Storia di un Grande Amore

Storia di un Grande Amore.. Antonella Giuliani

Per la rubrica #storiadiungrandeamore oggi ci racconta la sua Antonella Giuliani.
Questa è senza dubbio la storia d’amore più atipica e strampalata che avrete letto fin’ora, un amore quasi per osmosi potremmo definirlo.
Ma sempre di amore trattasi.
La storia d’amore di chi per amore sposa uno che per amore ha già sposato la Vecchia Signora.
Vi sembra troppo complicato che nemmeno su Beautiful?
Non ci resta che sentirla allora.

Ciao popolo di Black&White 1897, mi chiamo Antonella, ho 34 anni e sono mamma di 3 bambini.
Non so bene nemmeno io per quale motivo sia qui ad essere sincera, ma mi è stato chiesto di raccontare la mia esperienza con la Juve e lo faccio volentieri, ormai è come parlare di qualcuno di casa.
La mia è una storia juventina diciamo molto sui generis.
Il calcio nella mia vita a differenza di tanti altri non è una presenza che c’è sempre stata, i miei genitori non sono tifosi e quindi non ho ereditato nessuna passione particolare per alcuna squadra. Fin da piccola mi è però sempre piaciuto vedere le partite della Nazionale in occasione dei Mondiali, insieme agli amici storici del mio paese, compreso quello vincente del 2006. È una cosa che ho sempre fatto con trasporto e divertimento.

Ho però seguito molto di più il calcio minore. Mio fratello, grande tifoso juventino e presente in questo gruppo, ha infatti giocato in porta – era anche molto bravo, peccato abbia iniziato forse troppo tardi per poter sperare in qualcosa in più – e a me piaceva molto andarlo a vedere; dopo di lui è stato il turno del mio ex fidanzato, anche lui portiere, che seguivo spesso nelle partite dei più improbabili campi umbri.
E proprio a questo mio ex è legato il primo vero contatto con la Juventus….era il 5 maggio 2002!
Lui era interista.
Devo aggiungere altro? Io non lo avevo mai visto in quel modo prima di allora, era incredulo, disperato. Quel pomeriggio a casa sua a seguire la tv l’atmosfera era assurda, surreale. Quella squadra bianconera che giocava a tanta distanza dalla sua Inter lo aveva distrutto.

Finì in quel modo rocambolesco quel campionato e un po’ di tempo dopo finì anche la mia relazione con lui, evidentemente non era quella la mia “storia di un grande amore”.
Passa un po’ e improvvisamente mi ritrovo senza capire come con un altro amore, un nuovo fidanzato e soprattutto una vera new entry nella mia vita, una presenza che da allora volente o nolente sarà fissa e costante: la Juventus.
Eh si, perché quello che non sapevo sarebbe poi diventato l’uomo della mia vita, mio marito, era fin da subito evidente che avesse questa attrazione esagerata per la squadra bianconera.
Devo essere sincera: i primi anni che siamo stati insieme ho anche pensato/sperato che col tempo questa sua passione diminuisse, che crescendo mitigasse determinati slanci che proprio non comprendevo, che mi erano del tutto estranei e lontani.
Poi ho capito che non sarebbe mai successo perché le grandi passioni come la sua, proprio come i grandi affetti, quando sono pure, genuine, innate e sentite, non c’è niente e nessuno che possa scalfirle, anzi sono destinate a crescere, a cambiare per certi versi anche il modo di essere vissute, ma rimangono alla fine forti dentro, ancora più profonde e radicate.
E per me ora non è più un problema, è una cosa naturale, anche se alcuni aspetti ancora dopo 15 anni li trovo esagerati.

La prima volta che mi portò allo stadio a vedere la Juve fu a Siena, poche settimane prima che venne fuori tutto il casino di calciopoli. Non mi ricordo il risultato preciso ma fu una goleada per la Juventus. Ricordo però benissimo tutta l’acqua che presi quel pomeriggio! Lo stadio non aveva copertura e noi la prendemmo tutta dall’inizio alla fine, perché che fai? Te ne vai a ripararti dal diluvio con la tua squadra sopra di 3/4 gol? Non sia mai!
Poi per un po’ di anni non mi ha più portata, in quelle stagioni difficili successive alla B ha sempre vissuto la Juventus da solo, inizialmente soffrendo per quello smacco e poi quasi a volerla difendere, proteggendola dagli altri e tenendola tutta per sé, senza alcuna condivisione, me compresa, se non con quelli della sua “tribù”, con i suoi fratelli, diceva lui.

Nel frattempo ci siamo sposati e io giuro che ho temuto fino all’ultimo che come tableau mi tirasse a sorpresa un bello scherzetto mettendo, al posto di quanto avevamo deciso insieme, le formazioni vincenti della storia juventina oppure i suoi giocatori preferiti.
Ne sarebbe stato capace, ma alla fine ha prevalso il buon senso.
Ma in qualche modo dovevo pagare pegno alla Juventus alle mie nozze e in luna di miele, prima a Londra e poi a Miami, abbiamo fatto i salti mortali per poter trovare dei posti dove trasmettessero Juve-Lazio e Chievo-Juve…due partite fondamentali per la storia della Juventus che siete matti! Guai a saltarle, in quel momento erano la priorità, altrimenti si stava spaesati per tutto il tempo.

Per capire come è la vita di una donna che ha scelto un uomo che ha sposato anche la Juventus, vi dico solo che a casa mia a qualsiasi evento o ricorrenza, pubblica o familiare è indifferente, si può dare risposta di partecipazione solo e soltanto dopo aver consultato il calendario del campionato e della Champions.
E quando scrivo qualsiasi evento non pensiate che io sia esagerata, qualsiasi. Nessuno escluso, un modo lo trova sempre, si ingegna, traffica, sposterebbe anche le montagne per poter incastrare tutto. Quando non ci riesce, la cosa che naturalmente ha la priorità è la partita. L’altro impegno lo scarta.
Fortunatamente non è così per tutto il calcio altrimenti sarei impazzita e avrei chiesto il divorzio per direttissima, ma solo con la Juve, solo lei segue spasmodicamente sempre e comunque, campionato o amichevole, Champions o coppa Italia. E quando non la segue direttamente sta col cellulare dietro a mille cose bianconere. A volte troppo. Lui lo sa.
Anche perché nel corso del tempo ci sono nati 3 bambini e di cose da fare non mancherebbero, per fortuna che ho taaaaanta pazienza.

VI dicevo insomma che abbiamo avuto 3 bambini, due femminucce e un maschietto. Ora…Alessandro Manzoni è uno dei poeti preferiti di mio marito (c’entrerà nulla che abbia composto il “5 maggio”? Me lo sono sempre chiesta); Alessandro Magno è uno dei personaggi storici che lo hanno da sempre affascinato; Alessandro Aleotti in arte J AX è un cantante che dice in adolescenza è stato importante per lui ma…secondo voi…che nostro figlio si chiami Alessandro in quale percentuale è da attribuire ai signori sopra citati e in quale ad Alessandro Del Piero, il suo giocatore preferito e tanto venerato?
Fortunatamente è un nome che piaceva molto pure a me quindi non ho faticato ad accontentarlo.

Intanto con l’avvento dello Stadium è iniziata un’era nuova: non solo sportivamente sono arrivati successi a raffica, ma anche per noi sono cambiate molte cose e tutte hanno portato ad un mio interesse sempre maggiore per la Juve, a provare sempre più simpatia per lei.
Andare allo Stadio ora mi diverte tanto (se piove a dirotto non è un problema a Torino per fortuna!!!), è un’esperienza che mi emoziona e mi coinvolge: vedere lo stadio riempirsi, cantare l’inno, il gioco di luci o le coreografie, vedere i calciatori così da vicino, fare un giro per il centro commerciale, sono tutte cose mi piacciono e mi fanno passare delle splendide ore insieme alla mia famiglia.
La prima volta che sono entrata nella Casa Bianconera mi ha stregato subito, era la prima partita in assoluto nel nuovo impianto, contro il Parma, una bellissima giornata e vittoria juventina.
Quell’anno ho fatto l’Alfa e l’Omega, perché poi sono tornata per l’ultima di campionato.
Festa Scudetto, il primo dopo annatacce, e tributo di addio meraviglioso proprio per Alex Del Piero: mi ricorderò per sempre quel giorno, mi sono commossa pure io, mi emozionavano quell’applauso infinito, quel giro di campo struggente, quel saluto sincero.
Mi emozionavano le lacrime di mio marito, la sua infantile fragilità di quel momento, era dispiaciuto, felice e tenero tutto insieme.
E io sono certa che alle due creature che portavo nella mia pancia in quel momento, sia arrivata tutta quella magia, quella elettricità, quell’amore. Lo hanno sicuramente respirato e vissuto pure loro.

In questi ultimi anni sono stata diverse volte a Torino, ci abbiamo portato anche i bambini perché si affezionino a questi colori e possano provare un principio di sana attrazione. Siamo andati all’ultima festa Scudetto e all’addio di Buffon, anche quello molto toccante.
Non siamo ancora riusciti a portare la più piccolina perché il viaggio è lungo, 6 ore di macchina per lei non son poche, ma a fine ottobre la porteremo a vedere Juventus- Genoa, glielo abbiamo promesso. E credo che passeremo una nottata al J Hotel, potremmo mai non approfittarne?
Mi manca soltanto una partita di Champions League, mio marito mi ha sempre raccontato che sono gare speciali, con un’atmosfera ancora più unica.
Abbiamo prenotato per il 1° giugno 2019 a Madrid….spero tanto che sarà quella la mia prima volta. E che sia indimenticabile.

Fino alla fine!

PS per chi se lo stesse chiedendo, le mie due figlie femmine non si chiamano né Forza né Juve.
Ma hanno rischiato forte.

Di Lorenzo Nicoletti

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