STORIE DI CALCIO

Storie di Calcio: 2009/2010 – La peggior Juve di sempre nell’anno del Triplete interista

La nazionale di Lippi debuttò nell’estate 2009 alla Confederation’s Cup, ma l’esito fu pessimo, battuta dall’Egitto e travolta dal Brasile. Almeno strappò l’accesso al mondiale sudafricano ad ottobre.

Da questa stagione, i turni che si sarebbero disputati prima della sosta di settembre si sarebbero giocati tutti in notturna. Inoltre la contemporanea fu garantita solo negli ultimi due turni, ma in realtà solo il penultimo turno ebbe tutte le gare in contemporanea: quel turno del 9 maggio 2010 resta tuttora l’ultimo con tutte e 10 le sfide alla stessa ora.

L’Inter operò un corposo rinnovamento della rosa, rivoluzionando in particolare il reparto avanzato con le partenze di Ibrahimović, Cruz e Crespo e gli arrivi di Eto’o, Milito e Sneijder; il mercato nerazzurro fu completato dagli ingaggi del centrale difensivo Lúcio e del regista Thiago Motta mentre salutarono il club Burdisso, Maxwell e Figo. La Juventus, partita con rinnovate ambizioni di successo finale e con Ferrara confermato in panchina, portò a Torino il trequartista Diego e il mediano Felipe Melo, oltre ai difensori Cannavaro, Grosso e Cáceres; tra le partenze si segnalarono quelle del centrale di difesa Mellberg, del mediano Zanetti e degli esterni Marchionni e Nedvěd, quest’ultimo ritiratosi al termine della stagione precedente. Il Milan, dopo aver scelto Leonardo in sostituzione del partente Ancelotti, salutò a vario titolo Beckham, Senderos, Emerson e Shevchenko ma soprattutto il capitano Maldini, ritiratosi l’anno prima, e il fuoriclasse Kaká, ceduto in Spagna per una cifra record e rimpiazzato dal centravanti Huntelaar. La Fiorentina non effettuò movimenti di rilievo a parte la cessione di Melo, sostituito da Zanetti, così come Roma e Lazio, nel frattempo passata a Ballardini, che si limitarono ad accogliere rispettivamente Burdisso e Cruz.Tra le più attive il Napoli, affidato a Donadoni, che prese il portiere De Sanctis, il difensore Campagnaro, il terzino Zúñiga, i registi Cigarini e Datolo e l’attaccante Quagliarella, lasciando partire i centrocampisti Blasi e Mannini e il centravanti Zalayeta. Il Genoa sostituì il partente Milito con Palacio. Ill Palermo inserì il trequartista argentino Pastore, l’Udinese inserì il colombiano Cuadrado, il Bologna inserì Raggi e Zalayeta, il Cagliari prese il campione del mondo Barone, l’Atalanta prerse Amoruso e Chevanton nel mercato invernale,. Il Bari, tornato in serie A dopo 8 anni, passava da Conte a Ventura ed inseriva Almiron e Meggiorini, Il Catania inserì Maxi Lopez a gennaio. Infine la neopromossa Parma prese Panucci, Zaccardo e Bojinov.

Il campionato partì presto, nel weekend del 22 e 23 agosto 2009,   Alla sosta di settembre, giunta dopo 180′, la Roma ha già optato per il cambio in panchina: al dimissionario Spalletti subentra Ranieri, che la Juventus aveva esonerato nel maggio precedente.Gli stessi bianconeri sono protagonisti in avvio, al pari delle genovesi e della Lazio (sconfitta dall’undici piemontese alla terza giornata). Un primo spartiacque è rappresentato dal 6º turno, che va a chiudere il mese di settembre. La classifica muta con gli anticipi del sabato, in cui sorridono Sampdoria e Fiorentina che – battendo rispettivamente Inter e Livorno – si trovano ad occupare le prime due posizioni. La domenica (che fa registrare ben 4 pareggi col risultato di 1-1) vede lo stop torinese contro il Bologna, riuscito ad agguantare il pari nel recupero. Il Napoli si rialza dopo una partenza stentata, confermata invece dal Milan. Con 15 punti, i blucerchiati guidano la classifica per una settimana, ovvero fino alla sosta di ottobre. Il periodo successivo, segnato dal rallentamento partenopeo e dalla ripresa rossonera, incorona l’Inter che – anche in questo torneo – si conferma padrona del campionato. La formazione di Mourinho non incontra ostacoli sino a dicembre quando cade sul campo della Juventus, che si avvicina così alla vetta. Il derby d’Italia capita nella stessa giornata di quello romano, vinto dai giallorossi contro una Lazio a secco di successi da agosto. Dal canto dei bianconeri, l’aver sconfitto i campioni d’Italia si rivela un fuoco di paglia considerati i seguenti crolli con Bari e Catania (vittorioso, per l’ultima volta, a Torino nel 1963). L’Inter, nonostante il pari contro un’Atalanta sempre più immersa nella lotta per la salvezza (e che ha già sostituito Gregucci), porta a casa – per il 4º anno di fila – il titolo di metà stagione.  Degno di nota il cammino della Roma, rinvigorita dal cambio in panchina: i giallorossi prendono a risalire la classifica, assestandosi nelle zone di vertice. La permanenza nei bassifondi, oltre ai bergamaschi, interessa invece anche Livorno e Siena.

I progressi dei capitolini sono confermati all’inizio del girone di ritorno, con 6 vittorie in altrettante uscite.Nel frattempo l’Inter accusa uno sbandamento, pareggiando per ben 4 volte tra febbraio e marzo: la striscia negativa culmina nella sconfitta di Catania per un crollo che permette ai giallorossi ed al Milan, riaffacciatosi nei quartieri alti della classifica, di accorciare le distanze. Lo scontro diretto del 27 marzo viene vinto per 2-1 dagli uomini di Ranieri, che riducono ad una sola lunghezza il divario. 

Diego Milito conferma quanto di buono fatto vedere al Genoa nella stagione precedente e con 22 reti contribuisce in maniera decisiva alla vittoria dello scudetto.

Il sorpasso si concretizza 2 giornate più tardi, quando i nerazzurri vengono bloccati sul pari dalla Fiorentina e la Roma piega l’Atalanta. I risultati del 35º turno ribaltano tuttavia la situazione, con i milanesi che tornano in testa (sempre battendo i bergamaschi, ormai prossimi alla retrocessione) e i giallorossi sconfitti dalla Sampdoria. Viene così determinato un distacco di 2 punti, che rimane tale nelle partite successive in cui entrambe le formazioni riportano 3 vittorie: trionfando a Siena il 16 maggio, nel giorno del 65º compleanno del presidente Moratti, l’Inter si aggiudica il quinto tricolore consecutivo. Per la Roma, oltre al secondo posto che vale l’ingresso diretto in Champions League, vi è la soddisfazione di aver totalizzato il maggior numero di punti dopo l’avvicendamento alla guida. Gli altri due piazzamenti per la massima competizione continentale sono occupati dal Milan e dalla Sampdoria, riuscita a prevalere in volata sul Palermo.  Ai rosanero non sfugge comunque la qualificazione all’Europa League, torneo al quale prenderanno parte anche Napoli e Juventus: se i partenopei traggono giovamento dall’arrivo di Mazzarri (subentrato a Donadoni in ottobre) per i torinesi (anch’essi al cambio della guardia a fine gennaio, con Zaccheroni che subentra a Ferrara) è il raggiungimento dell’obiettivo minimo dopo una stagione anonima. Da segnalare le ottime prestazioni di due neopromosse come il Parma e il Bari, che si piazzano rispettivamente all’ottavo e al decimo mettendo in mostra anche un buon calcio.Negativo invece il campionato di Fiorentina e Lazio che chiudono rispettivamente all’undicesimo e al dodicesimo posto. Lasciano la massima categoria l’Atalanta, il Livorno e il Siena : i bianconeri fanno così ritorno in cadetteria dopo 7 stagioni, per la prima retrocessione dalla A capitata loro. Capocannoniere fu Antonio Di Natale dell’Udinese con 29 gol.

JUVE, DISASTRO TOTALE – Salutata la bandiera Nedved, ritiratasi al termine della stagione precedente, la Juve partì con un nuovo ciclo: in difesa tornò Cannavaro e fu preso l’altro campione del mondo Grosso, oltre all’uruguagio Caceres. A centrocampo furono inseriti i brasiliani Diego e Felipe Melo. Tra le cessioni, Mellberg passò all’Olympiacos, e Marchionni e Zanetti passarono alla Fiorentina .

La Juve partì bene: vinse le prime quattro gare, tra cui due trasferte consecutive a Roma: con i giallorossi Diego diede spettacolo, ma poi si infortunò nella successiva gara con la Lazio. A fine settembre la Juve cominciò a perdere colpi, soprattutto quando fu raggiunta in casa dal Bologna al 91′, svanendo la possibilità di una vetta solitaria della classifica per la prima volta dal ritorno dalla B. Il rendimento restò deficitario per tutto il girone d’andata, in cui l’unico acuto vero fu il successo interno sull’Inter del 5 dicembre. Tra dicembre e gennaio ci fu un autentico tonfo: in campionato la Juve perse cinque delle successive sei gare, uscì in modo disastroso dalla Champions, crollando in casa col Bayern Monaco e retrocedendo in Europa League e dai quarti di Coppa Italia, perdendo 2-1 in casa dell’Inter. Questa sconfitta costò la panchina a Ciro Ferrara: a fine gennaio gli subentrò Alberto Zaccheroni, e nel mercato invernale venne inserito il prospetto Candreva e richiamato Paolucci. Le cose non migliorarono di molto col tecnico romagnolo, anzi, dopo due incoraggianti successi ad Amsterdam nel debutto in Europa League e Bologna e Firenze arrivò il patatrac in Europa League, dove agli ottavi la Juve crollò di scianto in casa del Fulham, dilapidando il 3-1 dell’andata, dopo che le cose sembravano mettersi bene trovando subito il vantaggio. La Juve chiuse perdendo quattro delle ultime cinque trasferte di campionato e si classificò settima, peggior piazzamento dal 1991. Riuscì a strappare un posto in Europa dai preliminari estivi di Europa League. In estate arrivarono anche gli addii di Trezeguet e Camoranesi, altre due bandiere che lasciavano, e Zaccheroni non fu ovviamente confermato.

ALTRE COMPETIZIONI – Fu la stagione dell’Inter di Mourinho, che abbinò lo scudetto alla Champions: dopo aver estromesso club del calibro di Chelsea e Barcellona, in finale a Vienna piegò il Bayern per 2-0, con doppietta di Milito: i nerazzurri rivinsero dopo un periodo di 46 anni e diventarono il primo (e finora unico) club italiano a centrare il treble, vincendo anche la Coppa Italia. Da questa stagione le prime tre erano ammesse direttamente alla fase a gironi: solo la quarta disputava il preliminare estivo. La Fiorentina lo passò, ed uscì agli ottavi, quando fu inutile un 3-2 casalingo al Bayern. Fuori in quel turno anche il Milan, travolto dal Manchester United. La Coppa UEFA manteneva lo stesso trofeo, ma da questa stagione diventava Europa League, istituendo subito otto gironi a quattro modello Champions da settembre, con la peggiore classificata dei maggiori campionati europei che avrebbe disputato due turni preliminari estivi. La Roma passò i due turni estivi, mentre il Genoa e Lazio non passarono il girone. I giallorossi uscirono subito ai sedicesimi per mano del Panathinaikos, al turno dopo toccò alla Juve proveniente dalla Champions. In finale ad Amburgo l’Atletico Madrid ebbe la meglio ai supplementari sul Fulham (che nel turno precedente estromise proprio i padroni di casa della finale) per 2-1. La Supercoppa Europea il Barcellona piegò lo Shaktar con un gol di Pedro a 5′ dai rigori. I catalani vinsero anche il Mondiale per Club, superando ad Abu Dhabi in finale l’Estudiantes ai supplementari per 2-1: decisero Pedro e Messi.

La Coppa Italia tornò a replicare in finale Inter-Roma, dopo la pausa della stagione precedente: l’Inter vinse ancora, avviando il suo “treble”: nella finale decise un gol di Milito. In semifinale giunsero Fiorentina ed Udinese. La Supercoppa Italiana si svolse per la prima volta in Cina, a Pechino, e vide il successo della Lazio sull’Inter per 2-1: i capitolini vinsero questo trofeo dopo 9 anni. In serie B risalirono Lecce e Cesena, questi ultimi dopo ben 19 anni. La terza a salire fu il Brescia, che sconfisse il Torino nella finale playoff, risalendo dopo 5 anni. Agli spareggi presero parte anche matricole rivelazione come Sassuolo e Cittadella. In C scese la Triestina, dopo aver perso il playout col Padova, accompagnando Mantova, l’esordiente Gallipoli ed una disastrosa Salernitana, retrocessa addirittura con sette turni d’anticipo.

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