Compleanni da Ricordare, Leggende Bianconere

Compleanni da ricordare – Marco Tardelli

#coompleannidaricordare

Il destino ci consente che dopo un campione del mondo goleador a Madrid, Paolo Rossi ieri, ad oggi tocchi ad un altro eroe del mondiale spagnolo: Marco #Tardelli ed il suo urlo. Nato a Carreggine, paesino del Lucchese, nel 1954, Cinque volte campione d’Italia con la Juventus, in maglia bianconera ha inoltre vinto tutte e tre le principali competizioni UEFA per club, divenendo uno dei primi tre giocatori (assieme ai suoi compagni di squadra e nazionale Antonio Cabrini e Gaetano Scirea) ad aver conseguito tale record, nonché il primo centrocampista in assoluto
Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982, è rimasta nella memoria collettiva l’esultanza con cui festeggiò la sua rete in finale alla Germania Ovest: “l’urlo di Tardelli” è passato alla storia come l’immagine-simbolo del calcio italiano nonché, a livello mondiale, tra le maggiori icone sportive di sempre.
Nel 2004 è risultato 37º nell’UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti.

Di piede destro, da bambino, seguendo e imitando il suo idolo Gigi Riva che era mancino, diventò ambidestro.
Molto rapido nella corsa e abile nella marcatura, venne schierato con proficui risultati sia come terzino che centrocampista.In un’epoca in cui il calcio italiano era conosciuto soprattutto per le sue qualità difensive, spesso legate al catenaccio, Tardelli emerse al contrario come un giocatore grintoso e dotato tecnicamente in mezzo al campo, venendo considerato tra i migliori interpreti al mondo del ruolo nei primi anni 1980.
Venne soprannominato Schizzo per il suo modo caratteristico di giocare.Cresciuto calcisticamente nel San Martino, venne scartato ai provini da Bologna, Fiorentina, Milan per via della sua corporatura, prima di essere acquistato dal Pisa per la cifra di settantamila lire. Con la società nerazzurra giocò per due anni in Serie C, scendendo in campo 41 volte e segnando 4 gol.
Nel 1974 venne prelevato, su suggerimento di Giancarlo Beltrami, dal Como, società dove trovò come allenatore Pippo Marchioro, con cui instaurerà fin da principio un buon rapporto.Mise a referto con i lombardi, in Serie B, 36 partite e 2 gol.
Dopo un corteggiamento da parte di Fiorentina e soprattutto Inter (col presidente nerazzurro Ivanoe Fraizzoli che aveva già formalizzato un accordo coi comaschi per 700 milioni), nel 1975 venne acquistato dalla Juventus per 950 milioni di lire,voluto fortemente dal presidente bianconero Giampiero Boniperti.
Fu subito schierato dall’allenatore Carlo Parola come terzino, alternandolo al più esperto Luciano Spinosi. Esordì con il club torinese il 27 agosto, nella gara di Coppa Italia tra Juve e Taranto, finita 2-0 per i bianconeri. Inizialmente ebbe delle difficoltà a inserirsi in squadra, ma poi seppe ritagliarsi un ruolo anche nel centrocampo bianconero.Fino al 1985 giocò stabilmente con i piemontesi, sempre come titolare inamovibile – esclusa la stagione 1979-1980, in cui mise a referto solo 18 presenze a causa di un infortunio.
Disputò l’ultima partita in maglia bianconera il 29 maggio 1985, nella finale di Coppa dei Campioni vinta per 1-0 contro gl’inglesi del Liverpool, partita teatro della strage dell’Heysel. Chiuse la sua esperienza a Torino dopo 259 incontri conditi da 34 centri, nel corso dei quali mise in bacheca cinque campionati, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa UEFA; un palmarès che tuttora ne fa uno dei soli nove giocatori, nella storia del calcio, capaci di conquistare le tre principali competizioni UEFA per club.
Nell’estate 1985 passò ai rivali dell’Inter, in uno scambio di mercato che coinvolse Aldo Serena: la Juventus pagò 6 miliardi di lire in tutto, valutando Tardelli 3,2 miliardi. Dopo due stagioni a Milano globalmente al di sotto delle aspettative, in cui spiccò soprattutto la doppietta del 1986 agli spagnoli del Real Madrid nella semifinale d’andata di Coppa UEFA, si svincolò dal club nerazzurro e nell’estate 1987 si accasò in Svizzera, al San Gallo, vestendo la maglia biancoverde per una stagione prima di porre termine alla sua carriera agonistica.Vincente anche come allenatore, portando l’Under 23 azzurra ai successi nei Giochi del mediterraneo nel 1997 ed al successo l’Under 21 nel campionato europeo del 2000. Meno fortunate si rivelarono le esperienze all’Inter (dove guidò la squadra nei due tonfi nel derby di campionato, 0-6 ed in Coppa italia, 1-6 a Parma), ed al Bari, ed anche sulla panchina dell’Egitto. Guidò anche l’Arezzo, poi fu vice di Trapattoni sulla panchina dell’Eire. Fu nel cda bianconero nella stagione in serie B.

(estratto da wikipedia)

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