Nero Su BIanco

‘CALCIOPOLI REVERSE’

Ancora una volta, dopo il colpo riuscito dodici anni or sono, di anno in anno, di mese in mese, a volte persino con cadenza settimanale la “guerra santa” alla Juventus trova nuovi germi e soluzioni, pronti a moltiplicarsi ed infettare qualsiasi organismo che la possa coinvolgere, pur se in realtà distante dal calcio e ancor più dal gioco del calcio.

Persino chi non ha seguito negli anni le diverse fasi (giudiziarie e non) di quei processi e quindi non ha potuto apprezzare a dovere condanne comminate in barba ai regolamenti ed al buon senso in quello che è stato opportunamente definito un obbrobrio giuridico persino dai 2/3 del collegio giudicante, se dotato di almeno un briciolo di intelletto ed onestà, non può non accorgersi per prima cosa del continuo e repentino . . . cambio del campo di gioco.

Prima ancora venne il “doping”, poi appunto  la “corruzione” (mai riscontrata però) e partite (manco una) truccate, il calcioscommesse ‘collaterale’, l’acciaio dello stadio, i rapporti con la tifoseria, i cori e gli striscioni allo stadio (solo UNO stadio ovviamente), calciatori osannati all’inverosimile per tre lustri se eliminano o comunque combattono contro la Juve che, una volta cambiata la casacca, si trasformano in traditori del popolo (Higuain) o anziani stupratori seriali (CR7) additati al pubblico ludibrio con il solito giro misto di menzogne ed architetture mediatiche.

Ma oggi la Societá c’è, non è assente a causa di gravi lutti come in quel biennio, è anagraficamente giovane ma pronta ed attrezzata e nonostante tutto e tutti vince addirittura molto di più che nel periodo dei ‘vecchi’ Agnelli guidata da Boniperti e poi più di recente da Moggi, addirittura molto di piú !

Poi, improvvisamente e casualmente sfogli la rassegna degli ultimi due giorni della Gazzetta dello Sport (evento per me più unico che raro), lo stesso quotidiano che ha funto da vaselina a partire dal 2006 anticipando notizie e ‘sentenze’, occultando prove (soprattutto quelle importanti) e facendo sponda ad ogni porcheria possibile, dagli atti immondi di Guido Rossi alle due ‘relazioni-Palazzi’ e via così, e ti trovi questa prima pagina con le dichiarazioni di Boban, attuale vicepresidente dell’Uefa raccolte da tal Carlo Laudisa.

Il tema è arcinoto, ma il Fair Play finanziario (permettetemi di generalizzare e semplificare un po’), esattamente al contrario di ciò che dichiara e rivendica il bravo e serio Zvonimir, è stato creato proprio con lo scopo di NON consentire ai potenti padroni di turno (Abramovič, Berlusconi, Peres, Moratti, Agnelli, etc.) di ripianare debiti in seguito a campagne miliardarie imperniate sullo sperpero e sull’incapacità, con un colpo di ‘bacchetta magica’, cioè semplicemente ripianando di tasca loro, ma assumendosi onere e responsabilità di governare situazioni all’insegna dell’equilibrio tra entrate ed uscite, risultati e crescita, acquisti e cessioni, plusvalenze e prestiti.

Una sequenza logaritmica (non certo alla Caressa!) flessibile ma perimetrata entro confini leggibili e modificabili, con gli organi calcistici a vigilare ed intervenire in caso di superamento dei limiti, attraverso una serie di penalizzazioni/limitazioni ed interventi di ripristino.

Bene. Torniamo un istante a un paio d’anni fa. Anche chi, come il sottoscritto, ha letteralmente adorato il calciatore e fuoriclasse assoluto Michel Platini, non ha di certo sempre amato il dirigente Uefa e Fifa candidato UNICO ed ASSOLUTO alla poltrona di Presidente del massimo organismo calcistico mondiale. Il suo cavallo di battaglia, il F.P. finanziario appunto, era in una fase ancor sperimentale ma già si intravedevano nonostante qualche ‘scientifica distrazione’ grosse difficoltà per i club ‘spendaccioni’ (le due superspagnole, il PSG e qualche società di Premier) e cammini sempre più semplici per quelli invece capaci di vincere (meno), ma crescere, facendo valere capacità organizzative e manageriali in grado nel tempo di contrastare i club più forti e poi prendere il sopravvento ad altissimo livello.

Questo effetto si manifestava anche da noi in Italia, con Juve, Napoli, Roma,Milan (situazione tosta negli ultimi anni per i rossoneri) e via via tutte le altre costrette ad adeguarsi e rientrare nei canoni richiesti … mantenendo un’unica (la solita) eccezione, con la possibilità per lei di adottare soluzioni fantasiose ed occultare/ridurre gli enormi buchi con il bene placido della catena neroazzurra dell’epoca: Tavecchio (Italia), Stojkovic (Uefa) ed Infantino (Fifa).

Rimane abbastanza curioso il fatto che il pur poco amato Platini, da UNICO concorrente, come detto, alla massima poltrona Fifa sia stato improvvisamente accusato di frode fiscale, condannato PRIMA di un eventuale processo (senza neppure l’esibizione, oggi che tutto viene dato in pasto ai media, di una mezza prova/indizio) e rapidamente quanto definitivamente escluso dalla tenzone in favore (appunto) del “candidato interno” Infantino, calabrese ma non juventino bensì interista (nel tifo e soprattutto negli interessi), che si proponeva come il salvatore delle terga di alcuni grandi club europei (indovinate quali ?) senza mai citare scientemente la “sua” inter in quella fase.

Tutto questo salvo poi risultare (Platini) totalmente innocente ed estraneo a qualsiasi situazione che gli era stata imputata !!

Silenzio assoluto peró, tanto ormai l’obiettivo era stato raggiunto.

E quindi pian piano spariscono le modifiche e gli irrigidimenti ventilati sul Fair Play e si spostano tiro ed attenzione su altri aspetti tecnico/funzionali come il VAR, i settori giovanili, la sicurezza negli stadi e tante altre cose, a dire il vero decisamente interessanti, ma non certo atte a premiare i club virtuosi nel gestire le proprie risorse come prima sostenuto.

A questo punto gli scenari del “post-calciopoli”, le diverse e successive fasi, anche in Italia possono si proseguire, ma devono cambiare profondamente gli obiettivi, vado per punti:

  • l’inter dal 2006 è stata omaggiata di ogni bene, tecnico, finanziario e politico, eppure è poi letteralmente implosa di nuovo grazie alla propria inarrivabile ed elegiaca incapacità. Ritmicamente salvata rispetto ad una situazione debitoria per cui avrebbe dovuto fallire ben più di una volta;
  • il Fair Play finanziario Uefa aveva ed ha molti limiti, ma impedisce (come spiegato prima) interventi risolutori definitivi dall’alto semplicemente per la forza economica della proprietà;
  • Oggi questa forza economica non puó prescindere da fattori come i risultati (bonus Champions, Uefa, etc.), i diritti TV, gli incassi e la gestione degli impianti sportivi, il merchandising, l’appeal e la capacitá attrattiva rispetto a sponsor tecnici e commerciali, più, questione managerialmente ancor più complicata in molti casi, la compravendita del patrimonio tecnico (calciatori e staff) con capacità ed appeal, anche qui, molto distanti fra loro;

Ci siamo, proseguo nella lettura della GdS o ‘rosea’ che dir si voglia e mi trovo davanti al secondo articolo (L’età dell’Oro) sempre di Carlo Laudisa (guarda un po’) e trovo valutazioni economiche di tanti giovani più o meno affermati, conosciuti ed interessanti (portieri, difensori, centrocampisti ed attaccanti) tra i quali al 1’ posto (e con quali distanze) spicca il difensore slovacco Milan Škriniar valutato, reggetevi forte … 90 milioni di € !!!

Ecco fatto, è arrivata la sesta fase, o meglio, la sesta ‘colonna’ post calciopoli e non è neppure un’idea geniale ed innovativa, come accaduto anche in estate e come molti anni or sono, si pompano all’infinito valutazioni di atleti che non saranno realmente riscosse, ma faranno parte di accordi atti a colmare buchi, ripianare debiti e creare nuove alleanze in Italia ed in Europa grazie in primis alla compiacenza delle testate amiche. Si stabiliranno (di nuovo) crediti e bonus occulti per colmare truffaldinamente gap altrimenti incolmabili con cui, oltre alla compravendita diretta dei calciatori, si potranno finanziare in realtà costi di gestione vari come stipendi e superpremi il tutto rigorosamente in nero.

Lega, Figc, Uefa e Fifa faranno ancora, per l’ennesima volta “finta di niente” visto di chi si tratta ?

No, perché se con la vendita o meglio il sacrificio di Skriniar mi posso comprare (secondo la GdS ovviamente) Pellegrini + Pjatek oppure Chiesa + Sensi, allora tutto, ma proprio TUTTO diventa più facile.

Dobbiamo a tutti i costi far risorgere le milano-cinesi quindi (anche se una ha ormai cambiato proprietà) e cercare di mettere di nuovo all’angolo l’unica Società faro oggi in Italia ?

Certo è servito davvero il 2006. Si è fatta “pulizia” e “giustizia”, si son riscritte le regole, si è finalmente introdotto il VAR (con buona pace del patetico Freccero & c.), eppure, chi prima era brava e vinceva oggi paradossalmente vince ancora di più. Anzi, ultimamente vince quasi esclusivamente lei !

Che stia comunque sempre molto attenta la Società Juventus, che vigili senza sosta sulle schiere di impotenti striscianti pronti a ‘fregarla’ basandosi su illazioni e menzogne perché ormai persino gli aspetti economici vengono puntualmente sistemati per gli amici e la ‘nuova infinita calciopoli’ sarà più REVERSE e PERVERTED che mai.

Alla prossima … a breve quindi.

Paolo Carraro.

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