#Accadde Oggi

C’è solo un capitano!

Inevitabilmente, il 9 novembre segna sempre una data importante per il tifoso bianconero. Ormai dall’anno 1993, primo compleanno juventino di Alex Del Piero, già un predestinato allora e diventato poi “il capitano”, Quello che prese per mano la Juventus facendola vincere in Italia, in Europa e nel mondo. Quello che scese in serie B e poi tornò grande, con i due titoli di capocannoniere consecutivi, tra serie B e serie A, la standing ovation del Bernabeu, giusto 10 anni fa, le ultime giocate da campione e l’addio alla Juventus, in quel pomeriggio del 13 maggio 2012, quando una Juventus che chiudeva imbattuta il campionato festeggiava tra commozione e saluti il suo capitano. Che poi si concesse una parentesi estera dapprima in Australia, poi in India, terreni non certo fertili per i grandi campioni internazionali.

Il capitano che da bianconero vinse la Champions League da protagonista, segnando per cinque turni di fila, e decise l’Intercontinentale con una sua magia, che mise l’impronta sul primo scudetto con una magia alla Fiorentina, ma anche il calvario dell’infortunio in quel maledetto giorno di 20 anni fa, quando ad Udine la sua carriera fu messa a serio rischio, le difficoltà del ritorno in campo e la nuova esplosione, in tempo per vivere il 5 maggio e la magica notte di Berlino, garantita anche dal suo magico gol ai tedeschi in semifinale. Ma tornando indietro, la Juve che in quell’estate 1993 se lo assicura dal Padova, bruciando la concorrenza del Milan, il debutto in serie A il 12 settembre a Foggia e subito il primo gol in serie A la domenica dopo alla Reggiana, la strepitosa tripletta al Parma in primavera, ed il dualismo con Roberto Baggio che Lippi risolse a suo favore, costringendo l’asso di Caldogno ad emigrare al Milan. Ma anche momenti delicati, come quel gol a Bari con pianto di dolore per il padre appena scomparso, gli anni difficili con Capello, ma anche momenti di giubilo come quello spettacolare gol al Piacenza nel giorno dei funerali dell’Avvocato, suo grande estimatore che lo ribattezzò Pinturicchio, in onore di un artista perugino del Quattrocento.

La stima ed il rispetto di compagni ed avversari per un campione educato e corretto, mai sopra le righe, in grado di stemperare la tensione dopo una sconfitta o un risultato avverso, sempre con quella sua bonarietà e quel suo sorriso, la capacità di rimettersi sempre in discussione. Molti tifosi hanno contestato il modo in cui le strade di Alex e della Juve si separarono, accusando la dirigenza di ingratitudine, ma forse era scritto che prima o poi ci si doveva salutare. Uno tra i migliori 10 della storia bianconera, da essere affiancato a Platini, Baggio e Sivori, uno che nessun tifoso ha mai dimenticato. E allora buon compleanno, Pinturicchio.

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