese. In fondo alla graduatoria, intanto, il Benevento trova il suo primo storico punto in Serie A pareggiando per 2-2 grazie al gol a tempo scaduto del portiere dei sanniti Alberto Brignoli contro il Milan (guidato nel frattempo da Gennaro Gattuso dopo l’esonero di Montella). Al giro di boa del campionato, è il Napoli a guidare la classifica con un punto di vantaggio sulla Juventus, mentre l’Inter sembra perdere terreno rispetto alla vetta.

All’inizio del girone di ritorno si conferma il quadro delineatosi sul finire dell’anno: il discorso scudetto sembra restringersi a Napoli e Juventus, con gli azzurri a comandare la classifica e i bianconeri costretti a seguire, mentre per i restanti posti Champions a darsi battaglia sono Inter, Roma e Lazio, protagoniste di prestazioni altalenanti. In coda, al di là del Benevento sempre più staccato sul fondo della classifica (ma capace di trovare le prime sospirate vittorie in campionato con Chievo e Sampdoria), si registra come al solito grande lotta, con 7 squadre racchiuse in 6 punti. Il mese di febbraio non offre grandi stravolgimenti; da registrare soprattutto il piccolo allungo del Napoli, che approfitta del rinvio di Juventus-Atalanta per portarsi a +4, e la risalita del Milan, che con Gattuso sembra ritrovare gioco e risultati, accorciando il distacco dalla zona Champions. In difficoltà Sassuolo e Crotone, che vedono ridursi in maniera preoccupante il margine dalla zona retrocessione (occupata da SPAL, Verona e Benevento). La 27ª giornata è funestata dalla prematura scomparsa di Davide Astori, capitano della Fiorentina, a poche ore dalla partita in programma contro l’Udinese: la Lega dispone il rinvio a data da destinarsi delle sette partite, tra cui il derby di Milano, in programma nella giornata (le altre tre erano state giocate negli anticipi del sabato, ed avevano visto la Juve, protagonista di un successo al 93′ contro la Lazio, accorciare a -1 sui partenopei, sconfitti in casa dalla Roma). Il turno successivo fa registrare il sorpasso in vetta: il Napoli pareggia con l’Inter e, complice anche la sconfitta interna con la Roma della settimana precedente, si vede superare dalla Juventus. Tre giorni dopo, i bianconeri vincono il recupero con l’Atalanta e allungano a +4. Questo è anche il distacco con cui le due squadre si presentano allo scontro diretto della 34ª giornata, nonostante alcuni tentativi di allungo da parte della Juventus, salita a +6 sui partenopei solo una settimana prima: a Torino sono gli azzurri a imporsi per 1-0, accorciando il distacco a –1.  Dopo lo stesso turno, il Benevento è la prima squadra a retrocedere matematicamente in Serie B, nonostante lo storico successo in casa del Milan. Tuttavia, già nella giornata successiva, la Juventus si riporta a +4, battendo in maniera rocambolesca l’Inter nel derby d’Italia a San Siro e approfittando della concomitante sconfitta del Napoli sul campo della Fiorentina.Il nome della seconda retrocessa si conosce alla 36ª giornata, quando il Verona perde 4-1 con il Milan e si unisce ai sanniti nel ritorno in cadetteria, entrambe da neopromosse. Il quadro risulta maggiormente dettagliato al 37º turno, quando la sconfitta dell’Inter con il Sassuolo regala alla Roma l’aritmetico ingresso in Champions League. Nel pomeriggio della domenica, il Milan accede all’Europa League grazie al pareggio con l’Atalanta diretta concorrente; il doppio posticipo serale sentenzia la vittoria dello scudetto da parte della Juventus, che pareggiando con i capitolini coglie uno storico settimo tricolore di fila, e il tramonto delle speranze per la Sampdoria, che battuta dal Napoli abbandona la possibilità di qualificarsi alle manifestazioni continentali.  Rimangono invece aperti gli scenari del quarto posto e dell’ultima retrocessione, a causa del pareggio tra Crotone e Lazio: i biancocelesti aumentano a 3 lunghezze il proprio vantaggio sull’Inter con lo scontro diretto in programma all’ultima giornata, mentre per i pitagorici resta aperta la via della seconda salvezza consecutiva. La discesa dei calabresi è soltanto rinviata, poiché la sconfitta con il Napoli (che stabilisce il proprio record di punti in un singolo campionato, nonché il primato di punti per una seconda classificata, 91) li condanna alla B, dopo due stagioni in massima serie.  La permanenza è invece raggiunta in extremis da Udinese, Chievo, SPAL e Cagliari. La contesa per l’ultimo posto disponibile in Champions si risolve a favore dell’Inter che, battendo nell’ultima giornata la Lazio per 3-2, la aggancia in classifica, superandola per i risultati degli scontri diretti e tornando in Champions League dopo sei anni di assenza. La squadra biancoceleste accede invece alla fase a gironi di Europa League, insieme al Milan; a fine stagione, i rossoneri saranno prima esclusi dalla UEFA per la violazione delle norme del fair play finanziario e poi riammessi dal TAS. L’Atalanta strappa il posto in Europa dagli spareggi estivi, vincendo la concorrenza di Fiorentina e Torino.

La graduatoria dei marcatori è vinta in coabitazione da un laziale e un interista: Immobile e Icardi segnano infatti 29 gol ciascuno. Per entrambi si tratta della seconda affermazione in questa classifica: l’argentino si era aggiudicato tale riconoscimento anche 3 anni addietro, sempre ex aequo con un altro giocatore (in quel caso Toni del Verona, con 22 centri a testa), mentre Immobile aveva già vinto la classifica marcatori 4 anni prima. Era dal 2001/2002 che la classifica marcatori non veniva vinta da due giocatori.

JUVE, PRIMAVERA DI FUOCO – L’estate 2017 fu funestata dalle scorie del post cardiff, con l’addio improvviso di leonardo Bonucci, che si accasò al Milan, scatenando polemiche per un possibile indebolimento della squadra. In bianconero approdò dai rossoneri Mattia De Sciglio, un’operazione che suscitò ilarità. In porta arrivò il polacco Szczesny, che sarebbe stato vice di Buffon, in attesa di essere promosso titolare a fine stagione, visto l’annunciato addio del numero 1 bianconero. In difesa arrivò anche il tedesco Howedes, in prestito dallo Schalcke 04. A centrocampo, il boom fu l’inserimento del brasiliano Douglas Costa, e a mercato chiuso venne inserito anche il francese Matuidi. In attacco fu inserito Bernardeschi, talento emergente della Fiorentina. Sul fronte cessioni, lasciarono anche Dani Alves, Neto, Lemina e Rincon, mentre mandragora e Kean furono prestati a Crotone e Verona.

Ad agosto le perplessità sulla campagna acquisti furono confermate: la sconfitta in amichevole col Tottenhamm, e quella più pesante in Supercoppa italiana a Roma con la Lazio (3-2) non lasciarono sensazioni positive, Fu proprio la Juve ad inaugurare il primo caso di Var nel debutto il 19 agosto col Cagliari: un rigore contro che Buffon parò. Var che vide protagonista anche la partita successiva col Genoa, in cui la Juve finì sotto 2-0 e poi vinse per 4-2. Un grande Dybala si issò in testa alla classifica marcatori, scatenato nei primi turni con triplette a genoa e Sassuolo: la Juve vinse le prime sei gare e procedette a braccetto col Napoli, tuttavia ad ottobre arrivarono i primi inciampi: un 2-2 subìto in rimonta a Bergamo ed un ko interno con la Lazio (interrompendo una striscia utile in casa che durava dal 23 agosto 2015) allontanarono i bianconeri dalla vetta, a- 5 dal napoli, sorpassata dall’Inter e raggiunta dalla stessa lazio. Tuttavia, col rocambolesco 6-2 di Udine del turno successivo e lo 0-0 tra Napoli ed Inter il ritardo fu ridotto a tre punti. Tutto restò invariato fino alla sosta di novembre, quando la Juve perse in casa della Samp ed il ritardo dal napoli scese a 4 punti. Una nuova svolta arrivò proprio il 1°dicembre, quando con un gol di Higuain la Juve espugnò il San Paolo e si riportò a 2 punti all’Inter, nuova capolista, e ad uno dai partenopei. L’occasione di attaccare l’Inter svanì nello 0-0 interno del turno successivo, ma da lì la Juve si scrollò di dosso i nerazzurri, iniziando una serie di vittorie, In Champions i bianconeri passarono il girone alle spalle del Barcellona.

Nelle prime giornate del ritorno la Juve, a suon di vittorie, tenne la scia del Napoli, sempre ad un punto, raccogliendo anche successi che suscitarono polemiche come in casa di Cagliari e Chievo, ed a marzo riuscì ad effettuare il sorpasso: nonostante il rinvio a fine febbraio della partita con l’Atalanta, i bianconeri nella prima decade di marzo diedero una svolta alla loro stagione: prima superarono al 93′ la Lazio a domicilio, portandosi ad un punto dal Napoli, poi rimontarono in modo eroico il Tottenhamm a Londra nel ritorno degli ottavi di Champions, quindi sconfissero l’Udinese e grazie al pari del Napoli in casa dell’Inter, passarono in testa.Successivamente, battendo l’Atalanta nel recupero, salirono a +4. Il pari in casa della Sapl prima della sosta di marzo fermò a 12 la serie di vittorie e vide dimezzare il vantaggio, ma alla vigilia di Pasqua il vantaggio tornò a 4 punti, grazie al 3-1 interno sul Milan. Le distanze rimasero invariate per qualche giornata ad aprile: la Juve nel frattempo crollò in casa col Real in Champions (0-3, con spettacolare rovesciata di CR7) e sfiorò la rimonta al Bernabeu, portandosi sul 3-0 e subendo il rigore decisivo al 98′. Smaltita la beffa europea, a metà mese la Juve allungò sul Napoli a +6, ma nel giro di una settimana, a causa del pari a Crotone e del ko interno nello scontro diretto, il vantaggio sui partenopei si ridusse ad un solo punto. A quattro giornate dal termine, il calendario sembrava favorevole ai partenopei, e sembrò confermarlo la trasferta in casa dell’Inter con la Juve che, seppure in superiorità numerica, stava perdendo 2-1, una partita che ebbe infinite polemiche per via di una mancata espulsione di Pjanic. Nel finale però, Cuadrado ed Higuain ribaltarono la gara in tre minuti: il Napoli subì il contraccompo e crollò a Firenze, scivolando a -4. Nel turno successivo, la Juve volo a +6 e virtualmente fu campione d’Italia, confermato il 13 maggio dopo lo 0-0 a Roma con i giallorossi. Chiuse a quota 95 punti, terzo miglior punteggio in serie A. Il 19 maggio, dopo l’ultima in casa col Verona, ci fu il saluto di Gigi Buffon, che lasciava la Juve dopo 17 lunghi anni, sollevando da capitano alla fine il suo settimo scudetto consecutivo. Arrivò anche il quarto double consecutivo in Coppa Italia, travolgendo il Milan 4-0 in finale, dopo aver estromesso Genoa, Torino ed Atalanta. La Juve quindi arrivò al traguardo finale col fiatone, dopo una stagione logorante.

 

ALTRE COMPETIZIONI – Il Napoli superò senza problemi il playoff col Nizza e raggiunse Juve e Roma nei gironi, ma non riuscì a varcarli, retrocedendo in Europa League. La Roma arrivò fino alle semifinali, dove si fermò col Liverpool. In finale a Kiev fu tris per il Real, che sconfisse il Liverpool per 3-1. In Europa League il Milan passò i turni estivi e raggiunse i gironi, passati assieme a Lazio ed Atalanta: gli orobici però uscirono subito ai sedicesimi col Borussia Dortmund, il Milan uscì agli ottavi con l’Arsenal, così come il Napoli, estromesso dl Lipsia dopo aver sfiorato la gran rimonta. mentre la Lazio ai quarti fu travolta dal Salisburgo in rimonta. In finale a Lione l’Atletico Madrid piegò il Marsiglia per 3-0 e vinse dopo 6 anni.  La Supercoppa Europea andò al Real, che superò il Manchester United per 2-1, ai madrileni pure il Mondiale per Club, battendo il Gremio in finale per 1-0.

In serie B, vinse il campionato l’Empoli, che salì assieme al Parma, protagonista di una tripla salita dalla serie D alla serie A in tre anni. I playoff furono vinti dal Frosinone, che sconfisse il Palermo in finale. In C scesero Ternana, Pro Vercelli, Novara ed Entella, dopo il playout con l’Ascoli. Successivamente arrivarono i fallimenti per Cesena, Bari ed Avellino, che non riuscirono ad iscriversi alla successiva edizione.

 

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