STORIE DI CALCIO

Storie di Calcio – 2002/2003: la Juve domina in Italia, ma si infrange a Manchester

L’estate 2002 s’infranse contro gli errori arbitrali del mondiale nippo coreano, in particolare di Byron Moreno che cacciarono l’Italia. In realtà la nostra selezione contribuì molto, dando del suo, come col falliti ad un metro contro i padroni di casa, castigati alla fine da una riserva del Perugia.

Sul fronte italiano, la Lega reintroduceva il doppio anticipo al sabato, ma il primo iniziava alle 18 anzichè alle 15. Sarebbe stato l’ultimo anno per le due piattaforme Tele + e Stream, che trasmettevano a pagamento tutto il campionato di serie A e B, che dall’agosto 2003 si sarebbero fuse in un unico polo, Sky.  La prima giornata però, a causa del mancato accordo di molti club per i diritti Tv slittò e fu recuperata il 6 novembre.

La crisi in casa laziale obbligò la società romana alla cessione degli elementi di spicco: Crespo all’Inter e Nesta al Milan. Le due milanesi concorsero anche per l’acquisto di Fabio Cannavaro, passato infine ai nerazzurri. Il Parma, ceduto il difensore della Nazionale, accolse Adriano (il cui cartellino apparteneva all’Inter) e Mutu. Il Perugia mandò via Ahn Jung-Hwan, sudcoreano autore del golden goal con cui la sua squadra aveva eliminato gli azzurri al Mondiale, e prese Miccoli in prestito dalla Juve.  Le più importanti operazioni riguardarono due giocatori brasiliani, da poco laureatisi campioni del mondo: Ronaldo e Rivaldo, con il primo ceduto dall’Inter al Real Madrid e il secondo giunto al Milan dal Barcellona. Un altro movimento, sempre in ambito meneghino, riguardò lo scambio tra Seedorf e Coco. I campioni uscenti della Juventus integrarono Di Vaio (per sostituire l’infortunato Trezeguet) e Camoranesi (proveniente dal retrocesso Verona). Mosse di rilievo anche per le provinciali, con gli arrivi dei tedeschi Jancker e Bierhoff nelle file di Udinese e Chievo, e del giapponese Nakamura alla Reggina. Il difensore costaricense Martinez andò al Brescia, che a gennaio riprese Guardiola dalla Roma. Sempre a gennaio, un Batistuta ormai agli ultimi scampoli di carriera passò senza successo all’Inter.

La Fiorentina, retrocessa dalla serie A, il 1° agosto 2002 fallì ed a Firenze venne subito creata una nuova socieetà, la Florentia Viola, che si iscrisse al campionato di C2.

Il mancato raggiungimento di un accordo riguardo ai diritti televisivi, tra le società iscritte al torneo e gli enti di trasmissione, provocò il rinvio della prima giornata. Si partì dunque il 14 e 15 settembre 2002, con le gare del 2º turno ripartite in più orari: l’Inter allenato da Cúper non tardò a confermare la propria voglia di riscatto: il 6 ottobre andò in testa a punteggio pieno. All’inizio di novembre si fecero però superare, in casa, dall’Udinese: il successivo pari a Roma comportò il sorpasso ad opera del Milan, vittorioso sul Parma. Dopo un breve intermezzo in vetta della Juve, grazie al netto 4-0 nella stracittadina del 17 novembre, ne approfittò la Lazio, imponendosi a Piacenza e ritrovandosi a guidare la classifica. La 13ª giornata, segnata dalla sfida incrociata tra Milano e Roma, mutò nuovamente gli equilibri: il 3-3 dei biancocelesti con i nerazzurri premiò gli uomini di Ancelotti, trionfanti per 1-0 sui giallorossi. In questo frangente i campioni uscenti della Juventus palesarono le maggiori difficoltà, andando a perdere con il Brescia e gli stessi laziali (protagonisti di un buon rendimento esterno). Alla conclusione del girone di andata gioì il Milan, che mise in cassaforte il titolo d’inverno grazie alla sconfitta dell’Inter in casa del Perugia.

Christian Vieri, centravanti dell’Inter che chiuse al secondo posto della graduatoria, con 24 reti primeggiò per l’unica volta in carriera nella classifica marcatori della Serie A. Il bombr interista costruì il suo titolo per lo più in goleade contro squadre medio-piccole, mentre raramente fu decisivo contro le big. 

Ancora una volta, però, il dominio rossonero risultò effimero: già dalla prima giornata di ritorno l’Inter fu nuovamente prima. A metà febbraio, subì l’aggancio di una rinata Juventus: le due squadre furono a pari merito sino allo scontro diretto, giocato il 2 marzo.  Il 3-0 dei bianconeri permise loro di ottenere il comando in solitaria, per altro confermato durante l’intero mese. Dal canto suo l’Inter, vittima di una crisi in termini di risultati, non fu capace di colmare il divario. Il buon comportamento delle squadre nazionali nelle coppe europee, con l’accesso alle semifinali di ben 4 formazioni tra Champions e Coppa Uefa, costrinse ad una modifica del calendario: le ultime 4 giornate, tutte a maggio, furono anticipate alle 15:00 del sabato. Il 3, Torino e Como salutarono in anticipo la categoria: 7 giorni più tardi festeggiò la Juventus, che grazie al 2-2 con il Perugia (avversario che 3 anni prima le era costato il possibile tricolore) ebbe la certezza del primo posto, grazie al contemporaneo pareggio in casa dell’Inter col Parma. Alle sue spalle arrivarono i nerazzurri, per altro sconfitti dai concittadini in Europa: a questi ultimi non sfuggì la coppa, che significò anche per essi la qualificazione diretta all’edizione seguente. L’unica a qualificarsi per i preliminari fu la Lazio : la partecipazione alla Coppa Uefa fu per Parma, Udinese e Roma (che, ammessa in quanto finalista della Coppa Italia vinta dal Milan, beffò un Chievo autore di un’altra buona annata). Con il Piacenza già condannato alla B, l’ultima retrocessione fu decretata da uno spareggio tra Atalanta e Reggina: i calabresi guadagnarono la permanenza, grazie al gol segnato sul campo degli orobici. Brescia e Perugia strapparono l’accesso all’Intertoto.

 

JUVE, RITORNO SUPER, MA CHE BEFFA EUROPEA-  A rinforzare l’organico dei campioni d’Italia giunsero Camoranesi (oriundo argentino che arriverà in nazionale) e Di Vaio, quest’ultimo per sostituire l’infortunato Trezeguet. Vinta subito la Supercoppa di Lega, superando a Tripoli il Parma per 2-1 con doppietta di Del Piero, in avvio di campionato la squadra faticò: pur non perdendo mai nelle prime 12 gare, riportò ben 5 pari A novembre ottenne due successi contro Milan e Torino che le permisero di raggiungere la vetta, ma fu una situazione effimera: dopo due pari con Bologna e Roma, subì poi 2 sconfitte di fila, contro Brescia e la Lazio. Sempre in questo periodo partecipò alla seconda fase a gruppi della Champions League, dopo aver passato la prima.  Il girone di andata del campionato terminò con due goleade: il 5-0 alla Reggina e il 4-1 sul campo del Chievo (in un incontro segnato dalla nebbia).

Il 24 gennaio 2003 morì all’età di 81 anni lo storico presidente Gianni Agnelli:  due giorni dopo, nella partita del Delle Alpi con il Piacenza, vinta per 2-0, la tifoseria lo omaggiò con striscioni e Del Piero gli dedicò quello che sarà uno dei suoi più bei gol in carriera.  Intanto in campionato per i bianconeri iniziò una cavalcata vincente che li portarono ad agganciare l’Inter in testa ed a superarlo poi dopo la vittoria per 3-0 nello scontro diretto del 2 marzo. La Juve raccolse infatti 11 vittorie ed un pari subito dopo il doppio ko con Brescia e Lazio, serie interrotta il 22 marzo dal ko in casa del Milan (2-1).  La squadra di Lippi gestì il vantaggio sui nerazzurri, ed il 10 maggio fu campione d’italia con due gare d’anticipo. In Champions la Juve faticò molto nella seconda fase a gironi, e dopo un doppio ko col Manchester United, conquistò i quarti grazie ad una vittoria in rimonta al 93′ sul Deportivo alla penultima gara, perdendo poi anche l’ultima gara a Basilea. Nella fase ad eliminazione diretta si vide però una tra le migliori squadre europee di sempre: ai quarti eliminò il Barcellona pur in condizioni difficili: dopo l’1-1 interno, al Camp Nou in 10 per l’espulsione di Davids vinse ai supplementari con un gol di Zalayeta, mentre in semifinale col Real ribaltò al Delle Alpi il 2-1 subìto in trasferta con un perentorio 3-1, impreziosito dal rigore parato da Buffon a Figo che salvò la qualificazione. L’ammonizione rifilata a Nedved fece però saltare al ceco, in straordinaria forma fisica la finale di Manchester, che la Juve, dopo aver faticato parecchio, (ma con una traversa di Conte) perse ai rigori contro i connazionali del Milan, subendo il terzo ko di fila in una finale della massima competizione, cinque anni dopo quella col Real. In Coppa Italia la Juve fu estromessa ai quarti dal Perugia dell’ex Miccoli, che segnò una doppietta nell’andata a Torino, ripetendosi anche nel ritorno.

ALTRE COMPETIZIONI – Le milanesi passarono entrambe il preliminare di Champions  per la prima volta partivameo con quattro club alla fase a gironi. Solo la Roma fermò la sua corsa nella seconda fase, mentre fecero bene tutte le altre, con l’Inter beffato dal Milan con due pareggi nello storico derby di semifinale ed il Milan che vinse nella storica finale tutta italiana di Manchester. Ancelotti tra l’altro colse il successo vincendo solo una partita nella fase ad eliminazione diretta. L’Intertoto non diede ulteriori posti in Coppa Uefa, nonostante le tre partecipanti italiane: il Perugia sbattè contro lo Stoccarda, così come il Torino che si fece rimontare ed uscì ai rigori contro il Villarreal. Il Bologna arrivò fino alla finale (quinta italiana di fila ad arrivarci) ma il Fulham fu troppo forte. In Coppa Uefa, con solo tre italiane iscritte, subito fuori l’esordiente Chievo per mano della Stella Rossa, mentre al turno dopo uscì anche il Parma, travolto in rimonta dal Wisla Cracovia ai supplementari La Lazio arrivò quasi in fondo, ma in semifinale fu travolta dal Porto di Mourinho, che poi nella finale di Siviglia sconfisse il Celtic ai supplementari per 3-2 con Derlei decisivo a 5′ dai rigori. Il Real vinse sia l’Intercontinentale (2-0 all’Olimpia Asuncion) che la Supercoppa Europea, battendo 3-1 il Feeyenoord.

La Coppa Italia vide il successo finale del Milan, che travolse la Roma in finale per 4-1 all’Olimpico e 2-2 in casa (dopo essere stato sotto 2-0). La Roma strappò un posto in Europa solo grazie a questa finale, dopo una stagione sottotono. Sorprese il Perugia, che raggiunse la semifinale, fermato dai rossoneri. In serie B ritrovò la massima serie la Sampdoria, arrivando a pari punti col Siena, anche se i toscani si ritrovarono vincitori del campionato grazie alla differenza reti e conquistarono la serie A per la prima volta. Accompagnarono le due battistrada Lecce ed Ancona, al ritorno in A dopo 11 anni. Beffate nel turno conclusivo Palermo (travolto per 3-0 a Lecce) e Triestina, quest’ultima campione d’inverno. In serie C ci piombò addirittura il Genoa, assieme a Catania, Cosenza e Salernitana, ma il terremoto estivo che ne scaturì col caso Catania nella partita col Siena portò ad una rivoluzione: prima la retrocessione del Napoli dopo che il Catania ebbe partita vinta, poi, dopo continui corsi e contro ricorsi, si decise di ripescare le tre retrocesse (il Cosenza andò incontro al fallimento) e di allungare la successiva serie B a 24 squadre, aggiungendoci anche la Fiorentina promossa in C! per “meriti sportivi”. Questo sarebbe stato quindi l’ultimo torneo a 20 partecipanti.

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