DomenicaNO.. il punto!

Sempre la stessa st8ria!

Era stata mediaticamente presentata come l’evento calcistico/sportivo italiano meno appoggiato politicamente/socialmente dell’era moderna, con l’indignazione di pseudo giornalisti, addetti ai lavori, cantanti, presentatori, personaggi “famosi” caduti nel dimenticatoio che sentivano il dovere di dire la propria opinione, gente “normale” e fenomeni da tastiera.

Verrà ricordata per le polemiche, per la “solita Juve che rubba”, per “l’utilizzo del VAR quando conviene a loro”.

A rimarcare il buonismo insensato di un Paese che di buono, nella propria morale, ha ben poco. Cosa importa del sessismo, del razzismo, della (presunta) arretratezza socio-culturale, quando poi la Juve vince.

Il punto è che non si parla (MAI o quasi) di calcio giocato, è sempre meglio approfondire presunti temi sociali (importanti e giusti, per carità) e buttarla in bagarre sull’episodio “dubbio” fomentando tensioni già esasperate.

Il pre e post Supercoppa ci lascia questo preciso messaggio:

se gioca (e soprattutto se vince) la Juve, si parla sempre di altro. Mai un riconoscimento, mai un merito particolare, mai un’analisi approfondita del perchè si è perso. Sempre una polemica, sempre un piagnisteo, sempre una scusa: come quando prendevi un brutto voto a scuola e davi la colpa alla maestra che t’aveva fatto quella domanda che non sapevi.

Studiavi meglio e prendevi un buon voto (e parla un esperto).

Bene, dopo aver fatto il doveroso e dovuto preambolo socio-culturale che ben vorrei evitare, ma d’altronde così è la vita (in Italia), passiamo alla partita giocata.

La partita giocata ci racconta di una squadra sfavorita, il Milan, che ha tenuto aperto il match fino alla fine, imbrigliando tatticamente la Juventus e provando a far male in ripartenza.

La cronaca sportiva ci parla di una “brutta partita”, la stessa cronaca che da voce ai tanti detrattori di Massimiano Allegri, il quale, è bene ricordarlo, ha alzato il proprio decimo trofeo in 4 anni e mezzo di storia personale bianconera.

Opinione personale è che quei detrattori, nonostante io stesso riconosca la forza e la qualità di questa Juventus, dimenticano che dall’altra parte c’è un avversario valido e meritevole di rispetto.

Lo stesso rispetto che l’avversario e il tifoso medio avversario dovrebbe riporre verso la squadra bianconera, piuttosto che appellarsi a scuse e teorie stupide e infondate partita dopo partita.

La partita di ieri ci lascia anche una moviola ben fornita, tutto verissimo, coadiuvata dallo strumento tecnologico che tutti conosciamo come VAR e che lo stesso “popolo” antiJuve negli anni passati ha reclamato a gran voce come “rimedio a tutti i mali”:

nel giro di un anno e mezzo si è quindi poi passati da “La Juve vince perchè non c’è la tecnologia” all’odierno “La juve vince perchè c’è il VAR”.

Fantastico. Ci sarebbe da ridere e molto, ma viene da quasi da piangere. L’arretratezza culturale è evidente ed è una piaga sociale, anche e (in Italia) soprattutto nel gioco del calcio.

Insomma questa benedetta moviola ci lascia, nell’ordine, episodi dubbi in area di rigore rossonera, da ambo le parti a centrocampo e, infine, in area bianconera.

Sul primo Zapata allarga leggermente il braccio su cross di Ronaldo da posizione ravvicinata (curioso il riferimento al mani di Benatia dell’ultimo Milan- Juve dove il rigore venne assegnato ” più che giustamente”)

Banti lascia correre e non controlla il VAR

Sul secondo (nemmeno tenuto in considerazione dalla moviola RAI) Ronaldo cerca il tiro in area di rigore e viene toccato da (mi pare, visto che di replay ce ne sono ben pochi) Kessie, che era stato anticipato.

Banti lascia correre e non va al VAR.

Matuidi rifila un pestone a Calabria e non viene ammonito (la sanzione sarebbe stata giusta)

Banti viene quindi accusato di disparità di trattamento, visto che un minuto dopo espellerà (sacrosantemente si può dire? Se non esiste, lo editiamo ora) Kessie per un intervento killer e nettamente in ritardo su Emre Can.

Un parere diffuso recita “per la stessa cosa non ha nemmeno ammonito Matuidi ed espelle Kessie”.

“La stessa cosa” capite, per loro è “la stessa cosa”.. Nonostante i replay, il VAR, la tecnologia, rimane “la stessa cosa”. Per me “la stessa cosa” è l’ignoranza e la non obbiettività di chi non ammette l’evidenza prima e dopo aver rivisto dei chiari ed esemplificativi replay.

Comunque, Banti che aveva in un primo momento ammonito Can, viene richiamato al VAR, il quale diventa automaticamente “strumento a favore della Juve”, mica perchè ha sbagliato nel giudizio, ma perchè è stato usato appunto per un episodio giusto ma “a favore” della Juve.

Una disequazione vera e propria.

La partita continua, la Juve spreca (come al solito) le sue chances per chiuderla e al minuto 89 Can “entra” su Conti (nettamente già in caduta e, come evidenziato da replay, tirando la maglia dell’avversario) ma Banti fa giocare esattamente come i primi due episodi in area milanista, senza andare al VAR (ma presumibilmente indirizzato dal Silent check).

La mozione popolare è quindi “Ma perchè con loro va al VAR (seppure per un episodio nettamente giusto) e con noi no?”

Forse perchè si tratta di episodi di diversa entità e/o situazione? E nelle uguali situazioni (interventi in area di rigore) si è avuto lo stesso identico trattamento?

Elencati tutti gli episodi a voi l’ardua sentenza.

Ah, quasi dimenticavo:

per rimarcare questa “disparità di trattamento” ecco sollevato il dubbio su un fuorigioco (fino a quel momento non tenuto proprio in considerazione) di Cutrone nel primo tempo, millimetrico secondo la tecnologia, di mezzo metro buono secondo “loro” guardando un fermo immagine trasversale con A. Sandro in basso a “tenere in gioco” l’attaccante.

Avete capito bene, dopo le polemiche passate (Galliani Geometra docet) e con la tecnologia in uso, si fa ancora riferimento ad un fermo immagine trasversale per alimentari fantasmi e polemiche inutili.

In tutto ciò la voce unanime è “Potevano aspettare e poi rivederla al VAR”.

Ma solo perchè è un episodio “dubbio a favore della Juve”, altrimenti state sicuri sarebbe stato (come effettivamente è quando è “contro” la Juve) “fuorigioco giusto o al limite, il guardalinee fa bene ad alzare, sennò gli si tolgono i meriti ed il senso del proprio lavoro”.

Insomma, la questione è che la polemica si può fare ovunque, argomentando a proprio piacimento.

E in questo, l’italiano medio è davvero Campione del Mondo.

Se chiunque, addetti ai lavori, allenatori, dirigenti, presidenti, pseudo giornalisti, scrittori, tifosi illustri e comuni, mettessero un terzo dell’impegno profuso a mistificare fatti, parole, episodi e giustificare sconfitte, nel loro lavoro, vivremmo sicuramente in un Paese migliore.

Fino ad allora continueremo a buttarci vicendevolmente odio e fango addosso, finchè qualcuno (ovviamente) continuerà a farsi del male e poi, senza un minimo di pudore, gli stessi fenomeni che hanno alimentato e fomentato quell’odio, “piangeranno” facendoci (nuovamente) servizi ed editoriali sopra.

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