STORIE DI CALCIO

Storie di Calcio #6 2016/2017 -Gli acquisti bomba ed il secondo triplete sfiorato

La Nazionale di Conte fece una buona impressione all’europeo  francese, dove a vincere fu il Portogallo di CR7. Il tecnico leccese emigrò in Inghilterra e sulla panchina si sedette Giampiero Ventura.

La Juventus campione uscente segna le operazioni più importanti del mercato estivo: a fronte della cessione-record di Pogba al Manchester Utd per 105 milioni di euro — all’epoca il più oneroso trasferimento nella storia del calcio —, e della decisione del Real Madrid di esercitare la recompra su Morata, arrivano a rinforzare la retroguardia della Vecchia Signora lo svincolato Dani Alves, ex Barcellona, e Benatia dal Bayern Monaco, mentre dalle rivali Roma e Napoli i bianconeri prelevano rispettivamente il centrocampista Pjanić e la punta Higuaín — quest’ultimo giunto a Torino per 90 milioni, all’epoca un esborso-record per il campionato italiano. Perso il capocannoniere del precedente campionato, il Napoli punta su Milik, giovane attaccante prelevato dall’Ajax e messosi in evidenza all’Europeo di Francia 2016, cui fanno seguito gli acquisti di una nutrita schiera di prospetti come Diawara e Zieliński. La Roma ridisegna soprattutto il suo reparto arretrato con vari innesti stranieri, tra cui il centrale Fazio dal Tottenham; giunge inoltre in giallorosso, dal Torino, l’esterno Bruno Peres. Estate di segno opposto per le milanesi. L’Inter, nel frattempo passata di mano ai cinesi del Suning Holdings Group, da una parte si segnala per una corposa opera di rafforzamento che vede gli arrivi del neocampione d’Europa con il Portogallo, João Mário, dallo Sporting Lisbona, dei centrocampisti Banega e Candreva rispettivamente da Siviglia e Lazio, e del promettente attaccante Gabriel Barbosa dal Santos; dall’altra, la società deve affrontare la fine del rapporto in panchina con Roberto Mancini a due settimane dall’inizio del campionato, sostituendolo con l’ex allenatore ajacide Frank de Boer. I concittadini del Milan, che cambiano nuovamente guida tecnica in pochi anni affidandosi stavolta a Vincenzo Montella, optano invece per un mercato di secondo piano che vede principalmente l’approdo di Lapadula, capocannoniere del precedente torneo di Serie B, i ritorni dai prestiti di Paletta e Suso, e la definitiva promozione in prima squadra del giovane Locatelli. Una Fiorentina in chiaroscuro punta prettamente su giovani e sconosciute promesse, affiancando loro l’esperto Carlos Sánchez dall’Aston Villa. Si muovono anche la Lazio, alle cui file si aggiunge l’attaccante azzurro Immobile, e il Torino di Siniša Mihajlović che, pur a fronte della cessione del capitano Glik al Monaco, veste di granata Ljajić, Iago Falque e Castán. La Sampdoria di Marco Giampaolo rivoluziona il suo organico, acquistando giovani e promettenti stranieri tra cui spicca il capitano dei Diables Rouges Under-21 Praet dall’Anderlecht, mentre i concittadini del Genoa, affidati all’artefice della promozione crotonese, Ivan Jurić, si rafforzano con il nazionale lusitano Veloso nonché i promettenti Ocampos e Giovanni Simeone (figlio di Diego). In vista della sua prima esperienza europea, il Sassuolo amplia la rosa con vari prospetti come Lirola, questo ultimo sostituto del partente Vrsaljko, e Sensi, inoltre si avvale in avanti dell’esperienza di Matri. L’Udinese di Beppe Iachini, alle prese con l’addio della bandiera Di Natale, pensa soprattutto a ringiovanire l’organico attingendo, come sua tradizione, a diversi elementi in giro per il mondo, tra cui de Paul. Simile il mercato del Bologna, che a prospetti quali Federico Di Francesco (figlio del tecnico sassolese Eusebio) e Verdi affianca comunque nomi di provata esperienza come quelli di Džemaili e Torosidīs. L’Atalanta, passata nelle mani di Gian Piero Gasperini, si rinforza in ogni reparto con gli ex laziali Berisha e Konko, il nazionale bosniaco Zukanović, e i promettenti Kessié e Spinazzola. Pochi movimenti al contrario in casa Chievo, che si segnala soprattutto per l’acquisto del portiere ed ex capitano palermitano Sorrentino. Sempre tra le provinciali, l’Empoli affidato all’esordiente Giovanni Martusciello punta su veterani della Serie A quali Gilardino e Pasqual, mentre il Palermo fa fronte alle cessioni di Sorrentino e Vázquez con gli arrivi del fantasista Diamanti e di altri elementi di secondo piano. Tra le neopromosse, il Cagliari compie un’interessante campagna acquisti rinforzandosi con il portoghese e neocampione d’Europa Bruno Alves,[11] i nazionali Isla e Tachtsidīs, e l’esperta punta Borriello. Il Pescara puntella la rosa con gli arrivi di vari giovani, tra cui Manaj e Cristante, affiancati dallo svincolato Aquilani. Infine la matricola Crotone, chiamato Davide Nicola in panchina e ceduti due tra i maggiori artefici della storica promozione, Ricci e Budimir, punta come nelle stagioni precedenti su vari e promettenti elementi, come la coppia d’attacco di ex sassolesi Falcinelli-Trotta.

 

Il mercato di riparazione è decisamente in tono minore rispetto alla precedente sessione. Le squadre di vertice si limitano al piccolo cabotaggio: la Juventus rimpolpa le seconde linee con il mediano Rincón prelevato dal Genoa, e cede all’Olympique Marsiglia il terzino Evra nel frattempo finito ai margini; la Roma lascia pressoché immutato il suo organico prendendo solamente l’ex promessa francese Grenier dall’Olympique Lione, mentre il Napoli si limita all’avvicendamento nel reparto avanzato tra l’ex genoano Pavoletti e Gabbiadini ceduto al Southampton.  A segnalarsi è soprattutto l’Inter che, con un cospicuo esborso, si assicura il giovane prospetto Gagliardini messosi in evidenta con l’Atalanta nella prima parte del campionato. Al contrario i concittadini del Milan non riportano operazioni di rilievo limitandosi agli arrivi delle giovani ali Ocampos e Deulofeu, rispettivamente da Genoa ed Everton, e alla cessione di Niang al Watford. La Fiorentina preleva il portiere Sportiello dall’Atalanta e il trequartista Saponara dall’Empoli. Tra le formazioni di secondo piano, a incassare i maggiori profitti dalle cessioni sono Atalanta e Genoa; in particolare, i rossoblù riaccolgono l’ex Pinilla, svincolatosi dall’Atalanta. Sassuolo e Torino si rinforzano in mezzo al campo, rispettivamente, con l’interno Aquilani e l’ala Iturbe, mentre la Sampdoria, che nel frattempo chiude definitivamente il rapporto con il fuori rosa Cassano, tessera il nazionale polacco Bereszyński. Nella parte bassa della classifica, l’Empoli preleva El Kaddouri dal Napoli, mentre il Palermo si libera dei suoi migliori giocatori cedendo Hiljemark (al Genoa) e Quaison (al Magonza); al contrario il Pescara tenta di invertire la rotta e raggiungere la salvezza rivoluzionando la sua rosa,ricorrendo tra gli altri a elementi di provata esperienza come Bovo, Stendardo, Muntari e Gilardino.

La partenza nel weekend del 20 e 21 agosto 2016 è da quell’anno la più anticipata di sempre:il campionato vede la Juventus campione uscente del precedente lustro, prendere immediatamente la testa della classifica: l’inaspettata sconfitta del 18 settembre 2016, contro un’altalenante Inter le cui fortune sono legate prettamente alla vena realizzativa di Icardi, non lascia strascichi nei bianconeri che alla sosta di ottobre possono vantare un discreto margine sul terzetto formato dalle romane e dal Milan. Proprio i rossoneri, reduci da un deludente triennio e per questo non accreditati in estate di un cammino di vertice, costituiscono l’iniziale rivelazione; una conferma in tal senso giunge alla nona giornata, quando la vittoria sui campioni d’Italia (alla seconda caduta stagionale, sempre al Meazza) spinge la formazione di Montella al secondo posto, accreditandola di rinnovate velleità tricolori. Le posizioni rimangono immutate alla pausa di novembre, con gli uomini di Allegri a tenere a distanza le più dirette inseguitrici: un gruppo composto dalla Roma di Spalletti, trascinata da un Džeko apparso rigenerato rispetto alla scialba precedente stagione, dal Milan, dalla Lazio, dall’outsider Atalanta e dal Napoli; proprio in queste settimane si palesa l’interlocutorio momento dei partenopei di Sarri, pure issatisi in testa dopo quattro turni, ma a dispetto delle attese estive scivolati poi lontano dalla vetta, pagando sia le cadute negli scontri diretti contro giallorossi e bianconeri, sia l’infortunio patito con la maglia della Polonia dal loro centravanti Milik, costretto in ottobre a un lungo stop dopo peraltro un convincente avvio sottorete. Tra le sorprese positive di questo primo scorcio di stagione spiccano su tutti i bergamaschi di Gasperini: la squadra orobica, dopo un avvio difficile, emerge alla distanza inanellando una serie di nove risultati utili (in cui eguaglia la propria striscia record di sei successi, ottenuti anche battendo avversarie ben più quotate quali Roma, Napoli e Inter), che la porta sul finire dell’autunno a ridosso della zona Champions. Sul piano opposto, invece, si colloca l’altra squadra nerazzurra, l’Inter: la compagine milanese, nonostante gli importanti investimenti sul mercato, si attanaglia in una crisi tecnica nonché tensioni extrasportive che portano, a inizio novembre, all’avvicendamento tecnico tra de Boer e Stefano Pioli. Per quanto concerne la lotta salvezza, le neopromosse Pescara e Crotone palesano subito difficoltà, con risultati che le inchiodano sul fondo della graduatoria già in autunno, insieme al Palermo e, appena sopra la zona retrocessione, l’Empoli.  La Juventus si laurea campione d’inverno per la quinta volta in sei anni, con due giornate d’anticipo, battendo 1-0 la Roma in casa con una rete di Higuain. I bianconeri sono i primi a chiudere un anno solare con 100 punti, frutto di 33 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte in tutto il 2016.

 

La Juventus prosegue il suo cammino in testa alla classifica, stabilendo il record di 38 partite di campionato consecutive senza pareggi (interrotto dal pareggio 1-1 in casa dell’Udinese a inizio marzo). Alle spalle dei bianconeri, Roma e Napoli, staccate, alla sosta di marzo per le nazionali, di 8 e 10 punti, restano saldamente in zona Champions. Alle spalle del trio di testa, si delinea il gruppo di squadre destinate a contendersi i posti per l’Europa League: Lazio, Atalanta, Milan, Inter, racchiuse nello spazio di cinque punti. In coda, invece, la situazione sembrava già definita, con Palermo, Crotone e Pescara (la cui prima vittoria sul campo arriva solo alla venticinquesima giornata, la prima con Zeman in panchina, in precedeza solo un 3-0 a tavolino in casa del Sassuolo, a causa della posizione del neroverde Ragusa, il cui trasferimento non fu ancora regolarizzato) che parevano patire un distacco quasi incolmabile dalla quart’ultima, l’Empoli; tuttavia un lungo digiuno di vittorie dei toscani ha permesso ai calabresi, a 7 giornate dal termine, di accorciare il distacco anche grazie alla sorprendente vittoria casalinga contro l’Inter, successiva al loro primo successo esterno in massima serie, sul campo del Chievo.

Al termine della trentatreesima giornata arriva il primo verdetto del campionato, con la retrocessione aritmetica in Serie B del Pescara con 5 turni di anticipo; giornata altresì caratterizzata dall’elevato numero di segnature, ben 48, che eguaglia il record assoluto per la Serie A risalente alla quinta giornata del campionato 1992-1993 (disputato a 18 squadre). Al termine del trentacinquesimo turno, anche il Palermo, a seguito del futile pareggio per 1-1 in trasferta contro il Chievo, retrocede matematicamente nel campionato cadetto dopo tre anni in massima serie. In coda la corsa inizia a due giornate dal termine, con 3 squadre (Genoa, Empoli, Crotone) ristrette in soli 2 punti e con 2 posti salvezza liberi. Liguri che, però, riescono a salvarsi con 36 punti battendo il Torino alla penultima. Al penultimo turno arriva anche la certezza matematica del sesto titolo consecutivo (record assoluto nella storia del calcio italiano) per la Juventus, dopo la vittoria interna sul Crotone; per la squadra bianconera si tratta anche del terzo double consecutivo, avendo vinto anche la Coppa Italia per la terza stagione di fila, altro risultato senza precedenti. Decise anche le squadre che disputeranno la prossima Europa League: Atalanta, Lazio (entrambe qualificate alla fase a gironi) e Milan, che partirà dal terzo turno preliminare, tornando a disputare una competizione europea dopo tre stagioni consecutive di assenza, precedendo a fine campionato l’Inter di un punto (le due squadre milanesi non concludevano un campionato con un distacco minimo da trentuno anni).  All’ultimo turno la Roma conquista l’accesso diretto alla fase a gironi della Champions League, battendo 3-2 in casa il Genoa, in quella che è stata l’ultima partita in carriera della bandiera giallorossa Francesco Totti. Questo risultato rende ininfluente la vittoria del Napoli 4-2 in trasferta contro la Sampdoria, con la squadra partenopea che affronterà il play-off della massima competizione europea. In coda invece il Crotone conquista una clamorosa salvezza vincendo sulla Lazio 3-1 (la squadra calabrese ottiene 20 dei suoi 34 punti complessivi nelle ultime nove giornate di campionato), grazie alla contemporanea vittoria interna del Palermo, già retrocesso, sull’Empoli per 2-1, che condanna i toscani alla Serie B dopo tre stagioni di permanenza nella massima serie.

JUVE, RIPETENDO IL 2015 – In estate l’addio più pesante fu quello di Pogba, venduto per bel 105 milioni al manchester United. Con questa cifra, la Juve riuscì ad allestire una campagna acquisti sontuosa: sul fronte cessioni, anche Morata lasciò il club, riscattato dal Real, e lasciarono anche gli svincolati Rubinho e Caceres, mentre Pereyra e Zaza furono ceduti all’estero. Arrivarono l’esperto Dani Alves, svincolatisi dal Barcellona, e Benatia in difesa, Cuadrado fiìu riconfermato dal Chelsea in mezzo, mentre arrivarono Planic ed Higuain, quest’ultimo pagando la clausola di 90 milioni messa da De Laurentiis. Completò l’organico l’inserimento del giovane croato Pjaca.

Al debutto il 20 agosto, il neoacquisto Higuain lasciò subito il suo marchio, decidendo la sfida con la Fiorentina dopo 6′ dal suo ingresso in campo. Dopo altri due successi con Lazio e sassuolo, che proiettarono la Juve in vetta, arrivò il ko in casa dell’Inter il 18 settembre che causò il sorpasso in vetta da parte del Napoli. Tutto però durò un solo turno, perchè la Juventus riprese il comando nel turno successivo e non lo perse più, nonostante altre due sconfitte in casa di Milan e Genoa. La Juve alternò alle vittorie anche le poche sconfitte: chiuse l’andata con 16 vittorie e 3 ko, senza neppure un pari. Tra i successi, quello del 29 ottobre sul Napoli, deciso proprio da Higuain, e quello del 17 dicembre sulla Roma, ancora col Pipita a segno, che laureò la Juve campione d’inverno, chiudendo l’andata con 45 punti, 4 più della Roma. In Champions la Juve vinse il proprio girone col primo posto, centrando gli ottavi dopo la vittoria nella decisiva trasferta di Siviglia al penultimo turno. A fine anno a Doha si giocò la Supercoppa italiana, ma la Juve fu battuta ai rigori dal Milan, diventando la prima squadra vincitrice di entrambi i trofei a perdere la finale. Il Milan tornò a vincere un trofeo ufficiale dopo 5 anni.

Il girone di ritorno si aprì subito con una sconfitta a Firenze, tuttavia la Juve non risentì del quarto tonfo in campionato, mettendo insieme altri cinque successi consecutivi. A marzo ad Udine arrivò il primo pari dopo 38 giornate, poi lo scontro diretto a Napoli di inizio aprile finì in parità, mantenendo i 6 punti di vantaggio sulla Roma e 10 sul Napoli. Ad aprile la Juve gestì il vantaggio rassicurante sulle inseguitrici, anche se arrivarono due pareggi a Bergamo ed in casa nel derby (interrompendo una striscia di 33 successi consecutivi in casa) che furono gli unici punti persi allo Stadium  ed un ko in casa della Roma che vide riavvicinare le inseguitrici Roma e Napoli a -5 e -6 e ritardare l’ufficialità del titolo fino alla penultima, col 3-0 interno al Crotone. La Juve vinse poi anche l’ultima a Bologna (con gol al 93′ di Kean, primo millennials a segnare in serie A, poi battuto il giorno dopo dal genoano Pellegri) il 27 maggio ed eguagliò i 91 punti della stagione precedente. La Champions League proseguì: dopo l’affermazione sul Porto agli ottavi, arrivò l’impresa sul Barcellona ai quarti (storico 3-0 con un superbo Dybala nella gara d’andata), poi fu sconfitto il Monaco in semifinale. In Coppa italia tutto ok per la Juve, che eliminò nell’ordine Atalanta, Milan, Napoli e poi in finale piegò la Lazio per 2-0, con gol di due difensori, Bonucci e Dani Alves. Ottenuto il terzo double di fila, la Juve puntò sul grande slam, ma a Cardiff si ruppe qualcosa, e  solo lo spettacolare gol in rovesciata di Mandzukic fu la cosa positiva di una nottata finita malissimo, con un netto ko per 4-1 col Real ed incidenti in piazza a Torino che causarono un morto, per il settimo ko in una finale di Champions.

ALTRE COMPETIZIONI – Nulla di fatto per la Roma, travolta dal Porto in casa nel preliminare estivo, il Napoli si fermò agli ottavi col Real. In Europa League il Sassuolo passò i preliminari estivi, ma poi alla fase a gironi, nonostante un 3-0 all’Athletic Bilbao all’esordio, si fermò, così come l’inter, uscito in un girone dopo aver perso due volte con i modesti israeliani dell’Hapoel Beer Sheva. La Roma uscì ai sedicesimi, subendo una clamorosa debacle casalinga (da 2-1 a 2-4) col Borussia M. La Roma si arrese agli ottavi col Lione. In finale a Gotebotg il Manchester United di Mourinho sconfisse l’Ajax per 2-0. La Supercoppa Europea ed il Mondiale per Club purono tutti ad appannaggio del Real, che sconfisse rispettivamente il Siviglia per 3-2 al 119’ed i giapponesi del Kashima Antlers (prima asiatica a raggiungere la finale) per 4-2.

In serie B, fu la SPAL ad uscire alla distanza ed a vincere il campionato dopo ben 49 anni, seguita dal Verona. I playoff a sorpresa furono vinti dall’esordiente Benevento, primo club debuttante in B proveniente dalla C1 a salire direttamente, in finale sul Carpi. Niente playout: scendono le penalizzate Latina e Pisa, seguite dal Trapani (finalista playoff la stagione prima) e dal Vicenza.

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