C’era Una Volta - La storia Bianconera

C’Era una Volta ..Capitolo 4 “Epoca dei Solisti”

L’EPOCA DEI SOLISTI – Capitolo quarto

Dopo sette anni di dorata reggenza, periodo in cui non solo la Società aveva ripreso a camminare senza incertezze nel dopoguerra, ma era ritornata ai fasti cui si era abituata nel passato, Gianni Agnelli passa dunque la mano e lascia. Improrogabili impegni di lavoro gli avevano fatto dire che per il momento non gli era possibile mantenere l’incarico come avrebbe voluto. Per la decisione gongolano Milan, Inter, Roma, Lazio, Torino e Bologna. Riunito il consiglio, viene allora deciso che ad occuparsi della conduzione massima sia adesso un trio di valenti dirigenti: Craveri, Cravetto e Giustiniani. Il momento non è dei più belli e neppure dei più floridi.

Alla squadra vengono apportati vari cambiamenti per ragioni di bilancio. Nell’anno che verrà toccherà a Manente, Ferrario e Pinardi volare verso altri lidi e i sostituti, Colombo, Mannucci e Bronée non bastano per rimpiazzare i partenti. L’instabile assetto societario è fin troppo chiaro, il settimo posto in classifica altro non fa che confermare la situazione. Il campionato 1954-55 va al Milan, forte del fuoriclasse “Pepe” Schiaffino.
La Juve sta dunque vivendo una parentesi negativa, la sola politica che può adottare è la gestione di una condotta all’insegna del risparmio e della concretezza. Così si valuta l’ingaggio sul mercato sudamericano di Vairo e Colella: l’argentino Vairo, perseguitato dalla nostalgia e dal vivere la notte nei nights, quando non smazzare carte da gioco fino all’alba, ancor prima che il campionato finisse si dileguò; del brasiliano Colella invece vecchi tifosi hanno ironizzato per anni a proposito della scenetta che lo vide protagonista di un Juventus-Fiorentina al Comunale. Presentatosi indisturbato al cospetto della porta viola difesa da Giuliano Sarti, il nostro con un tentato rasoterra maldestro colpì in pieno il terreno sollevando una zolla di campo, il tutto fra le risate a crepapelle del pubblico. A fine stagione a Colella non venne rinnovato il contratto.
Eppure il tecnico Sandro Puppo ce la metteva proprio tutta per tenere all’onore del mondo questa Juventus. Ma, come si dice, la squadra era quella che era.

Intanto i tifosi non si stancavano di mugugnare e richiedere a gran voce il ritorno della famiglia Agnelli, imitati nella richiesta dal garbo della maggioranza dei dirigenti bianconeri.
Nel novembre del 1955 il giovanissimo Umberto, l’ultimo erede in ordine cronologico della grande dinastia, assume la reggenza societaria, preludio alla presidenza vera e propria. Riappare il punto di riferimento e tutto sembra più sereno.
Il campionato 1955-56 si è però oramai delineato con la vittoria con grande merito della Fiorentina guidata mirabilmente dal tecnico Fulvio “Fuffo” Bernardini, per la Juventus soltanto un nono posto.
Molti sono i giovani presenti nella rosa della squadra, i cosiddetti “puppanti” si incomincia a dire, vista la non secondaria attenzione con la quale Puppo non solo li seguiva, ma con frequente generosità proponeva al campionato. Il tecnico per un tempo era stato nella lontanissima Cina, terra ricca di antichi e fascinosi misteri, da cui sortiva una particolare filosofia di vita che il trainer ogni tanto amava ricordare. In buona sostanza, il placido e operato pensiero di Puppo costituiva un valido ascendente per la serenità di tutti. “Troppo serena”, ha scritto più di un critico.
Angelo Caroli ricorda: << “Puppanti” erano Mattrel, Stacchini, Frateschi, Bartolini, Donino, dell’Omodarme e il sottoscritto. Montico, Garzena, Colombo, Emoli, Viola, Oppezzo e Nay facevano da balie. Aggradi, Barengo, Francescon, Vavassori e Orlando erano giovani ma non “puppanti”, nel senso che avevano superato i diciotto anni di età. Praest, ala dallo sguardo malinconico, sembrava proiettare il pensiero solo in Danimarca. Le finte si erano trasformate in fantasmi ininfluenti>>.

Una tale girandola di nomi non poteva non investire di mille responsabilità capitan Boniperti, costretto per esigenze di organico a transitare da un ruolo all’altro dell’attacco.
Una garanzia erano anche Corradi e Garzena, a tal punto che i tifosi si lanciano in paragoni col passato vedendo molto ben assortita questa baldanzosa coppia di terzini, uno che districa di pulizia e l’altro che ringhia come tradizione vuole.
Giuseppe Corradi da Modena vale 191 presenze e 3 gol nell’enciclopedia juventina. Come difensore è stato fra i migliori per tecnica e capacità nella costruzione del gioco, una sorta di Bonucci ante litteram, inoltre era anche colpitore eccezionale e marcatore intelligente.

Va detto ad ogni modo che l’intero organico affronta il campionato non preparato a dovere per sostenere un confronto che per valori lo posiziona tra i comprimari, un altro nono posto laddove è il Milan ad imporsi.
Una stagione triste in ogni senso quest’ultima. Nell’estate la notizia della morte prematura di Giampiero Combi era giunta improvvisa e buia tra gli sportivi. Colto da malore mentre la sua auto viaggiava sul lungomare che da Sanremo conduce ad Imperia, trasportato in ospedale per il grandissimo portiere non c’era stato più nulla da fare. Con lui vola in cielo un altro pezzetto del più bel cuore juventino.
Però Combi non ha abbandonato del tutto. Fin da subito seguita lo stesso a testimoniare con il suo nome, ogni giorno, la vita bianconera che scorre sul campo di allenamento che sta ai bordi del Comunale.

E Umberto Agnelli? È giovane, d’accordo, ma non con questo che gli manchi l’occhio clinico di chi già bene conosce il calcio. Sa fin troppo bene che il fuocherello arde con della povera legna. Non si esprime, ovvio; sorride riservato e prepara gli ultimi esami alla Facoltà di Giurisprudenza. Sta vicino alla squadra e vuole sapere tutto, in questo aspetto gli è davvero simile il figlio Andrea.

Tra i calciatori che vanno e vengono vale la pena ricordare Kurt Hamrin, ala svedese in arrivo dall’AIK Stoccolma. Troppe volte si doveva fare a meno dei suoi guizzi di alta scuola perché era fuori uso. Pure scalognato l’ “Uccellino” Kurt al suo apparire in campionato, martoriato e maltrattato da difensori di poco scrupolo metterà in luce a Padova l’intero suo talento fino a diventare una stella di Fiorentina e Milan.
Menzione anche per Giorgio Stivanello, un’ala scattante andata a pescare a Padova. Un attacco nuovo di zecca, dove il solo Boniperti testimoniava il fulgido passato e forniva concretezza d’intenti.
Nonostante ciò, se a Torino il 9 giugno 1957 Boniperti e compagnia non si mettono finalmente a battagliare con energia ora saremmo qui a raccontare un’altra storia. Però la Triestina è battuta per 4-3 e la Juve è salva. Lo spettro della discesa in B è scongiurato. Si tira un gran sospiro in piazza San Carlo, alla sede. Non c’è altro tempo da perdere: bisogna reagire, subito.

Passa da una telefonata all’altra senza neanche alzare la testa Marisa Zambrini di Vallescura. Con ferma grazia dà indicazioni oppure si intrattiene con ambasciate o consolati. È un fatto alquanto inedito imbattersi nel mondo del calcio in una piacente, giovane signora che esibisce fra i suoi titoli quello di “Il Segretario”: la Juventus è prima anche nella lotta all’emancipazione femminile. Appassionata e campionessa di rally, nonché ex tuffatrice di buon livello, quando si era vista profilare da Umberto Agnelli in persona la possibilità di entrare a far parte della stanza dei bottoni juventina, la “Signora Marisa” (così è sempre stata per tutti) non aveva esitato e si era messa all’opera.
Divenuto ufficialmente presidente della Società, il Dottore aveva rivisitato incarichi e portato con sé forze nuove, competenti e capaci.

N.B. nelle foto: il ventitreenne Umberto Agnelli assume la presidenza e come il fratello è pronto a far volare la Juve; quando, attorno alla metà degli anni Cinquanta, Juventus e Torino vivono in contemporanea stagioni poco felici, sui giornali si parla con insistenza di una possibile fusione fra i due Club. La cosa però non a tutti piace: ferma la reazione di coloro di fede bianconera che la Juventus avevano voluta come l’ingegnere Umberto Malvano.

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di Lorenzo Nicoletti

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