Nero Su BIanco

Apologia della J

Il lancio della linea di abbigliamento “Icon Colletion” da parte della Juventus, con tanto di video ufficiale a sottolinearne l’importanza per la Società bianconera, è stato un passo aziendale che molti tra i tifosi juventini (e non solo) avranno sicuramente notato. Questa linea di abbigliamento streetwear a prescindere dai gusti soggettivi estetici è oggettivamente un passaggio innovativo per il Club di Torino, che anche su questo campo si pone davanti a tutti i suoi competitors nazionali. L’intento della Juventus con il cambio di logo avvenuto appena due anni fa era proprio questo e, ricordando le parole del presidente Andrea Agnelli durante l’apposito evento vernissage svoltosi a Milano, il concetto ora è più chiaro per tutti: aprirsi a mercati più lontani, arrivare laddove una cultura diversa permetta soprattutto ai giovani di potersi vestire griffati Juventus, conquistare un target di ipotetici nuovi fans battendo le strade che portano al popolato continente asiatico e a quello ricco nord americano, fare in modo che i millenial e i post millenial vestano nel tempo libero abbigliamento juventino.

Vi riproponiamo perciò con piacere cosa scrivemmo all’indomani della presentazione della J due inverni fa.


 

Il nostro nuovo stemma appena presentato ha sollevato subito critiche e perplessità in molti tifosi.

Certo, in molti lo hanno subito amato, ma altri proprio non ce l’hanno fatta ad accettare questo cambiamento radicale di concezione ed estetica.
Sono sicuro però che tutti o quasi in seguito capiranno questa scelta geniale.

Juventus significa Gioventù, con tutta la forza delle idee, la voglia di rischiare, la capacità di sognare che quel periodo della vita racchiude.
Sempre primi, sempre avanti​: nel campo, nella programmazione, nella lungimiranza, nel coraggio, nelle intuizioni.
Il cambiamento non deve spaventare, il cambiamento è vita che si rinnova e sprigiona positività.
Radicati nel passato con la testa al futuro.
Innovazione, semplicità, immediatezza, efficacia.
C’è tutto nella nuova creazione.

Ulteriori prove della beneficità della J per il mondo juventino:

– Di squadre bianconere, anche abbastanza conosciute, ce ne sono parecchie in Italia (Udinese, Siena, Ascoli, tutte per altro a strisce verticali, o ancora Spezia e Cesena), per non parlare in Europa (Newcastle, Besiktas, Derby e Notts County, Fulham, Swansea, Sturm Graz, Valencia, Salamanca, Boavista, Victoria Guimares) se non addirittura in Sud America (Corinthias, Santos, Atletico Mineiro, Botafogo, Vasco Da Gama).
Quindi non certo un unicum su cui investire il proprio futuro e dare potenza al proprio marchio, o brand visto che va più di moda questa parola.
Inoltre, se vogliamo essere pignoli e parlare di storia, origini e tradizione, il nostro colore sociale agli albori era rosa, solo per un errore di spedizione divenne bianconero.
La J invece…lei c’è sempre stata.

– Di squadre con la J abbastanza o minimamente conosciute in Italia non vi è traccia o quasi, mi perdonino per la scarsa considerazione i tifosi di Juve (e aridaje) Stabia o dello Jesi o dello Jesolo.
In Europa con la J solo scartine di dubbia rilevanza.
Nel resto del mondo “conosciuto” addirittura non me ne viene in mente nessuna (parlo di Sud America – l’Argentino Juniors ha una J nel nome ma non è suo tratto distintivo e peculiare – gli altri campionati del resto del globo non sono concorrenziali).

– L’esempio più semplice per capire quanto la Juventus e la sua J siano uniche e sia quindi allo stesso tempo illuminato, doveroso e scontato puntare su di essa per questa impegnativa, innovativa ed epocale svolta, è ricordarsi di noi da bambini e dei nostri ALBUM DI FIGURINE PANINI: tutte le lettere dell’alfabeto nel corso degli anni sono state utilizzate da centinaia di squadre, alcune addirittura inflazionate, ma l’unica magica che era da sola tra quelle pagine, anno dopo anno, generazione dopo generazione, era la NOSTRA J.
Di un altro passo proprio.
Invidiataci da tutti perché gli studenti del D’Azeglio che ci hanno dato nome e natali in quel lontano novembre 1897 ci hanno reso unici, speciali, diversi, Juventini.

La J dunque è la cosa più storica che abbiamo, la scelta del nostro nome con quella iniziale viene prima del bianconero, prima delle strisce, prima delle zebre.
La J è tutta la nostra storia, personalmente mi identifico in lei più che in qualsiasi altra cosa tanto da arrivare a tatuarmela sul braccio diversi anni fa assieme all’anno di fondazione.
Abbiamo fatto un salto nel futuro determinante.
Ce lo sapremo ridire tra qualche anno, quando altri con grave ritardo proveranno a copiarci.
Chi copia sta sempre un passo indietro. Forse più di uno.

 

Lorenzo Nicoletti

 

 

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