STORIE DI CALCIO

Storie di calcio – 2005/2006: 91 punti cancellati da calciopoli

L’estate 2005 fu una di calma apparente, dopo due anni tra tribunali, fallimenti, ripescaggi e cambio format. Fu l’estate della rivoluzione per tre piazze storiche: Torino e Napoli, andate incontro al fallimento, ripartirono con una nuova società scendendo una categoria: i granata, annullata la promozione in serie A dopo la vittoria dei playoff, poterono ripartire dalla serie B, sotto la guida dell’editore Urbano Cairo, mentre il Napoli fu rifondato dall’imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis e ripartì dalla serie C1, dove cadde il Genoa, vincitore dell’ultimo campionato di serie B, retrocesso per illecito. Nulla in confronto a ciò che sarebbe accaduto dal maggio successivo. Intanto Marcello Lippi a novembre portò la Nazionale italiana al Mondiale tedesco.

A partire da questa stagione venne abolito lo spareggio per le situazioni di parità in classifica, con l’impiego della classifica avulsa quale criterio discriminante.  Gli altri parametri validi erano la differenza reti (dei confronti diretti e complessiva), il maggior numero di gol realizzati e il sorteggio. Un’altra innovazione riguardò le partite sospese, per le quali si dispose la ripresa a partire dal minuto effettivo dell’interruzione.

La Juventus confermò Capello in panchina rinforzandosi con gli arrivi del centrocampista Vieira, del portiere Abbiati, dei terzini Chiellini e Balzaretti e del difensore centrale Kovač. Lasciarono invece Torino il centrale di difesa Tudor, i centrocampisti Appiah, Maresca e Tacchinardi e il fantasista Miccoli. Il Milan ingaggiò il giovane attaccante Gilardino, il portiere Kalac, il terzino Jankulovski, il centrocampista Vogel e il centravanti Vieri, lasciando partire il portiere Abbiati, i centrocampisti Brocchi e Dhorasoo e la punta Borriello. . L’Inter rafforzò la sua rosa mettendo sotto contratto il portiere Júlio César, il centrale difensivo Samuel, i terzini Womé e Maxwell, il centrocampista Pizarro e gli esterni Figo e Solari. Tra le cessioni si segnalarono quelle del difensore Gamarra, dei centrocampisti Emre e Karagounis, dell’esterno van der Meyde e del centravanti Vieri. La Roma, che affidò la guida tecnica a Spalletti, si rinforzò con gli acquisti dei centrali di difesa Kuffour e Bovo, dei centrocampisti Kharja e Taddei e del centravanti Nonda. La Lazio, che cambiò anch’essa allenatore affidandosi a Rossi, acquistò il difensore Stendardo, i centrocampisti Behrami e Mudingayi e l’attaccante Tare. Tra le altre, molto attiva la Fiorentina che, dopo aver scelto Prandelli per la panchina, ingaggiò i giovani Donadel e Montolivo, i centrocampisti Fiore e Brocchi e soprattutto il centravanti Toni. Il Palermo inserì anche il difensore Grosso e le punte Makinwa e Caracciolo. Tra le promosse, la ripescata Ascoli inserì Ferrante e Quagliarella in attacco, il debuttante Treviso prese Acquafresca e Fava in attacco, integrando poi Borriello ed il nazionale belga Baseggio in inverno. Nicola Amoruso passò alla Reggina, mentre Riganò, il bomber rivelazione della Fiorentina, andò ad Empoli.

Il campionato iniziò il 27 agosto 2005 e fu subito la Juve di Capello a prendere il largo, vincendo le prime 9 gare e battendo il record di 8 successi iniziali che apparteneva alla stessa Juve ed al Bologna. Dietro si fece largo il Milan, che il 29 ottobre sconfisse i bianconeri e si portò a -2. Ma fu un fuoco di paglia, perchè la Juve da lì alla fine del girone d’andata vinse tutte le gare, pareggiando solo in casa della Lazio, e vinse il titolo d’inverno, chiudendo la prima tornata col punteggio record di 52 punti, con un vantaggio di 10 punti sul Milan e 12 su Milan e Fiorentina.

Nel girone di ritorno la Juve, pur accusando un lieve calo nelle prime giornate, riuscì a portare a 12 punti il vantaggio sull’Inter battendolo a San Siro il 12 febbraio. Il Milan si portò al secondo posto, ma ogni discorso di avvicinarsi ai bianconeri fu vanificato nello scontro diretto del 12 marzo, a cui alla squadra di Capello bastò lo 0-0 per mantenere 10 punti di vantaggio sui meneghini. Tuttavia, una brusca flessione dei torinesi, che misero insieme 6 pareggi consecutivi tra marzo ed aprile, consentì ai rossoneri di avvicinarsi minacciosamente a soli 3 punti a tre giornate dal termine. Nel frattempo ai primi di maggio scoppiarono le prime intercettazioni che riguardavano i rapporti della dirigenza bianconera con i designatori arbitrali, un giro che vide coinvolti diversi tra dirigenti sportivi, arbitri e giornalisti, di cui Moggi pareva essere il principale orchestratore. La Juve vinse le ultime tre gare ed altrettanto fece il Milan: il 14 maggio la Juve a Bari dopo il 2-0 sulla Reggina fu campione d’Italia per la 29ma volta, anche se il titolo rimase in sospeso fino a dopo il mondiale tedesco per via delle numerose svolte nelle indagini. Intanto, furono 91 i punti finali raccolti dai bianconeri, record assoluto di punteggio per il campionato di serie A, così come furono un record gli 88 punti della seconda classificata, il Milan. La Fiorentina avrebbe affiancato l’Inter nella disputa dei preliminari di Champions, mentre  Chievo, Lazio e palermo avrebbero disputato la Coppa UEFA, In coda non ci fu nulla da fare per l’esordiente Treviso, ultimo per tutta la stagione, seguito da Lecce e Messina.

IL TERREMOTO POST MODIALE – Dopo il Mondiale, anche su pressione della Uefa che chiedeva una classifica per i piazzamenti europei, arrivarono le sentenze di primo grado: la Juve, ritenuta responsabile diretta, fu declassata all’ultimo posto e quindi retrocessa in serie B, (nelle richieste del pm palazzi c’era la serie C1 con 9 punti di penalizzazione), con una penalizzazione di 30 punti, poi ridotta a 17, da scontare nel successivo campionato. Lazio e Fiorentina, le cui richieste di Palazzi erano anch’esse la serie B, se la cavarono con una penaizzazione di 30 punti che precluse a loro la partecipazione europea maturata sul campo ( i biancocelesti risultarono salvi per 2 soli punti), mentre il Milan secondo, ebbe anch’esso 30 punti di penalizzazione, ritrovandosi terzo e costretto ai preliminari di Champions assieme al Chievo, che passava quarto. Così, in Coppa UEFA insieme al Palermo si ritrovarono Livorno e Parma, mentre il Messina fu ripescato in serie A. All’Inter fu assegnato a tavolino questo scudetto, che riportava in  nerazzurri campioni dopo 17 anni, nonostante anni dopo, nel luglio 2011, una relazione dello stesso Palazzi implicò un coinvolgimento anche dei nerazzurri, ma il caso, ormai passato in prescrizione, non potè più essere giudicato.

RECORD DI PUNTI PRIMA DEL TERREMOTO –  I campioni d’Italia aggiunsero al proprio organico il francese Vieira e il romeno Mutu, fatto acquistare dal Livorno già la stagione precedente ed inserito poi appena si liberò uno slot da extracomunitario. Dal Milan giunse in prestito il portiere Abbiati, come risarcimento per l’infortunio del portiere Buffon durante il trofeo Berlusconi di quell’estate. Il portiere milanista fu titolare per tutto il girone d’andata.  La stagione 2005-06 iniziò, ufficialmente, il 20 agosto: al Delle Alpi i bianconeri ospitarono l’Inter, nell’incontro valido per l’assegnazione della Supercoppa italiana. I nerazzurri vinsero per 1-0 ai supplementari: da parte juventina vi furono proteste per l’arbitraggio di De Santis, “reo” tra l’altro di aver annullato un gol valido di Trezeguet. Lo stesso francese, nel debutto in campionato, segnò al Chievo la rete che valse i primi 3 punti.

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Fabio Capello, allenatore della Juventus travolta, a fine stagione, dallo scandalo Calciopoli

 

Già dal primo tour de force, la squadra confermò le proprie ambizioni: fece 6 punti in 2 gare di Champions League e 15 in 5 di campionato. In particolare, il 2-0 sull’Inter spedì quest’ultima a −6. Il numero di vittorie iniziali consecutive si fermò a 9: fu il Milan, il 29 ottobre, a vincere per 3-1 interrompendo la serie positiva. La Juventus reagì immediatamente, sconfiggendo il Bayern Monaco in coppa e il Livorno in A.  La qualificazione per gli ottavi di Champions giunse alla penultima partita: alla sosta natalizia i punti in classifica erano 46, 8 in più dei nerazzurri. Alla ripresa, altre 2 vittorie permisero di terminare il girone di andata alla quota record di 52. In questo periodo, fu anche eliminata in Coppa Italia ai quarti dalla Roma, compromettendo tutto a fine gennaio con un ko interno nella gara d’andata. Alla 25ª giornata sconfisse di nuovo l’Inter, per 1-2 a Milano. In Europa affrontò il Werder Brema, superandolo per il maggior numero di reti in trasferta. Sul fronte nazionale aumentò sempre più il vantaggio sulle inseguitrici,nonostante una serie di pareggi. Il momento difficile fu acuito dall’eliminazione in coppa, per mano dell’Arsenal (in cui militava l’ex Henry) nei quarti di finale. La Juventus tornò alla vittoria il 30 aprile, quando passò per 3-0 sul campo del Siena. Vinse anche contro Palermo e Reggina, facendo suo un altro scudetto. Durante l’intero biennio con Capello, la squadra stabilì un primato rimanendo in testa alla classifica per 76 giornate di Campionato (dal 12 settembre 2004 al 14 maggio 2006).

Alla fine dello stesso anno, la società rimase invischiata in un’inchiesta nata da alcune intercettazioni telefoniche a carico dei dirigenti bianconeri Luciano Moggi e Antonio Giraudo. Lo scandalo, noto col nome di Calciopoli, culminò in un procedimento della giustizia sportiva: a seguito della richiesta della Procura Federale di retrocessione della Juventus in serie inferiori alla Serie B, la sentenza di primo grado costò la revoca dello scudetto 2004-2005, la non assegnazione dello scudetto 2005-2006 (in seguito assegnato all’Inter)  e la retrocessione in Serie B, con una penalizzazione di -30 punti nel campionato 2006-2007 (successivamente ridotti a 17 in Corte Federale e, dopo l’arbitrato del CONI, a -9), insieme a un’ammenda e la squalifica del campo per tre turni, anche questa annullata dopo l’arbitrato.  In aggiunta a ciò, i due dirigenti della Triade coinvolti nell’inchiesta, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, vennero condannati a cinque anni di inibizione con annessa proposta di radiazione per tentato illecito sportivo. La società, dopo la fallita conciliazione al CONI, tentò di ricorrere al TAR del Lazio, ma abbandonò tale ipotesi – grazie all’intervento di Montezemolo come dichiarò successivamente Blatter – in quanto rischiosa: dopo il cosiddetto Caso Catania del 2003, infatti, il codice di giustizia sportiva era stato cambiato, costringendo le società a non ricorrere per fatti sportivi al TAR, pena la possibile radiazione della società stessa. Moggi presentò le sue dimissioni alla Juventus subito dopo l’ultima giornata del campionato, seguito pochi giorni dopo da Giraudo e dal presidente Grande Stevens. Il consiglio d’amministrazione della società venne quindi sciolto e ricomposto a fine giugno con nuovi elementi scelti dagli azionisti, tra cui l’ex calciatore bianconero Marco Tardelli e l’allenatore della Nazionale italiana di pallavolo Gian Paolo Montali; vennero nominati presidente Giovanni Cobolli Gigli, direttore sportivo Alessio Secco e amministratore delegato Jean-Claude Blanc. A seguito dello scandalo, inoltre, Capello rassegnò le proprie dimissioni per fare ritorno al Real Madrid. Successivamente, venne scelto Didier deschamps come nuovo tecnico bianconero. Fu anche l’ultimo campionato disputato al Delle Alpi, che sarebbe stato poi demolito: dall’anno prossimo trasferimento all’Olimpico.

ALTRE COMPETIZIONI – Ancora quattro furono le squadre italiane ai gironi di Champions, grazie ad Inter ed Udinese che passarono il preliminare. Solo i friulani non varcarono la fase a gironi, piazzandosi terzi e retrocedendo comunque in Coppa UEFA. Ai quarto uscirono Juve, per mano dell’Arsenal, ed Inter, per mano del Villarreal, da sempre bestia nera delle italiane, ribaltando in casa il 2-1 subìto a Milano. I Milan arrivò fino alla semifinale, dove si fermò col barcellona, poi vinciitore del trofeo,  superando a parigi l’Arsenal in rimonta per 2-1, e vincendo il trofeo dopo 14 anni. La lazio si fermò alla seconda gara in Intertoto, battuta dal Marsiglia, e la Coppa UEFA vide male le italiane: la Sampdoria non varcò la fase a gironi, battuta dal Lens nell’ultima partita, mentre agli ottavi suicidio di massa italico, con Palermo, Roma ed udinese estromesse rispettivamente da Schalke 04, Middlesbrough e Levsky Sofia. Ad Eindhoven, il Siviglia travolse 4-0 il Middlesbrough. La Supercoppa Europea fu vinta dal Liverpool ai supplementari sul CSKA Mosca per 3-1. La Coppa Intercontinentale fu abolita e fu sostituita dal Mondiale per club da disputare ad 8 squadre nel mese di dicembre: in finale furono i brasiliani del San Paolo a prevalere sul Liverpool per 1-0.

La Coppa Italia , tornata ad eliminazione diretta dal primo turno, con gare di sola andata fino agli ottavi, vide il replay della finale dell’anno precedente: fu ancora Roma-Inter e furono ancora i nerazzurri a vincere, ritrovandosi così detentori di un “treble ” italiano (oltre alla Supercoppa Italiana e lo scudetto vinto a tavolino):la squadra di Mancini pareggiò 1-1 a Roma e vinse per 3-1 la finale di ritorno. Ancora semifinali per l’Udinese, assieme al Palermo. Del Piero fu capocannoniere con 5 centri, nonostante la Juve fosse eliminata ai quarti. In serie B, da quest’anno interamente di sabato, con la novità degli anticipi di venerdì e posticipi di lunedì, playoff e playout in chiaro su Sportitalia, risalirono Atalanta e Catania, quest’ultima di ritorno dopo 22 anni. Il Torino risalì di nuovo vincendo i playoff ad un anno dal fallimento, battendo in finale un Mantova a lungo in testa, e che vinse la gara d’andata per 4-2, prima di crollare per 3-0 al Delle Alpi, che con questa gara chiuse i battenti. In coda secondo ultimo posto di fila per il Catanzaro, stavolta senza scampo, accompagnato da Cremonese, Ternana, ed Avellino, che perse la finale playout con l’Albinoleffe per la classifica peggiore a parità di gol: fu la prima volta che la squadra sconfitta al playout restò in C1.

 

 

 

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