#Accadde Oggi, Leggende Bianconere

Nato con la Signora – Umberto Agnelli

„È sempre un’emozione quando mi chiedono di parlare della Juventus. Perché significa non solo ripensare ai tanti successi sportivi, ma è ripercorrere un viaggio nella memoria, sul filo di tanti ricordi personali e della mia famiglia che si intrecciano da 75 anni con la storia di questa squadra di calcio. La società bianconera ha un modo particolare di leggere la storia: una storia di cambiamenti radicali e profondi, che investono la città in cui nasce e vive la Juventus, Torino, i suoi abitanti e milioni di tifosi in Italia e nel mondo, storia di costume e di abitudini. E poi di emozioni. Perché, la Juventus è stata, è e sarà sempre una squadra di calcio. Ed è un piacere immenso ricordare che tutto “il meglio” del calcio è passato dalla Juve, rivedere le tante partite “storiche” per rivivere, così, l’emozione di quegli attimi.“  – 1998

„La Juventus è un modo di essere, di esprimersi e di emozionarsi, vivere insieme a tanti altri la stessa passione per il calcio, possibilmente per il bel calcio. Una passione che ha unito e unisce persone di città, condizione sociali, fedi politiche diversissime… Ieri in Italia, oggi in tutto il mondo.“ 2011

Non ne faceva mistero, Umberto Agnelli. Per la famiglia Agnelli, la Juventus è sempre stata un connubio vincente, fin dai primi anni, quando il padre Edoardo prese le redini della squadra nel 1923, prima di venire a meno 13 anni dopo in un terribile incidente col suo idrovolante, e come tuttora il figlio Andrea dal 2010 sta portando avanti, trasformando la Juve in una squadra tra le più vincenti, esaltate ed odiate di quest’ultimo decennio, stabilendo record su record in Italia. Umberto era il settimo figlio della dinastia, e tra gli scherzi del destino ci fu quello di nascere proprio il giorno della “sua” Signora, il 1° novembre 1934, in Svizzera, più precisamente a Losanna. Leggendo la sua biografia, crebbe sotto la protezione del fratello maggiore Gianni, il futuro Avvocato, che aveva 13 anni in più e gli fece da padre. Svolge il servizio militare presso la Scuola di Applicazione di Cavalleria di Pinerolo, come il fratello Gianni e il nonno. Laureatosi in giurisprudenza a Catania, Umberto divenne a meno di ventitré anni presidente della Juventus e nel 1959 venne eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Eletto da una giunta di soci, tra cui il fratello Gianni, presidente del club nel 1955 – divenendo il più giovane ad assumere la massima carica dirigenziale nella storia del club, ad appena ventidue anni –, la sua gestione presidenziale venne caratterizzata dagli acquisti di giocatori di rilievo quali John Charles e Omar Sívori, decisivi per la conquista di tre campionati di Serie A e due coppe nazionali consecutive dal 1958 al 1961. Dopo aver lasciato il ruolo presidenziale nel 1962, ciò nonostante rimase legato ai colori bianconeri. Trent’anni dopo, nel 1994 rilevò le attività dirigenziali svolte in precedenza dall’Avvocato, esercitando una maggiore influenza sul club in qualità di presidente onorario durante il decennio seguente, periodo in cui i bianconeri vinceranno altri cinque titoli di campione d’Italia, un’altra Coppa Italia, quattro Supercoppe italiane, una Coppa Intercontinentale, una Champions League, una Coppa Intertoto dell’UEFA e una Supercoppa europea, per un totale di 19 trofei ufficiali in 18 anni. In virtù ai successi sportivi ottenuti nel corso della carriera sportiva dirigenziale, è stato introdotto alla memoria congiuntamente dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e dalla Fondazione Museo del calcio di Coverciano alla Hall of Fame del calcio italiano nel 2015. Affetto da carcinoma polmonare, trascorse gli ultimi giorni assistito dalla moglie e dai due figli nella sua residenza della Mandria (vicino a Torino), dove si spense il 27 maggio 2004, solamente 15 giorni prima del nipote Egon von Fürstenberg, che morì l’11 giugno successivo. La sua ultima comparsa in pubblico era avvenuta il 26 aprile dello stesso anno quando era stata conferita alla moglie Allegra una laurea ad honorem in veterinaria dall’Università di Torino; l’aggravarsi delle sue condizioni di salute gli’impedì però di presenziare all’assemblea degli azionisti della società torinese.

Naturalmente molta della sua biografia è stata attinta da wikipedia: Umberto non era di spiccata personalità come Gianni, che aveva sempre la battuta pronta ed affibiava nomignoli e soprannomi: lui rimaneva più riservato, ma era di una professionalità impeccabile. Oggi avrebbe compiuto 84 anni e probabilmente sarebbe socio onorario del club sapientemente diretto dal figlio. Dalle nuvole però il Dottore avrà sicuramente apprezzato l’operato del figlio, e sicuramente avrà applaudito la sfilata di campioni giunti alla Juve, ultimo tra i quali Cristiano Ronaldo, che aveva già tra le mani un anno prima della sua morte. Maledetto Salas….

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