STORIE DI CALCIO

Storie di Calcio – 2008/2009 – L’Inter vince facile e la svolta Juve

L’Europeo 2008 vide un’italia stanca soccombere ai quarti contro la Spagna, avviando il ciclo vincente degli iberici che si sarebbe protratto per i prossimi 4 anni. Donadoni lasciò e sulla panchina azzurra tornò Marcello Lippi.

L’Inter sostituì Roberto Mancini con José Mourinho[4], nel tentativo di raccogliere successi anche in ambito europeo. Le operazioni di mercato in casa nerazzurra si limitarono agli acquisti di Muntari, Amantino Mancini, Obinna e Quaresma. Il vero «colpo» dell’estate – almeno in termini mediatici – fu messo a segno dall’altra sponda del Naviglio, con Ronaldinho che si vestì di rossonero. A rinforzare l’organico del Diavolo giunse anche Borriello, in aggiunta al ritorno di Shevchenko.  La Juventus scommise sul brasiliano Amauri, mentre la Roma puntò su Riise, Ménez e Júlio Baptista. La Lazio acquistò l’argentino Zárate e la Fiorentina mise sotto contratto il montenegrino Jovetić e Gilardino; , il Napoli tesserò il centravanti Denis. IL Palermo sostituì il partente Amauri con l’uruguayano Cavani e prese il portiere Amelia; il Genooa prese Diego Milito, Palladino e Ranocchia. L’Atalanta si affidò al cileno Valdes, l’Udinese inserì Floro Flores in attacco, la Sampdoria inserì Pazzini nel mercato invernale; il Torino prese Abbriuscato, Amoruso e Rolando Bianchi. Il Bologna, riaffacciatosi alla serie A, riotteneva Marco Di Vaio. 

Il campionato prese al via nel weekend del 30 e 31 agosto 2008: Nella sua fase d’avvio il campionato si dimostrò incerto e combattuto, discostandosi dai pronostici.  Il Milan si ritrovò ancora a secco di punti dopo due giornate, salvo poi riprendere quota e guardare dall’alto la classifica grazie al derby vinto a fine settembre. L’Inter, complice la difficoltà nell’assimilazione di un nuovo schema tattico (il 4-3-3), palesò fatiche in termini di gioco e risultati. Sul finire di ottobre i nerazzurri furono costretti al pari da Genoa e Fiorentina – entrambe in lotta per l’Europa – cedendo il passo a Napoli e Udinese, superate a loro volta dai rossoneri.  Un primo viatico fu rappresentato dall’undicesimo turno, in cui l’Inter sconfisse i friulani nel recupero andando in testa: sempre oltre il 90′, il Milan venne fermato dal Lecce mancando l’aggancio. Riguadagnato il comando, i campioni d’Italia ritrovarono anche la giusta quadratura sul campo (virando sul 4-3-1-2 che aveva portato alla vittoria dell’ultimo scudetto) e fino al termine del 2008 conseguirono solo successi, prendendosi il titolo invernale con 180′ di anticipo. Nelle vesti di inseguitrici s’infilarono la Juventus – che nel giro di due mesi perse soltanto il derby d’Italia – e il Milan, che da gennaio integrò nella sua rosa l’inglese David Beckham. Con il Genoa stabile in quarta posizione, delusero soprattutto le squadre della capitale: in particolare la Roma (seconda l’anno precedente) non vinse nemmeno la metà delle gare disputate nel girone di andata. Anche in chiave-salvezza, la prima parte di stagione seppe offrire emozioni : al giro di boa, soltanto 6 punti separavano il Bologna (artefice di una rimonta dopo il cambio in panchina) dai fanalini di coda Chievo e Reggina.

L’Inter non incontrò intoppi nella sua marcia tra gennaio e febbraio, potendo vantare un margine di 9 punti sui bianconeri alla 25ª giornata. I piemontesi – a loro volta – tennero a sufficiente distanza il Milan, che dal canto suo aveva un discreto vantaggio su rossoblu e viola. Mentre la Roma, sulle cui sorti pesò la partenza stentata, non riuscì a tenere un passo europeo in coda si manifestò la ripresa del Chievo, capace di abbandonare in breve tempo l’ultima posizione con cui aveva terminato la fase di andata. A conferire maggior interesse ad un torneo già acceso furono anche le prestazioni del meridione (con ben 6 società rappresentanti, record per una singola stagione): malgrado il crollo verticale del Napoli (risultata essere la peggior formazione del girone di ritorno), squadre meno blasonate come Palermo e Cagliari si ritrovarono persino a concorrere per l’Europa. Confermando l’equilibrio emerso per tutta l’annata, i primi verdetti furono emessi soltanto alla 36ª giornata: cadendo sul campo dell’Udinese nell’anticipo, il Milan perse aritmeticamente le speranze del titolo che fu vinto – ancor prima di scendere in campo – dall’Inter.  La domenica seguente furono certe le retrocessioni di Lecce e Reggina, cui si sarebbe poi aggiunta la terza squadra.

Zlatan Ibrahimović trascina l’Inter allo scudetto con 25 gol, che gli valgono anche il titolo di capocannoniere, primo a vincerlo con entrambe le squadre milanesi

L’ultima domenica vide tre importanti addii al calcio giocato, per giunta nelle squadre più famose: Figo, Nedvěd e Maldini difesero per l’ultima volta in carriera i colori di Inter, Milan e Juventus. La salvezza fu agguantata dal Bologna, che vinse contro il Catania; il Torino abbandonò la massima categoria perdendo contro la Roma, che grazie al 3-2 finale ottenne in extremis la qualificazione per l’Europa League. L’Inter, trascinata dai gol del capocannoniere Ibrahimović , chiuse con 84 punti: le sue rivali storiche ne totalizzarono 10 in meno, con i bianconeri secondi per l’esito degli scontri diretti.Tra i bianconeri ci fu l’esonero a due gare dal termine di Claudio Ranieri, rilevato da Ciro Ferrara La classifica avulsa assegnò anche il quarto posto, conquistato dalla Fiorentina per aver ottenuto contro il Genoa 4 dei 6 punti disponibili. I liguri entrarono in Europa League con la soddisfazione di aver vinto entrambe le stracittadine con la Sampdoria, le cui possibilità di qualificazione continentale erano legate alla finale di Coppa Italia: il trofeo venne però vinto dalla Lazio, che poté unirsi al Grifone e ai rivali cittadini.

JUVE, CAMBIO IN PANCHINA PER IL SECONDO POSTO – Il ritorno in Champions riportava la Juve nei vertici del calcio italiano, e così la dirigenza puntellò alcuni reparti: in difesa prese lo svedese Mellberg ed il croato Knezevic, in prestito dal Livorno,  a centrocampo il danese Poulsen (famoso per lo sputo di Totti ad Euro 2004) ed in attacco inserì l’italo brasiliano Amauri, Inoltre fecero ritorno alla base Marchisio, Giovinco e De Ceglie . Sul fronte cessione le più note furono Criscito, Palladino e Olivera tutti al Genoa. Intanto ad agosto nel preliminare superò gli slovacchi dell’Armedia Bratislava ottenendo l’accesso ai gironi di Champions. In campionato, dopo il pari a Firenze nel debutto, sconfisse di misura Udinese e Cagliari, poi ebbe un periodo di flessione, raccogliendo solo due punti nelle successive quattro gare. Con cinque successi consecutivi risalì la china, poi arrivò il ko in casa dell’Inter. Ma con altre cinque vittorie di fila si lanciò all’inseguimento dell’Inter capolista, chiudendo l’andata a soli tre punti dai nerazzurri, dopo il pari in casa della Lazio. In Champions League i bianconeri vinsero il girone davanti al Real, che sconfissero due volte (in particolare il 2-0 del 5 novembre al Bernabeu vide la commovente standing ovation tributata a Del Piero, autore di una doppietta, dal pubblico spagnolo).

Il girone di ritorno, dopo il successo sui viola, vide i bianconeri subire due sconfitte di fila con Udinese e Cagliari che li vide allontanarsi dalla vetta: il successivo pari interno con la Samp precluse ogni possibilità di sogno tricolore: nello stesso periodo arrivò anche l’eliminazione dalla Champions per mano del Chelsea. Intanto con altri cinque successi consecutivi la Juve difese almeno la seconda posizione, ma un rallentamento vistoso ad aprile e maggio in cui non vinse più per otto giornate, raccogliendo in quel frangente sei pareggi consecutivi, costò il sorpasso rossonero al secondo posto e l’avvicinamento pure della Fiorentina. A pagarne fu Claudio Ranieri, esonerato il 17 maggio dopo il pari interno con l’Atalanta: al suo posto venne ingaggiato Ciro Ferrara, ex giocatore della squadra: con esso la Juve tornò al successo vincendo le ultime due gare, e grazie anche al ko interno del Milan con la Roma al penultimo turno, riagganciò i rossoneri al secondo poto, e grazie agli scontri diretti ottenne la qualificazione diretta alla successiva edizione della Champions League. Al termine dell’ultima di campionato con la Lazio, il 31 maggio 2009, ci fu il saluto di Pavel Nedved, che si ritirò dal calcio giocato: ammainava così una delle bandiere del club che avevano seguito la squadra anche in serie B.  In Coppa italia la Juve, dopo aver eliminato il Catania ed il Napoli ai rigori, uscì in semifinale con la Lazio.

ALTRE COMPETIZIONI – Anche la Fiorentina raggiunse i gironi di Champions, dove però si classificarono terzi e retrocedettero nella coppa minore. Agli ottavi le inglesi fecero fuori le italiane: oltre alla Juve, estromessa dal Chelsea, uscirono l’Inter, per mano del manchester United, e la Roma dalla’Arsenal ai rigori. La finale all’Olimpico vide giungere Barcellona e Manchester United, e furono i catalani ad imporsi per 2-0. La Coppa UEFA fu all’ultima edizione con tale nome, in attesa della riforma per la prossima stagione.  Il Napoli partì dall’estiva Intertoto, all’ultima edizione, senza finali cpoome gli anni precedenti; le squadre che vincevano il turno entravano nel preliminare estivo, e di seguito al preliminare di settembre: proprio quì ai partenopei fu fatale il Benfica, Le altre tre, Milan, Sampdoria ed Udinese, varcarono i gironi (la samp grazie al decisivo 1-0 sul Siviglia all’ultimo turno). All’eleiminazione diretta uscirono subito i doriani, battuti dal Metalist, il Milan, beffato dal Werder brema con due pari, e la Fiorentina, proveniente dalla Champions, eliminata dall’Ajax. Resistette solo l’Udinese, che uscì ai quarti in modo beffardo con gli stessi tedeschi, subendo due gol dopo aver pareggiato il 3-1 subìto all’andata. In finale ad istanbul giunse lo stesso Werder con lo Shaktar, e furono gli ucraini a prevalere per 2-1 al supplementari, e continuando così il dominio delle ex sovietiche sulla coppa, dopo i successi delC SKA Mosca nel 2005 e dello Zenit la stagione prima. Il Manchester United si aggiudicò la Supercoppa Europea, piegando per 1-0 lo Zenit ai supplementari , e vinse anche il Mondiale per Club, superando per 1-0 in finale gli ecuadoregni del LDU Quito a Yokohama.

Nuovo cambio di formula in Coppa Italia: tornarono i club di serie C e D e la competizione fu in gara unica, escluse le semifinali: si ruppe il tradizionale Inter-Roma in finale (comunque giocata ai quarti), l’Inter fu eliminata dopo 5 anni, perdendo in semifinale con la Sampdoria, ed in finale giunsero i blucerchiati (dopo 15 anni) e la Lazio: prevalsero i biancocelesti ai rigori, vincendo dopo 5 anni. La Supercoppa Italiana fu vinta dall’Inter, che ai rigori prevalse sulla Roma. La serie B tornò ad essere trasmessa dalle pay Tv e tornarono anticipi e posticipi. Salirono il Bari di Antonio Conte ed il Parma, risalito subito. I playoff furono vinti dal Livorno in finale sul Brescia (un’altra toscana, il Grosseto, giocò gli spareggi promozione). Ai playout il Rimini, perdendo la finale con l’Ancona, accompagnò in C1 Pisa, Avellino (alla seconda discesa di fila dopo il ripescaggio della stagione precedente a causa del fallimento del Messina) e Treviso. Queste tre falliranno tutte e ripartiranno dalla serie D.

 

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