Storia di un Grande Amore

Storia di un Grande Amore… Giacomo Carolei

Per la rubrica #storiadiungrandeamore oggi ci racconta la sua Giacomo Carolei, che ringrazio di cuore per la prontezza e la velocità con cui ha accettato questo invito.

Se questo nome non vi suona nuovo è perché potreste esservi già imbattuti in lui nel web.
Giacomo è infatti il #videomaker che con la maglia di Dybala indosso cammina tranquillamente fuori dai vari stadi italiani con una telecamera in mano chiedendo un “segno di pace” alle altre tifoserie. È diventato così facendo molto popolare, realizzando una roba come 3,2 milioni di visualizzazioni.

Vediamo cosa dice agli amici di B&W 1897.

Sono juventino per tradizioni familiari, a casa mia tutti lo sono e io ho seguito la scia.
Nonostante sia di Prato che è vicino a Firenze questa cosa non è affatto insolita, sono molti infatti i tifosi bianconeri in quelle zone.
Da ragazzino quando vedevo Baggio mi emozionavo grazie alle sue giocate, poi è arrivato Del Piero e crescendo mi sono molto legato sportivamente a lui e alla squadra.
L’apice l’ho però provato con la Juve del pre calciopoli, quelli personalmente sono stati gli anni più belli da tifoso perché la forza della Juventus di quel periodo io non l’ho più ritrovata, neanche in quella di Vidal Pirlo Pogba che per me era davvero ben costruita, ma tanto non valeva quella di Emerson Vieira e Nedved.
Quando ci hanno mandato in B è dunque stato per me un massacro emotivo e onestamente questo mi ha portato un po’ ad allontanarmi perché la squadra era in quel momento qualcosa di straordinario e vederla distrutta mi ha segnato moltissimo. Adesso la seguo chiaramente ma la vedo più come una grande azienda, non con distacco per carità, però ha perso per me quel fascino che aveva prima.

Tra le cose più folli che ho fatto per la Juve si possono tranquillamente citare i video che ho girato con la mia GoPro vestito con la maglia bianconera all’esterno di alcuni importanti stadi italiani il giorno delle partite.
Il mio chiedere un gesto di pace agli altri tifosi è chiaramente una provocazione, il mio intento è infatti quello di tirare fuori il peggio delle persone che incredibilmente emerge per un motivo così frivolo, e mostrarlo senza filtri. Constatare come impazziscano tutti quando vedono la #maglia della Juve mi ha sorpreso, devo essere sincero. Sapevo che non eravamo amati, ma non odiati a tal punto.
E questa a mio avviso è una delle ragioni per cui il merchandising delle squadre di calcio in Italia sta dietro anni luce rispetto a quello di Inghilterra e Germania: parlando con il giornalista Guido Vaciago di Tuttosport alcuni mesi fa ho capito appieno questa grande differenza, mi ha spiegato ad esempio che i bambini italiani, in particolare gli juventini che sono i più numerosi, non mettono le maglie per andare a scuola, o per uscire, perché magari durante il tragitto, chessò dentro la metro o nel bus, hanno il timore di poter venire sbeffeggiati o maltrattati dagli altri bambini o peggio ancora dagli adulti. Lo stesso Andrea Agnelli spiegò a Vaciago che uno dei motivi per cui il fatturato delle vendite è inferiore rispetto a quello dei top club di altre nazioni è sicuramente anche questo. E il problema si può tranquillamente spostare poi dai bambini ai teenagers, agli adulti.
Quindi io con i miei video ho fatto vedere un fenomeno che alcuni conoscevano ma molti altri no.
Molto probabilmente con i video ho terminato, dopo aver girato gli stadi di Firenze, Genova, Bologna, Milano e Roma mi mancherebbe Napoli…..ma non mi sembra il caso vista la violenza che sgorga senza freno quando si parla di Juve. Già fin’ora mi è andata bene perché proprio grazie alla telecamera che evidentemente inibisce mi sono evitato schiaffi se non peggio, collezionando in compenso una bella quantità di insulti, sia in diretta che poi sui social.
Però magari modifico un po’ il format e la prossima stagione mi inventerò qualcos’altro. Vedremo.

Poi che altro dire, sono stato per la prima volta allo Stadium per Juventus vs Napoli della scorsa settimana ed era meglio se non ci fossi andato per come è finita. A me oltretutto non ha entusiasmato come esperienza, bello per carità, ma probabilmente sono più un “tifoso da divano”, mi gusto più la partita vedendola dalla tv.

Concludo dicendo che la Juventus è così odiata perché il sentimento che prevale nei suoi confronti è nettamente l’invidia per i suoi successi, da sempre. E l’invidia è uno dei motori più potenti dell’essere umano, sia nel bene che, come in questo caso, nel male.

di Lorenzo Nicoletti

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