Visti da Fuori

Visti da Fuori con Tommaso Taddei N2

Non c’è cura per le polemiche sterili, a quanto pare.
Prima Report, poi Mourinho hanno di fatto messo di nuovo in moto la macchina delle critiche (s)composte scientemente per lo più degli altri tifosi. E’ questo il particolare che vi dovrebbe far riflettere.
Voi queste polemiche però a vostra volta le alimentate rimuginando su quanto successo, oppure solamente controbattendo quando basterebbe solo lasciarle sfilare e farle perdere nel vuoto da dove sono arrivate.
Dopo Report, (preciso: trasmissione che fa il suo dovere perché informa dello stato attuale dei fatti, qualsiasi essi siano), voi avete sprecato parole, per lo più per affermare che la vicenda è risaputa e che la società non è stata coinvolta. Ognuno può logicamente dire la sua, ma serviva? Report va a colpire quel target di pubblico non interessato alle vicende calcistiche e che poteva trascurare quanto successo a Bucci. Quindi è giusto e doveroso informare. La trasmissione ha ricostruito solo quanto accaduto. E non entro nello specifico della vicenda perché non è questo l’obiettivo della mia critica che spero recepiate costruttiva.
Oggi più che mai nessuno in Italia, nessuno di qualunque curva, può fare la morale.
Morale che stona anche riguardo alle polemiche dopo le ingiurie contro Mourinho.
Polemiche sterili, accuse che possono solo far sorridere. Un sorriso contro quel finto puritanesimo usato solo per screditare. A mio avviso, gli insulti all’allenatore di una squadra avversaria rientrano nelle regole non scritte dell'”arena”.
Il tifo ha di fatto anche questa voce per contestare chi è avversario.
Non stiamo parlando di un motorino gettato tra gli spalti o un razzo tirato in un’altra parte dello stadio. Oppure di un’aggressione con bastoni e sassi. Questa è violenza ed è da condannare.
C’è chi ha polemizzato dicendo che non si fa una bella figura in diretta internazionale. Eh, pazienza.
A mio avviso ha più colpe lo special one che di special non ha ormai nemmeno il motorino. Nel momento in cui ha risposto ha esposto la sua persona e la sua squadra, oltre che la società che rappresenta. Un allenatore in campo non si può permettere di rispondere perché lui è lì per fare il suo lavoro. Non è stato nemmeno furbo: rispondendo ha legittimato la controparte mettendosi allo stesso livello.
Infine mi soffermo sul gesto, quel numero 3 fatto con le dita. Nel calcio i trofei e i successi non contano ma conta il presente. Che diventa in un attimo già passato come la vittoria della Juve in casa del Manchester United. E’ già storia. Del resto anche Mourinho ormai è storia. Solo che lui non se n’è accorto.
#vistidafuori #bastapolemiche

di Tommaso Taddei

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