Nero Su BIanco

Le scuse al 6

#NeroSuBianco

Nel 1996 per eventi juventini del tutto casuali mi capitò di stringere amicizia con una ragazza che abitava molto lontano da me, rapporti completamente epistolari e telefonici tradizionali dal momento che erano lontanissimi i giorni di smartphone e internet.

Questa ragazza, poi diventata una cara amica col tempo, conosceva bene la famiglia Scirea, era una loro amica intima e per convincermi della veridicità di questa cosa mi mandava foto anche della tomba di Gaetano e soprattutto di lei assieme a Riccardo e alla signora Mariella, trascorreva infatti spesso e volentieri le vacanze a Morsasco e stava spesso col figlio del grande Capitano in quanto quasi coetanei.

Eravamo molto in confidenza all’epoca e lei sosteneva, facendomi delle “confessioni” che soltanto oggi, più di 20 anni dopo, rendo in qualche modo pubbliche, che la famiglia Scirea e soprattutto Mariella erano veramente ai ferri corti e in bruttissimi rapporti con Giampiero Boniperti, ritenendolo per prima cosa in qualche modo responsabile diretto della tragedia polacca, e in seconda istanza per essersi comportato in modo poco umano, insensibile e irrispettoso nei loro confronti e in quelli della memoria del marito dal momento della scomparsa in poi.

Io onestamente all’epoca facevo fatica a crederle, un po’ perché pensavo erroneamente volesse sfruttare quella conoscenza importante per raccontare  storie più grandi di lei e apparire “figa” ai miei occhi svelandomi segreti o retroscena delicati; un po’ perché il mio cuore di adolescente sognatore bianconero difficilmente poteva ammettere l’esistenza di un problema del genere tra due figure mito della nostra storia che tanto ci avevano regalato in termini di successi e stile.

Dopo aver visto oggi le puntate di Federico Buffa in onore di Scirea (soprattutto la seconda), la mia testa ha viaggiato velocemente indietro nel tempo e ho riavvolto il nastro di cose lette venti anni fa, scrittemi da quella ragazza pugliese amica di Riccardo Scirea.
Ascoltando le parole di Buffa riguardo all’imposizione di partire per la Polonia in quanto già provvisto di visto data da Boniperti a uno Scirea riluttante e titubante, contro ogni logica tecnica e logistica considerato il livello dell’avversario e il fatto che già era stato visionato dallo stesso Gae qualche giorno prima, mi sono ricordato delle parole della mia amica che sosteneva come l’ex Presidente fosse fin troppo metodico, brusco, severo e poco elastico nel comprendere alcune situazioni.
Quando poi il giornalista di Sky ha raccontato di come Boniperti comunicò la notizia della morte del marito a Mariella, tutte quelle parole sulla sua mancanza di sensibilità, di tatto, sul come anche negli anni successivi fosse stato sempre algido, distante e freddo con lei e Riccardo, mi sono sembrate tutto d’un tratto plausibili, vere, amare.

La signora Mariella sosteneva che la cosa che le faceva più rabbia fra tutte, che le dava più dispiacere, fosse che un simbolo della Juventus come Boniperti che suo marito aveva ammirato e rispettato oltre ogni immaginazione quasi come fosse un secondo padre, non avesse mai trovato il coraggio o la forza della disperazione di chiederle scusa. Di darle un abbraccio sincero.

Col tempo, vuoi soprattutto per appuntamenti istituzionali, i due si sono naturalmente incontrati e pubblicamente hanno fatto buon viso a cattivo gioco, in più gli anni che passano attenuano i contrasti, ma certo a questo punto quella voce dal passato mi risuona come realistica, se non addirittura vera.

Magari questo per voi che avrete avuto la pazienza di arrivare a leggere fin qui è un po’ come il segreto di Pulcinella perché trattasi di fatti ed episodi già noti e conosciuti. Oppure vi tocca poco le corde dell’animo.
Per me, per come io vivo la Juve e la sua storia, è stato invece un flashback abbastanza scioccante e sorprendente, in cui il cuore si è diviso in due metà, ognuna delle quali è al momento triste e spaesata.
Non è la fine del mondo ovviamente, ma reca del forte dispiacere.

Parafrasando: fuori dal rettangolo di gioco caro Presidente restare umani non è importante ma è l’unica cosa che conti.

Lorenzo Nicoletti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...