Lavagna Tattica

#Lavagna Tattica di Sandro Nardo JUVENTUS VS LAZIO

J TACTICS – JUVENTUS VS LAZIO

La vittoria interna contro la Lazio, primo vero test impegnativo della stagione bianconera, ha offerto diversi nuovi spunti di riflessione tattica.

In anteprima per Black&White1897 Official

DISINNESCARE LE ARMI AVVERSARIE

In conferenza stampa pre-match, Allegri non ha fatto mistero della necessità di affrontare la Lazio col dovuto rispetto: l’undici laziale, sostanzialmente invariato rispetto alla scorsa stagione, si è dimostrato estremamente abile nelle ripartenze e nello sfruttamento degli spazi, situazioni tattiche in cui la Juventus aveva palesato non poche difficoltà tanto l’anno scorso (vittoria laziale in SuperCoppa e allo Stadium in campionato) che nella neonata stagione in corso (vedasi l’azione del rigore su Giaccherini alla prima giornata).

Rispetto alla gara d’esordio contro il Chievo, Allegri sceglie Mandzukic per Dybala, Matuidi per Douglas Costa e Bernardeschi per Cuadrado; lo schieramento del carrarese, in particolare, lascia intendere come le intenzioni del tecnico siano quelle di consolidare un centrocampo a 4 in fase di non possesso, nel quale Bernardeschi sembra molto più a suo agio del colombiano nell’accentrarsi nella posizione di mezzala.

Non sono trascorsi nemmeno 2 minuti e questo assetto appare già evidente:

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La Lazio, come sua abitudine, tende a sovraccaricare il lato palla in modo posizionale, con il duplice obiettivo di favorire l’attacco della profondità e scoprire il lato debole avversario in modo da attaccare l’ampiezza: la disposizione dei giocatori della Juventus con 2 linee molto strette ed ordinate tende a congestionare gli spazi centrali per chiudere le linee di passaggio al portatore di palla, mentre il terzino opposto (nella fattispecie Alex Sandro) resta più largo, proprio per coprire il lato debole in prevenzione del cambio gioco verso Marusic; il portatore di palla, senza soluzioni alternative, non può far altro che forzare la verticalizzazione verso il centro area, consegnando il pallone tra le braccia di Szczesny.

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Pochi minuti dopo va in scena un copione simile: Parolo riceve lo scarico orizzontale di Milinkovic, ma viene immediatamente aggredito da Khedira e Matuidi che gli sradicano il pallone dai piedi; alle loro spalle, la gabbia difensiva composta da Pjanic-Bernardeschi alti e Bonucci-Chiellini bassi, controllano agevolmente la coppia di attaccanti Luis Alberto-Immobile; notare come, anche in questo caso, Alex Sandro resti largo a coprire l’ampiezza verso l’esterno opposto.

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Minuto 10,  nuovo sovraccarico del lato sinistro laziale, ma la disposizione della Juventus è ordinata e concreta: Khedira e Pjanic portano pressione sull’arretrato Luis Alberto, Bernardeschi segue Lulic, Cancelo stringe a controllare Milinkovic, Matuidi marca l’inserimento di Parolo e Bonucci-Chiellini controllano in superiorità numerica l’attacco della profondità di Immobile; Luis Alberto opta per il cambio gioco sul lato debole alla ricerca di Marusic, sul quale Alex Sandro è puntuale nella chiusura.

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Marusic scarica indietro per Parolo che viene seguito da Alex Sandro, ma Matuidi è pronto a coprire il brasiliano sostituendolo nella posizione di esterno difensivo sinistro ed impedendo, di fatto, la chiusura del triangolo con lo stesso Parolo; in mezzo, non ci sono opzioni di passaggio: Cancelo stringe in soccorso di Bonucci-Chiellini contro Immobile-Milinkovic, garantendo superiorità a centro area, mentre Bernardeschi scala a coprire l’esterno destro attaccato da Lulic; fuori area Luis Alberto è controllato da Pjanic-Khedira e Parolo è costretto nuovamente a forzare il lancio, senza risultati.

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Allo scadere della prima frazione, con la Lazio protesa in avanti alla ricerca del gol del pareggio, la Juventus presidia gli spazi in area con ben 8 effettivi (più l’accorrente Matuidi e, ovviamente, Szczesny): il crossatore avversario non ha soluzioni di passaggio, mentre il baricentro basso annulla ogni opzione di verticalizzazione nella profondità (che non c’è); il risultato è l’ennesimo pallone innocuo tra le braccia di Szczesny.

L’ATTACCO DELL’AREA

Il primo vero pericolo creato dalla Juventus è il risultato di un’azione didascalica del concetto per cui la formazione bianconera, quest’anno, giochi senza centravanti.

E’ ancora una volta Bonucci, fondamentale quando è necessario affrontare difese schierate con baricentro basso, ad innescare l’azione con un lancio dalle retrovie; la palla lunga del numero 19 taglia il campo in diagonale verso l’area, la quale è stata però svuotata sia da Cristiano Ronaldo che da Mandzukic, entrambi arretrati fino alla trequarti per attirare fuori posizione i marcatori avversari per poi ri-attaccare lo spazio in velocità secondo il consueto movimento a U; il centro area, al posto loro, viene attaccato da Khedira e Matuidi.

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Il francese esegue una traccia ad uscire verso il primo palo, mentre il tedesco fa l’esatto opposto; il risultato è lo spostamento dei centrali laziali con conseguente apertura di una voragine in mezzo all’area avversaria a favorire il taglio dentro dello stesso Cristiano Ronaldo

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Matuidi riceve il lancio di Bonucci e fa sponda verso l’accorrente Ronaldo all’attacco dello spazio appena creato

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L’ottima chiusura di tre laziali impedisce all’asso portoghese di concludere a rete da posizione centrale e ravvicinata, ma il pallone finisce tra i piedi di Khedira posizionato in posizione di attacco al secondo palo, con un agevole cono di tiro a propria disposizione; il miracoloso intervento in scivolata di Acerbi riuscirà a deviare la conclusione del tedesco quel tanto che basta da indirizzarla sul palo, ma la disposizione in area degli attaccanti bianconeri ha permesso la concretizzazione di due chiare occasioni da gol consecutive.

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Sul finire del primo tempo si verifica qualcosa di simile: Cristiano Ronaldo arretra fino alla trequarti per sfuggire alla marcatura asfissiante degli avversari, ma sono nuovamente Khedira e Matuidi (questa volta insieme a Mandzukic) a garantire l’attacco degli spazi nell’area avversaria: il tedesco attacca il primo palo, il croato il centro area, il francese il secondo palo.

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Primi minuti della ripresa, la Lazio perde malamente il pallone sulla pressione avversaria; sulla conduzione di Matuidi, CR7 attacca la profondità sul versante sinistro trascinandosi dietro due avversari e generando un buco nel centro del campo; ad attaccarlo in modo repentino e puntuale è, come al solito, Sami Khedira, seguito a rimorchio da Mario Mandzukic (che attacca il centro se CR7 va sull’esterno e viceversa).

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Matuidi premia la traccia esterna di Ronaldo, Khedira attacca il centro area in diagonale, Mandzukic fa il movimento opposto ad attaccare lo spazio alle spalle del tedesco(e del suo marcatore), mentre Bernardeschi sale in supporto sul secondo palo; un rapido passaggio orizzontale metterebbe Khedira in condizione di colpire a rete da posizione ravvicinata e centrale per una nuova, chiarissima occasione da rete, ma Ronaldo non è abbastanza lucido da “vedere” l’assist e la linea di passaggio si chiude.

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Khedira è ormai marcato, ma è il taglio di Mandzukic alle sue spalle ad offrire una soluzione alternativa a Cristiano Ronaldo, mentre Bernardeschi attacca il secondo palo e Matuidi è pronto su eventuali seconde palle.

SFRUTTARE TUTTO IL CAMPO

L’azione che porta al gol del vantaggio racconta di come questa Juventus sia in grado di attaccare l’avversario sfruttando tutto il campo a disposizione, alternando gioco corto e gioco lungo, diagonalità e attacco degli spazi, nonchè sottolineare l’importanza dello strapotere aereo di Mandzukic in uscita del pallone.

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La Lazio pressa con 5 uomini la costruzione bassa bianconera, situazione che l’anno scorso ha generato non pochi problemi allo sviluppo della manovra juventina; quest’anno, però, è tornato Bonucci, che supera la prima linea di pressione con un lancio in diagonale verso Mandzukic: il gigante croato arretra nella sua “vecchia” posizione di finta ala sinistra e, come sempre, vince il duello aereo col terzino avversario, scaricando indietro al volo per Pjanic.

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Il bosniaco “vede” lo spazio attorno a Khedira ed anticipa un tempo di gioco servendo di prima il compagno in orizzontale, mentre Mandzukic scatta immediatamente all’attacco della profondità alle spalle di Wallace

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Khedira asseconda lo sviluppo del gioco in diagonale verticalizzando per Cristiano Ronaldo, nuovamente arretrato fino a centrocampo per sfuggire alla marcatura; sul versante opposto, Matuidi accompagna l’attacco della profondità insieme a Mandzukic.

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Bernardeschi garantisce ampiezza e riceve lo scarico di Ronaldo, mentre Matuidi attacca il centro area con Khedira a rimorchio e Mandzukic viaggia verso il secondo palo

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Bernardeschi converge verso il centro, Matuidi attacca il primo palo, CR7 il centro area, Mandzukic il secondo palo e Khedira gode di grande spazio sulla mezzaluna; Lulic è abile a chiudere la linea di passaggio verso il tedesco, costringendo Bernardeschi a una soluzione alternativa

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Il carrarese opta per il cross, nuovamente a cercare la testa di Mandzukic, mentre Matuidi esegue una traccia orizzontale opposta alla precedente per offrire uno scarico al croato; è Khedira ad attaccare il secondo palo lasciato “vuoto” dal movimento del francese, mentre lo spazio appena fuori dall’area viene lasciato all’accorrente Pjanic.

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La torre di Mandzukic vuole premiare il movimento di Matuidi, ma Wallace è bravo a chiudere di testa; il pallone respinto dal brasiliano arriva però proprio nella zona presidiata da Pjanic, il quale (libero da ogni pressione dei difensori avversari, impegnati in area da ben 5 bianconeri) si coordina e colpisce a rete battendo Strakosha.

ATTACCO A DIFESA SCHIERATA (CREARE GLI SPAZI)

Fase finale della gara, la Lazio (visibilmente stanca) abbassa il baricentro e la Juve sembra non voler forzare; sul consueto giropalla difensivo, Chiellini “vede” uno spazio centrale e decide di attaccarlo palla al piede.

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Chiellini si accentra e apre lateralmente per Cancelo; il portoghese è apparentemente chiuso, ma il neo-entrato Douglas Costa arretra in suo soccorso offrendogli uno scarico agevole.

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Il portoghese serve il brasiliano sulla traccia interno-esterno ed attacca immediatamente lo spazio alle sue spalle; davanti ai due, il movimento del solito Khedira (ma davvero c’è ancora qualcuno che non ne coglie l’importanza?) impegna due difensori avversari.

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Uno dei due tenta la chiusura su Douglas Costa, mentre il secondo viene trascinato verso il centro dal movimento ad entrare di Khedira; il risultato è che si svuota completamente l’esterno, immediatamente attaccato dallo stesso Cancelo

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Il portoghese entra in area palla al piede e crossa verso il centro; l’area, come di consueto, è attaccata da 3 bianconeri: Khedira sul primo palo, Mandzukic sul secondo, Ronaldo al centro.

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Il cross di Cancelo è perfetto: basso, teso e preciso verso i piedi di Cristiano Ronaldo, ma l’intervento disperato di Strakosha devia il pallone quel tanto che basta da impedire l’appoggio in rete del portoghese.

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Sul rimpallo, è Mandzukic il più lesto a coordinarsi e colpire a rete per il definitivo 2-0

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RIFLESSIONI FINALI

Alla vigilia del match, Allegri non aveva nascosto il proprio malumore per la fase difensiva messa in mostra contro il Chievo (di cui le due reti subite sono solo la conseguenza) e aveva dichiarato quanto fosse importante vincere contro la Lazio senza subire gol; le sue parole (ed evidentemente il lavoro in settimana) si sono tradotte in una gara di grande attenzione tattica, nella quale il rispetto delle consegne e l’ottima interpretazione dei giocatori ha permesso alla Lazio di generare la miseria di 0.3 xG.

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La partita non è filata esattamente liscia come l’olio, soprattutto alla luce di un quarto d’ora eccessivamente lezioso nella parte centrale della prima frazione, nella quale la Lazio ha dato l’impressione di potersi rendere pericolosa: ciononostante, le difficoltà sono nate più da scarsa concentrazione di alcuni interpreti (Alex Sandro su tutti, davvero negativa la sua prova, ma lo stesso Pjanic non è parso al meglio) che situazioni tattiche.

Per il resto, l’inserimento di un terzo centrocampista di ruolo (Matuidi, migliore in campo per distacco) e il prezioso contributo di Bernardeschi alle due fasi, sembrano aver conferito alla squadra quell’equilibrio più volte invocato da Allegri dopo il sofferto 3-2 di Verona e considerato indispensabile per ottenere il bottino pieno contro un avversario, la Lazio, che si è più volte confermato particolarmente abile a colpire gli sbilanciamenti avversari.

Tutto bene, quindi? Non esattamente. Questa squadra presenta ancora enormi margini di miglioramento, specie nell’apporto della sua stella Cristiano Ronaldo: il campione portoghese (al di là del digiuno sotto porta, puramente un dettaglio al momento) ha confermato di aver bisogno di acquisire brillantezza e migliorare l’intesa con i compagni.

Ma dopotutto siamo ancora ad agosto, e se la squadra tutta fosse al 100% della condizione in questo momento, ci sarebbe più da preoccuparsi che da gioire.

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